L'Arpa annuncia un «Progetto Taranto»
Questo progetto dovrà mirare all’identificazione e quantificazione «delle diverse sorgenti di inquinamento alfine di orientare gli interventi nel senso dell’ef ficacia sulla base del principio della prevenzione basato sull’evidenza e quindi sul rigore scientifico». L’Arpa torna quindi sul caso della centralina di via Macchiavelli, ai Tamburi, che ha trasmesso dati errati per un difetto di installazione e di taratura da parte dell’impresa incaricata del servizio. Abbiamo corretto i dati, ribadisce di nuovo l’Arpa, ma comunque quell’area dei Tamburi ha comunque evidenziamento un superamento dei limiti delle polveri. «Sino a prova contraria, l’Ilva è l’unica grande azienda che, in un momento di così grave difficoltà per il Comune, ci ha aiutati senza chiedere in campo nulla». Bruno Pastore, assessore comunale all’Ambiente, intervistato dalla «Gazzetta», fa queste riflessioni il giorno seguente l’approvazione da parte della giunta Stefàno di due importanti provvedimenti. Il primo (cui faceva prima riferimento lo stesso Pastore) è relativo alla cessione, per dieci anni rinnovabili, da parte del gruppo Riva di un terreno di tre ettari su cui costruire un canile rifugio; il secondo, invece, riguarda l’affidamento (anche questo, a costo zero) all’Arpa Puglia delle centraline per il monitoraggio dell’aria. Assessore, si ricorda le polemiche dopo che l’Ilva riparò le quindici fontanelle del cimitero? «Già, me lo ricordo. E mi lasci dire che molte furono anche sgradevoli» . Teme che accadrà la stessa cosa anche per la cessione in comodato gratuito di questo terreno sulla Taranto-Statte? «Spero davvero di no». Cosa dovrebbe cambiare? «In questo modo, con la preziosa collaborazione dell’Ilva spa, noi diamo una risposta all’emergenza randagismo. Spero che entro la fine della prossima estate, su quell’area, possa essere costruito un canile rifugio in grado di ospitare almeno 600 cani. In questo modo, del resto, faremmo respirare sia il canile sanitario e poi, in prospettiva, risolveremo la questione ancora aperta del canile sanitario, finito al centro di un’ indagine giudiziaria, attualmente gestito dall’Anpa, per il quale il Comune di Statte ha già emanato un’ordinanza di sgombero». Se non interviene con le sterilizzazioni di massa, però, l’emergenza randagismo non verrà mai sconfitta, non crede? «Sì, per carità. Sinora, non abbiamo potuto dare attuazione al protocollo d’intesa sottoscritto anni fa tra il Comune e l’Asl perchè non c’erano i locali a disposizione. Anche per questo, ci serve un nuovo canile. Detto questo, comunque qualche intervento si sta comunque realizzando». Assessore, la riunione di giunta di mercoledì scorso ha dato anche il via libera all’affidamento all’Arpa delle centraline di proprietà del Comune. Per lei, questo risultato è... «Importante, davvero importante. Dopo oltre un anno, da quando cioè era terminata la durata dell’appalto assegnato alla Gecom, queste 17 centraline non erano più operative. Bene, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente mi ha presentato un progetto per ridurre il numero delle apparecchiature da 17 a 13. Inoltre, verranno calcolati anche degli agenti inquinanti che, negli anni scorsi, non erano proprio valutati. In questo modo avremo a disposizione, un quadro chiaro e potremo adottare, di consegue, delle misure. Ma se non conosciamo esattamente la presenza degli agenti inquinanti in atmosfera, come possiamo (ad esempio) adottare provvedimenti quali le targhe alterne nel Borgo oppure istituire delle zone a traffico limitato? E poi, ci sono anche degli altri vantaggi». Quali? «Rivolgendoci all’Arpa, avremo in tempo reale l’elaborazione dei dati acquisiti. Non perderemo così tempo». Quando l’Arpa entrerà in funzione? «Spero e penso che le centraline possano essere affidate entro aprile». L’ARPA ANNUNCIA: NEL PROGETTO TARANTO COINVOLGEREMO UNIVERSITA' E RICERCA Dalla settimana prossima al via la seconda campagna di misurazione delle diossine nelle emissioni del camino dell’impianto di agglomerazione dell’Ilva. A rammentare il nuovo appuntamento è l’Arpa Puglia (Agenzia regionale di protezione ambientale), in una nota in cui il direttore generale, Giorgio Assennato, torna sull'errore (nella taratura di una nuova apparecchiatura sperimentale) che aveva portato negli ultimi otto mesi ad una sovrastima sistematica nelle misurazioni del PM10 e PM2.5, le polveri sottili, nella centralina installata in via Machiavelli a Taranto. Ma proprio l’aver reso in trasparenza quei dati in questi mesi, nonostante le perplessità dei tecnici, ed oggi la rettifica degli stessi, costituisce per Assennato la peculiarità di una Agenzia che intende operare con la massima trasparenza ed il massimo rigore scientifico. «I rischi associati a questa scelta - dice Assennato - sono ovvii e si sono manifestati in tutta la loro evidenza in questa circostanza che, ad una lettura sommaria, si presta a sollevare critiche per l’operato dell’Agenzia. Ciò non di meno, questa Agenzia s’impegna a mantenere la stessa condotta nelle prossime iniziative che la vedranno coinvolta per un’esigenza di trasparenza che è per noi un valore in sé, in funzione della nostra natura di ente pubblico al servizio delle istituzioni e dei cittadini”.
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