MediaWatch

Dal sito

  • Disarmo
    L’inganno del PURL (Prioritised Ukraine Requirements List)

    Come gli USA guadagnano sulla guerra in Ucraina (e a pagare è l'Europa)

    La guerra tenderà a dilatarsi nel tempo in quanto è diventata un ottimo business per gli USA. I ruoli sono spartiti con cinica precisione: l'Ucraina fornisce il sangue, l'Europa i soldi e gli Stati Uniti le armi, incassando profitti miliardari.
    25 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Taranto Sociale
    La app TarantoRespira ci permette di capire cosa stiamo respirando adesso

    La sovranità sui dati è la condizione della democrazia nell'era digitale

    Ad aprile 2026 il canale pubblico che ripubblicava il dato orario del benzene a Taranto — misurato ogni ora, anche da dentro l'area industriale — si è interrotto. Il dato non ha smesso di esistere. Semplicemente, chi quell'aria la respira non lo vedeva più. Nessun annuncio, nessuna spiegazione.
    24 luglio 2026 - Nicolas Moerynck (Ideatore della app TarantoRespira)
  • PeaceLink English
    The summer of 2026 marks a dangerous turning point in the Russian-Ukrainian conflict

    The Black Sea as a battleground: the escalation that paralyses grain and oil

    The Black Sea, always a vital commercial artery for both countries, has transformed into a theatre of war where military attacks, economic reprisals, and a growing threat to global food security intertwine.
    23 luglio 2026 - PeaceLink staff
  • Schede
    Scheda informativa

    IPPNW – International Physicians for the Prevention of Nuclear War

    L’International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW) – in italiano Medici Internazionali per la Prevenzione della Guerra Nucleare – è la principale organizzazione medica internazionale dedicata all’eliminazione globale delle armi nucleari.
    23 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Conflitti
    L’estate del 2026 sta segnando una svolta pericolosa nel conflitto russo-ucraino

    Il Mar Nero come campo di battaglia: l’escalation che paralizza grano e petrolio

    Il Mar Nero, da sempre arteria commerciale vitale per entrambi i paesi, si è trasformato in un teatro di guerra dove si intrecciano attacchi militari, ritorsioni economiche e una crescente minaccia alla sicurezza alimentare globale.
    23 luglio 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Segnalazioni

15 ottobre 2003

Cara mamma che bello stare in Iraq

Un'altra bufala: negli Usa i giornali locali pubblicano lettere in cui i soldati narrano meraviglie della loro esperienza irachena: «I bambini ci dicono grazie». Solo che le lettere sono tutte uguali. E false
Autore: Alessandro Marescotti
Fonte: FRANCO PANTARELLI - 15.10.2003 - Il Manifesto

