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In Norvegia con speranza e partecipazione

Laura Tussi30 novembre 2017

In Norvegia con speranza e partecipazione

LUIGI MOSCA ED IL NIPOTINO PABLO DELEGATI DEI DISARMISTI ESIGENTI ALLE GIORNATE ICAN AD OSLO IN OCCASIONE DELLA CONSEGNA DEL PREMIO NOBEL PER LA PACE

ICAN - SIAMO TUTTI PREMI NOBEL PER LA PACE

di Alfonso Navarra e Laura Tussi – Coordinamento Disarmisti Esigenti

 

Premessa che dovrebbe essere nota: Il Nobel per la pace 2017 va all’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN) che si è impegnata per l'abolizione giuridica delle armi nucleari, ora resa possibile da un Trattato adottato da una Conferenza ONU il 7 luglio 2017 (122 Stati hanno votato SI, ma tra essi non c'era l'Italia).

Per chi bada alla sostanza delle cose e non ai riflettori mediatici (che comunque sarebbero solo per la direttrice esecutiva di ICAN Beatrice Fihn, si sia presenti o assenti il 10 dicembre al Municipio di Oslo) gli incontri collaterali degli ICAN Campaigners ad Oslo sono più importanti della stretta e ristretta cerimonia di consegna del Premio Nobel 2017.

Vi è - nella 4 giorni dal 9 al 12 dicembre 2017 prevista ad Oslo - una assemblea degli ICAN Campaigners ed un seminario sul diritto internazionale: non ci sembrano impegni da poco!

Decisivo, per il nostro accreditamento effettivo dentro ICAN di Disarmisti esigenti (siamo in attesa di registrazione sul sito internazionale allo stesso modo di Pax Christi Italia), è l'incontro degli ICAN Campaigners, che, se non ricordo male, si svolge il 9 dicembre.

In quella sede si può anche porre il problema di chi si presenta abusivamente come unico "Interlocutore dell'ICAN in Italia".

Luigi Mosca, che ci va come Disarmista esigente, insieme al nipotino Pablo, di 12 anni se non ricordo male, potrà verificare se le modalità sono quelle della Convenzione di Vienna 2014 chiusasi all'insegna dell'"ombrellata di Ryhanna"... 

Potremo, ad esempio, verificare se le opinioni della attuale segretaria di ICAN, Susi Snyder, rappresentano una valutazione condivisa da tutta l'organizzazione: il disarmo nucleare si può ottenere senza grandi cambiamenti negli assetti mondiali e la stessa NATO, con poca fatica, può benissimo trasformarsi in una alleanza denuclearizzata...

Non ci sarebbe bisogno, insomma, della “rivoluzione disarmista” propugnata da Carlo Cassola, il fondatore della LDU, di cui ricorre il 100enario della nascita. Lui ammoniva sempre sul Patto Briand-Kellog, sempre citato nei suoi interventi, che nel 1928 abolì sulla carta la guerra: ma i pacifisti di allora non seppero impedire poi l'avvento di Hitler al potere e quindi lo scatenamento di un conflitto da 65 milioni di morti...

Anche oggi dobbiamo tenere presente che le medaglie che ci riconoscono le autorità ufficiali sono importanti, ma più importante è lavorare per il futuro dei nostri Pablo ad un disarmo nucleare effettivo: per questo ci occupiamo, come abbiamo fatto alla COP 23 di Bonn, anche dell'intreccio con la minaccia climatica (e teniamo presente le logiche della disuguaglianza grandi fomentatrici di conflitti).

Non è l'accesso alla cerimonia che, insomma, ci legittima come membri ICAN ma la partecipazione attiva ed effettiva alle sue attività di discussione e di mobilitazione: ed ICAN stessa, con il suo programma dei 4 giorni di discussioni ed iniziative, che non conoscevamo all'inizio delle nostre proposte, ce ne dà, giustamente, l'opportunità...

Luigi Mosca, il nostro scienziato italiano residente a Parigi, avrebbe comunque il compito di fare lì gli inviti per il 19 maggio 2018 a Milano (anniversario della morte di Petrov)...

Nel frattempo stabiliremo un ponte Oslo-Roma con la Conferenza stampa che terremo al Senato l'11 dicembre per lanciare in Italia la Campagna: "SIAMO TUTTI PREMI NOBEL PER LA PACE!".

Nell'incontro che, in preparazione di Oslo, abbiamo avuto l'altro ieri con Luigi Mosca, presente Adriana Paolini di "Massa critica", si parlava della tesi, che abbiamo in comune con Alex Zanotelli, e che abbiamo portato alla COP 23 di Bonn, delle tre "bombe globali" che attentano alla sopravvivenza dell'Umanità; e si meditava sulle lotte internazionali che occorre portare avanti per disinnescarle e costruire un'alternativa.

L'unica esposizione su libro sta in "Antifascismo e nonviolenza", Mimesis edizioni, di cui sono autori con il sottoscritto Laura Tussi e Fabrizio Cracolici.

La prima minaccia è la guerra atomica ed il sistema di guerra di cui è il coronamento. Quella che ci può uccidere tutti anche adesso. La soluzione prioritaria sta nella lotta per rendere il bando degli ordigni nucleari un effettivo disarmo.

La seconda minaccia è il riscaldamento climatico di origine umana. Quella che ci sterminerà, come specie, in qualche decennio. L'impegno deve essere il bando dei combustibili fossili, sancito dagli accordi di Parigi del 2015, tradotti in conversione energetica ed ecologica (rinnovabili al 100% max entro il 2050).

Il terzo problema è quello della disuguaglianza (Luigi Mosca preferisce parlare di "ingiustizia"), del controllo da parte dell'1% di risorse pari al restante 99% dell'Umanità. Quello che rende sofferente ed anche, in parte, agonizzante la massima parte degli esseri umani, sotto oppressione, sfruttamento, indebitamento. Al convegno di Palermo del settembre 2016 avevamo varato una dichiarazione che ribadiva il diritto alla libera circolazione delle persone. Oggi riteniamo che vada nella stessa direzione l'appello per lo ius migrandi chiesto da 4 premi Nobel per la Pace "Per un mondo non genocida, patria di tutti patria dei poveri".

Ma occorrerebbe trovare anche altri obiettivi globali che disattivino una "economia - ed una società - che uccide". Obiettivi che rappresentino "idee che camminino sulle gambe di soggetti concreti per percorsi stabiliti e individuati"...

Siamo alla ricerca, con qualche motivo di speranza. Ad esempio lo sciopero mondiale dei lavoratori della Mc Donalds per un salario minimo unico uguale in tutto il mondo (ci pare fossero 15 dollari l'ora)...

Avanti per il Sole del presente e per l'internazionale presente Umanità!

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