«I dati sono dell’Ines, la nostra denuncia non è infondata»
Emissioni di mercurio dall’Ilva, il Tribunale di Taranto dà ragione ad ambientalisti e sindacalisti. Il giudice per le indagini preliminari, Pio Guarna, ha infatti archiviato, con provvedimento del 5 febbraio scorso, la denuncia di Emilio Riva per insussistenza del reato. Il patron dello stabilimento siderurgico aveva infatti querelato il segretario provinciale della Uil, Franco Sorrentino, e gli ambientalisti Alessandro Marescotti, coordinatore del movimento Peacelink ed esponente del comitato contro il rigassificatore, e Giulio Farella, del Movimento per Taranto.
I tre, a giugno 2007, avevano presentato in una conferenza stampa un dossier realizzato sulla base di stime provenienti dall’Ines e relative alle emissioni inquinanti di mercurio nell’acqua e nell’aria di Taranto provenienti dall’Ilva.
A dicembre il sostituto procuratore della Repubblica, Matteo Di Giorgio, ha avanzato la richiesta di archiviazione al gip Guarna sulla base del fatto che «i risultati citati sono stati divulgati con riferimento alla fonte di provenienza, tra l’altro liberamente consultabile, e con l’avvertenza che gli stessi dati erano stati disaggregati e statisticamente elaborati». De Giorgio riteneva dunque «infondata la notizia di reato». E così ieri nella sede della Uil, Sorrentino, Farella e Marescotti hanno convocato i giornalisti. Questa volta, insieme a loro c'era il legale che li ha assistiti, Sergio Torsella. «Abbiamo voluto questa conferenza stampa - dice il segretario della Uil - per annunciare all’opinione pubblica la nostra vittoria.
La denuncia di Riva era manifestamente infondata e questo, ancor di più, ci spinge a non fermarci nella nostra battaglia. Consideriamo la questione mercurio ancora aperta e stiamo già preparando la nostra prossima mossa. Ci riserviamo di renderla ufficiale. Intanto - prosegue Sorrentino - l’opinione pubblica deve sapere che i temi ambientali hanno per noi u n’importanza basilare e che spingeremo affinché Comune, Provincia e Arpa Puglia facciano la loro parte monitorando costantemente l’inquinamento prodotto non solo dall’Ilva di Taranto ma anche dalle altre grandi industrie del territorio.
E’ stato detto che il nostro dossier creava allarmismo. Non è affatto così perché si tratta di dati reali ed attendibili». «E' importante - evidenzia l’avvocato Torsella - dire che la Magistratura ha stabilito la correttezza del diritto di critica, affermando di fatto la vittoria del diritto di informazione e la libertà di discussione». «Abbiamo rinvenuto quei dati dal registro dell’Ines - afferma Farella in qualità di biologo - che rappresenta l’inventario nazionale delle emissioni di mercurio nell’aria e nell’acqua. La fonte è stata citata, oltre ad essere pubblica. La denuncia doveva essere un deterrente, ma non ha funzionato.
Continueremo a rendere noti gli effetti di queste emissioni alla gente». «E chiederemo - aggiunge Marescotti - che le autorità locali vincolino il rilascio dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale concessa agli impianti industriali, con l’intento di abbattere l’inquinamento anche alle emissioni di mercurio. Mercoledì prossimo, intanto, torneremo a convocare la stampa per annunciare i risultati di uno studio fatto su un alimento che contiene diossina.
E’ giusto che la gente sappia e che i temi della tutela dell’ambiente e della salute vengano affrontati in maniera concreta da tutti, soprattutto dalle istituzioni».
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