MediaWatch

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • Conto Corrente Bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Messico: guerra aperta agli operatori dell’informazione
    I giornalisti sotto il fuoco incrociato dei narcos e dello Stato

    Messico: guerra aperta agli operatori dell’informazione

    Il coraggio di Javier Valdez e dei suoi colleghi, caduti per la libertà di espressione nel segno del giornalismo indipendente
    1 giugno 2017 - David Lifodi
  • Paraguay: la libertà di stampa imbavagliata dal latifondo mediatico
    Il caso del giornalista Paulo López, arrestato e torturato dalla polizia

    Paraguay: la libertà di stampa imbavagliata dal latifondo mediatico

    López è stato licenziato da Abc Color e adesso lavora per il quotidiano di controinformazione E’a
    4 maggio 2014 - David Lifodi
  • Resistenza nonviolenta

    Gli scioperi operai in Italia 1943-1944 come resistenza nonarmata al potere nazista

    Su circa 21 mila operai della Fiat, solo 100 o 200 avevano, all'inizio del 1943, la tessera segreta del partito comunista. Questo piccolissimo nucleo riuscì a trascinare allo sciopero, per un'intera settimana, dall'8 al 13 marzo 1943, circa 90-100 mila operai torinesi
    23 dicembre 2011 - Enrico Peyretti
  • Calderoli for president?
    Anche i calciatori piangono

    Calderoli for president?

    E' ufficiale: i calciatori sciopereranno contro la Lega Calcio che non vuole pagare il contributo di solidarietà previsto dalla Manovra, al posto loro. La risposta del ministro Roberto Calderoli è contenuta in due emendamenti: in uno si prevede che quei soldi siano pagati dai giocatori e non dalle società; nel secondo si prevedo il raddoppio dell'aliquota.
    26 agosto 2011 - Giacomo Alessandroni

Serventi Longhi: «Sciopero riuscito, prime crepe nel fronte del rifiuto»

27 dicembre 2006 - Loris Campetti
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Il giudizio sulla partecipazione dei giornalisti allo sciopero è «nettamente positivo». Il rifiuto degli editori ad aprire un tavolo per il rinnovo del contratto è «un fatto gravissimo senza precedenti». Eppure, dice Paolo Serventi Longhi, segretario della Fnsi, il «fronte dell'arroganza» della Fieg mostra le sue prime crepe: l'intenzione da parte della Rai di aprire un tavolo negoziale per l' integrativo. E come la Rai, altri editori criticano la linea del rifiuto della Fieg.

La categoria ha risposto in modo compatto perché ha capito qual è la posta in gioco: non c'è alternativa alla chiusura di questa difficile vertenza con un buon accordo che tuteli il nostro lavoro e qualcosa di più: il futuro del giornalismo nel nostro paese. Serve un giornalismo regolato dal contratto per difendere i diritti di chi lavora e dei cittadini a un'informazione indipendente, autonoma. Se cambia la linea editoriale di una testata, se modifica la proprietà, se ci sono nuove iniziative editoriali, i giornalisti non possono essere tagliati fuori come pretenderebbero gli editori. La precarietà, oltre che inaccettabile sindacalmente è un ostacolo al diritto dei cittadini a un'informazione libera. Il problema è serio, certo non risolvibile con la bacchetta magica del taglio dei costi del lavoro. Noi siamo pronti al dialogo, ma con un mandato preciso della categoria.

Ma ci sono i primi distinguo. E' importante il segnale che viene dalla Rai, un soggetto importante che occupa duemila giornalisti. Anche da aziende più piccole vengono segnali che dovrebbero costringere la Fieg a rivedere la sua linea: penso ad Avvenire, e ad alcune testate locali.

Non mi riferisco a Grauso che fa i giornali con redazioni che sono le case dei giornalisti e con il telelavoro, quanto di peggio si possa immaginare nel fronte editoriale.
Finora il governo ha fatto la sua parte, denunciando l'indisponibilità degli editori ad aprire una trattativa. Ora mi aspetto che continui a persiguire la strada del confronto senza farsi intimidire dall'arroganza della Fieg. All'inizio di gennaio ci sono due tavoli - sulla previdenza e sul mercato del lavoro e la precarietà - su cui si verificheranno le rispettive disponibilità.

E' un fatto gravissimo e purtroppo non è una novità. Nel gruppo Riffeser l'adesione è stata del 90%, ma l'editore ha ugualmente fatto uscire i giornali, utilizzando precari e contratti a termine. Inoltre, il Giornale di Sicilia è andato in edicola grazie a ricatti e intimidazioni, nonostante 45 giornalisti su 55 abbiano scioperato e il cdr si sia schierato con noi. Davanti alla sede di Palermo i colleghi hanno manifestato diffondendo un volantino di denuncia: questa situazione ci preoccupa e ci apprestiamo a fare un gesto concreto di solidarietà con una manifestazione nazionale in Sicilia. E comunque, segnali positivi non mancano, se è vero come è vero che il 50% dei giornalisti del Giornale hanno aderito alla protesta e adesioni si sono registrate anche in testate come Libero.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.6 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)