Invece di ridurre il più possibile l'uso della plastica

La plastica negli altoforni ILVA

Vorrebbero alimentare gli altoforni ILVA con centomila tonnellate/anno di plastica. E' una quantità di plastica enormemente superiore a quella prodotta dai tarantini (che non producono mezza tonnellata di plastica all'anno). A Taranto arriverà la plastica di tutto il mondo?
Solo carbone o anche plastica?
Cosa finirà nelle fauci voraci degli altoforni dell'ILVA?
Il progetto è sul sito della Provincia di Taranto. Vorrebbero bruciare negli altoforni ILVA qualcosa come centomila tonnellate/anno di plastica. È una quantità di plastica enormemente superiore a quella prodotta dai tarantini (che non producono mezza tonnellata di plastica all'anno). Quindi - se passa il progetto - negli altoforni dell'ILVA arriverà la plastica di tutto il mondo trasformandoli in grandi inceneritori. Il porto di Taranto vedrà arrivare navi cariche di rifiuti di plastica. La plastica sostituirebbe una parte del carbon coke, con una riduzione della produzione delle cokeria, che è altamente inquinante e che è una minaccia per la salute degli abitanti del quartiere Tamburi di Taranto.
C'è chi invita a fare muro esprimendo con decisione un parere contrario a questo progetto di trattamento dei rifiuti plastici alternativi al carbon coke.
Ma immaginiamo per un attimo di lanciarci in questa lotta anti-plastica e di voler bloccare questo impianto. Dovremmo dimostrare che questo progetto produce più inquinamento del coke e della cokeria. Cosa molto difficile.
Ma soprattutto una simile lotta ci porta a scegliere il coke al posto della plastica o la plastica al posto del coke. E' una cosa assurda e insensata.
La nostra lotta è per la chiusura delle fonti inquinanti dell'ILVA, senza farci deviare su una iniziativa di retroguardia che ci distoglie dal nostro vero compito e che - anche se vinta - ci lascerebbe con il coke e la cokeria dell'ILVA.
La gente è arrabbiata e ha bisogno di avere una controparte da bersagliare. Ma stiamo attenti a scegliere l'obiettivo e la controparte. Stiamo attenti a lanciare contro l'ILVA una campagna plastic-free per poi scoprire che, vincendo, otteniamo nuovamente il carbone.
La nostra controparte è il ministro Patuanelli, non l'azienda che vuole bruciare la plastica negli altoforni: è Patuanelli che consente di tenere accesi gli altoforni. E' Patuanelli che tiene aperta l'ILVA benché Mittal voglia andare via. E' Patuanelli che deve esprimersi su questo uso duale futuro dell'ILVA che trasformerebbe gli impianti siderurgici in grandi smaltitori di plastica non riciclabile.
La nostra controparte è Patuanelli e a lui chiediamo di fermare gli altoforni e con essi il progetto per bruciarci dentro la plastica.
Un'ultima cosa: che dicono i fautori della decarbonizzazione di fronte a questo nuovo progetto? Rifiuti di plastica

Articoli correlati

  • Aiuti di Stato, Alitalia e ILVA
    Economia
    Il Trattato di funzionamento dell'UE vieta gli aiuti di Stato

    Aiuti di Stato, Alitalia e ILVA

    Per il Financial Times l'Antitrust Ue avrebbe deciso di ritenere aiuti illegali i 900 milioni incassati nel 2017 da Alitalia. Per i restanti 400 del 2019 bisognerà attendere. La questione riguarda anche la più grande acciaieria italiana e il M5S per il finanziamento da 705 milioni di euro all'ILVA.
    10 settembre 2021 - Alessandro Marescotti
  • Edoardo Bennato: "Mio padre ha lavorato nell’Italsider e mi sento vicino alla vicenda ILVA"
    Cultura
    "Vendo Bagnoli" è la canzone dedicata alla chiusura del polo siderurgico napoletano

    Edoardo Bennato: "Mio padre ha lavorato nell’Italsider e mi sento vicino alla vicenda ILVA"

    "L'Italsider di Bagnoli - ha detto a Taranto - poi fu chiusa e si disse che si sarebbe valorizzato il turismo in quell’area perchè si poteva fare. Anche Taranto è una bella città che ha potenzialità turistiche e io mi auguro che si possa delineare un futuro migliore per tutti voi”.
    Redazione PeaceLink
  • Cokeria ILVA, la batteria più grande verrà fermata
    Ecologia
    Intervento di PeaceLink al TAR Lazio è andato a buon fine

    Cokeria ILVA, la batteria più grande verrà fermata

    La batteria 12 è una delle quattro attualmente in funzione in fabbrica che servono ad alimentare di carbon coke gli altiforni. “La batteria 12 - dicono le fonti dell’azienda - avvierà la fase finale di ambientalizzazione l’1 settembre. Tale fase richiede la sospensione della produzione".
    26 agosto 2021
  • "Piantare alberi per compensare la CO2 dello stabilimento ILVA"
    Taranto Sociale
    Dopo il rapporto ONU sui cambiamenti climatici per PeaceLink occorre porre fine al carbone

    "Piantare alberi per compensare la CO2 dello stabilimento ILVA"

    Partendo dal fatto che “Taranto è maglia nera delle città italiane con solo 9 metri quadri di verde urbano per abitante”, Peacelink propone: “Sarebbe straordinario vedere i lavoratori dell'Ilva in esubero ripagare la città dei danni inferti con un programma di riassorbimento della CO2”.
    9 agosto 2021 - AGI (Agenzia Giornalistica Italia)
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)