Alla salute dei diritti umani
Ancora immunità penale per l'ILVA di Taranto
Al tempo dei Riva l'ILVA inquinava ma aveva un cane da guardia: la magistratura. Ora non più. Tanto a morire saranno dei meridionali, parenti prossimi di quegli immigrati che crepano in mare
13 ottobre 2018
Se me lo avessero detto un anno fa non ci avrei creduto.
Avrei detto che non era possibile e neppure immaginabile che una forza politica che aveva contestato duramente l'immunità penale per tutto il tempo dell'opposizione poi a conservasse arrivata al governo.
Avrei detto che così il M5s avrebbe perso la faccia.
Ma soprattutto immaginavo che la politica in fondo in fondo dovesse avere un minimo di coerenza morale.
Ma adesso è purtroppo cosi: il M5s ha deciso di conservare l’immunità penale per i gestori dell'ILVA. Ha conservato l’odiata norma creata dal PD, che fino al 2023 pone al riparo da inchieste e processi chi gestisce l’ILVA.
Al tempo dei Riva l'ILVA inquinava ma aveva un cane da guardia: la magistratura. Ora non più.
Avverto su questo assurdo normativo il silenzio assordante di tante associazioni ambientaliste che si erano battute per la legge sugli ecoreati. Dicevano che da quella legge in poi chi inquina sarebbe andato in galera. Ma adesso tante di quelle associazioni stanno zitte zitte sull'immunità penale, su quell'assurda norma che fa scattare sull'ILVA il principio esattamente opposto agli slogan che hanno animato la campagna sulla legge contro gli ecoreati.
Anche Di Maio disse: “Con questa legge basta impuniti”.
Ma eccoci al punto dolente: siamo all'immunità fino al 2023. Hanno garantito l'immunità perché l'ILVA ha impianti fuori norma e sotto sequestro penale i quali, nonostante tutto, continuano a produrre in barba al Testo Unico per l'Ambiente che in questo caso prevede il fermo degli impianti pericolosi e non a norma.
Nel frattempo produzione, malati e morti a Taranto possono anche aumentare: tanto c’è l’immunità penale. Tanto a morire saranno dei meridionali, parenti prossimi di quegli immigrati che crepano in mare mentre nel frattempo cambiamo canale, fra una forchettata di tagliatelle e un bicchiere di vino.
Alla salute dei diritti umani, ritenuti così preziosi e così degni di tutela da parte del "governo del cambiamento".
Articoli correlati
La prima udienza del nuovo processo di Potenza è stata fissata per il 21 aprile 2026Vendola rinviato a giudizio nel processo "Ambiente Svenduto" bis sull'ILVA
Il giudice per le udienze preliminari di Potenza, Francesco Valente, ha accolto le richieste dell'accusa disponendo il rinvio a giudizio di 21 imputati coinvolti nel processo "Ambiente Svenduto". L'accusa è di disastro ambientale tra il 1995 e il 2012 prodotto dall'ILVA di Taranto.6 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Quello che rivendichiamo con questo ricorso è il coraggio intellettuale della veritàPrima udienza al TAR di Lecce sull'AIA dell'ILVA: confermata la plausibilità del ricorso
Hanno preferito rimanere in silenzio, senza intervenire in questo ricorso, i Comuni di Taranto e Statte, la Provincia di Taranto e la Regione Puglia. Soltanto il Codacons, con i suoi Avvocati, ha deciso di costituirsi appoggiando le nostre ragioni.28 gennaio 2026 - Direttivo PeaceLink
Il comunicato dell'associazione Genitori TarantiniAl TAR di Lecce la prima udienza contro l’AIA di Acciaierie d’Italia
Il prossimo 27 gennaio sarà celebrata la prima udienza relativa al ricorso contro l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) che consente di utilizzare il carbone per altri 12 anni nello stabilimento ILVA.24 gennaio 2026 - Redazione PeaceLink
I fondi resteranno a disposizione della causa fino all’ultimo grado di giudizioAggiornamento del ricorso al TAR della città contro l'AIA di Acciaierie d'Italia
Le somme raccolte ad oggi per sostenere il ricorso hanno raggiunto complessivamente i 31.840 euro. Le spese fino ad ora affrontate ammontano a 650 euro per il contributo di iscrizione al TAR di Lecce. In ragione di questa uscita, il totale ad oggi custodito è di 31.190 euro.22 gennaio 2026 - Associazione PeaceLink

Sociale.network