La scuola che ricorda e fa rivivere le idee di chi ha lottato per sconfiggere il nazifascismo

Le lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana sono sul web, a disposizione di tutti

Nei giorni scorsi abbiamo realizzato un'esperienza toccante: in classe sono state lette alcune lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana. E dato che avevamo a disposizione un computer collegato a Internet e una grande lavagna digitale, abbiamo smanettato su un blog e inserito sul web le lettere dei condannati a morte, a disposizione di tutti
24 aprile 2009

25 aprile: un impegno costante per ricordare e far rivivere le idee della Resistenza

Il 25 aprile 1945, esattamente 63 anni fa, finiva la seconda guerra mondiale. Il movimento di opposizione al nazifascismo ha scritto con il sangue pagine di storia che occorre far rivivere ancora.

Nei giorni scorsi abbiamo realizzato un'esperienza toccante: in classe sono state lette alcune lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana. E dato che con la 5AM stavamo studiando il movimento partigiano, le lettere dei condannati a morte le abbiamo messe qui, a disposizione di tutti:

http://marescotti.splinder.com/post/20376372/Lettere+dei+condannati+a+morte

Non è stato difficile, avevamo a disposizione un computer collegato a Internet e una grande lavagna digitale: abbiamo smanettatoun pochino ma alla fine il risultato è stato incoraggiante. E' bastato un blog e il file delle lettere dei condannati a morte. Ora quelle lettere sono a disposizione di tutti: nelle ultime 24 ore il file con le lettere è stato scaricato 125 volte.

Cliccando sull'apposito simbolo (un foglietto posto al centro della pagina web) scaricherete centinaia di lettere, alcune di straordinario valore umano e letterario.

Va ricordato che nel movimento della Resistenza vi sono stati anche coloro che hanno praticato la disobbedienza civile e usato con successo tecniche nonviolente, come Paolo Sabbetta, recentemente scomparso (per saperne di più cliccare su http://www.peacelink.it/editoriale/a/21467.html).

Dobbiamo sapere che oltre a quelle lettere ve ne sono molte altre, scritte dai partigiani che in Europa hanno sacrificato la propria vita per sconfiggere il nazismo. Ne riporto solo una, molto significativa, che dà il senso di come quella esperienza doveva servire a creare una società impegnata a ripudiare per sempre la guerra.

Scriveva il partigiano olandese Henk nell’ultima sua lettera al padre: "Caro papa’, peccato che non ci saro’ piu’ il giorno della pace. Ho sempre sperato di contribuire allora con tutta la mia forza ed energia alla ricostruzione, non soltanto materiale, ma anche spirituale. Il nostro lavoro propriamente detto non comincia che dopo la guerra: eliminare l’odio fra i popoli. Perche’, solo quando questo non esiste piu’, la vera pace puo’ venire. Solo allora il fondamento della pace - la fiducia - puo’ fare il suo ingresso nel mondo. Fa’ di contribuirvi anche tu come meglio potrai. Per rendere migliore il mondo dobbiamo cominciare da noi stessi".

In nome di questi ragazzi vale la pena ancora lottare perché guerra, intolleranza e odio vengano sostituiti dall'impegno per la pace, il dialogo e la solidarietà.

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