«Sono fiero del lavoro che stiamo facendo qui in Iraq e spero che anche voi lettori lo siate»: la frase fa parte di una lettera firmata dal soldato Adam Connell, impegnato nella zona di Kirkuk, uscita sul Boston Globe. I suoi responsabili, credendo di avere nelle mani una testimonianza di prima mano di chi sta rischiando la vita al fronte, l'hanno pubblicata con molta evidenza senza curarsi troppo del fatto che le cose che il soldato scrive appaiono del tutto in linea con ciò che da qualche giorno il presidente George Bush va ripetendo a ogni occasione. «Stiamo costruendo una nuova forza di polizia», racconta infatti il giovane Adam, «abbiamo rimesso in piedi il corpo dei vigili del fuoco di Kirkuk», aggiunge con un certo orgoglio e ripete perfino quel «i bambini sono ritornati a scuola», che è il tema preferito delle esternazioni di Bush. Uno che legge - trepidando per la sorte dei «nostri ragazzi» laggiù - è portato a pensare che allora deve essere proprio vero anche tutto il resto che il presidente va dicendo, e cioè che «non bisogna credere ai giornali» e che le cose in Iraq «vanno molto meglio di ciò che loro scrivono», e ritrova allo stesso tempo un po' di consolazione e un po' di consenso nei confronti del condottiero della Casa bianca. C'è però un problema: quella lettera, si è scoperto, il soldato Adam Connell non l'ha mai scritta. E' stata sua madre Amy, che vive a Sharon nel Massachusetts (l'area di diffusione del Boston Globe) a consegnarla al giornale, ben sapendo che il figlio ventenne «con la sua conoscenza della lingua non sarebbe stato capace di scriverla», come poi ha confessato. Timoty Deaconson, invece, che non vive nell'area di Boston ma a Buckley, una cittadina del West Virginia, quella stessa lettera la vede direttamente sul giornale locale con la firma del figlio Nick - anche lui in Iraq, nella zona di Kirkuk - e rimane sorpreso di come sia scritta bene. Riesce a mettersi in contatto con Nick, si congratula per la «bella lettera» da lui scritta e il ragazzo cade dalle nuvole: «Quale lettera?». Una rapida indagine e si scopre che sono almeno una dozzina i giornali locali che hanno pubblicato la stessa lettera con firme diverse, tutte di giovani soldati le cui famiglie vivono nelle aree di diffusione dei giornali in questione. Un'altra indagine un po' più approfondita e si scopre che laggiù a Kirkuk c'è stato un sergente che ha mostrato la lettera ai suoi soldati chiedendo loro, a) di firmarla e b) di dirgli qual è il giornale del posto in cui vivono. Alcuni, si scopre ancora, hanno accettato di firmarla, ad altri invece è stata firmata per così dire «d'ufficio». La situazione che la lettera standard descrive è tale da farti provare un'invidia furibonda per quei fortunati soldati: «Kirkuk è una calda, polverosa città di poco più di un milione di abitanti. La maggioranza ha accolto la nostra presenza a braccia aperte. Dopo circa cinque mesi che siamo qui, la gente continua a lasciare le case, con il caldo che fa, per venirci a salutare quando passiamo di pattuglia. I bambini ci sorridono e corrono verso di noi per stringerci la mano e dirci in un inglese stentato "Grazie, signore'». Interpellato in proposito, il portavoce del Pentagono Bryan Whitman dice di non essere al corrente di «un'azione coordinata» per inondare i giornali americani di lettere di sostegno della guerra, ma aggiunge che in fondo non è soprendente che i soldati abbiano preso un'iniziativa del genere, visto che si sentono «scoraggiati» dal modo negativo in cui i giornali di casa loro parlano dell'avventura irachena. Però il Pentagono è sembrato rendersi conto che tutti cominciano a sospettare che la cosa possa essere partita dall'alto e così a un certo punto arriva puntuale la «confessione», attraverso una e-mail mandata al network televisivo Abc, del comandante della zona di Kirkuk, colonnello Dominic Caraccilo. «Sono stato io», dice. «Ho voluto dare ai ragazzi l'opportunità di far sapere a casa quanto di buono stiamo facendo qui». Resta una domanda: se le cose sono così idilliache, se in Iraq si sta così bene perché i soldati continuano a morire? Perché aumentano i casi di suicidi e di rientri anticipati negli Stati uniti per seri disturbi mentali?

Dal sito

  • Disarmo
    L’inganno del PURL (Prioritised Ukraine Requirements List)

    Come gli USA guadagnano sulla guerra in Ucraina (e a pagare è l'Europa)

    La guerra tenderà a dilatarsi nel tempo in quanto è diventata un ottimo business per gli USA. I ruoli sono spartiti con cinica precisione: l'Ucraina fornisce il sangue, l'Europa i soldi e gli Stati Uniti le armi, incassando profitti miliardari.
    25 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Taranto Sociale
    La app TarantoRespira ci permette di capire cosa stiamo respirando adesso

    La sovranità sui dati è la condizione della democrazia nell'era digitale

    Ad aprile 2026 il canale pubblico che ripubblicava il dato orario del benzene a Taranto — misurato ogni ora, anche da dentro l'area industriale — si è interrotto. Il dato non ha smesso di esistere. Semplicemente, chi quell'aria la respira non lo vedeva più. Nessun annuncio, nessuna spiegazione.
    24 luglio 2026 - Nicolas Moerynck (Ideatore della app TarantoRespira)
  • PeaceLink English
    The summer of 2026 marks a dangerous turning point in the Russian-Ukrainian conflict

    The Black Sea as a battleground: the escalation that paralyses grain and oil

    The Black Sea, always a vital commercial artery for both countries, has transformed into a theatre of war where military attacks, economic reprisals, and a growing threat to global food security intertwine.
    23 luglio 2026 - PeaceLink staff
  • Schede
    Scheda informativa

    IPPNW – International Physicians for the Prevention of Nuclear War

    L’International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW) – in italiano Medici Internazionali per la Prevenzione della Guerra Nucleare – è la principale organizzazione medica internazionale dedicata all’eliminazione globale delle armi nucleari.
    23 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Conflitti
    L’estate del 2026 sta segnando una svolta pericolosa nel conflitto russo-ucraino

    Il Mar Nero come campo di battaglia: l’escalation che paralizza grano e petrolio

    Il Mar Nero, da sempre arteria commerciale vitale per entrambi i paesi, si è trasformato in un teatro di guerra dove si intrecciano attacchi militari, ritorsioni economiche e una crescente minaccia alla sicurezza alimentare globale.
    23 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.7.1 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)