Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

«C'è la diossina anche nei latticini»

L'associazione presenta un suo studio. Marescotti: già informata la magistratura. La denuncia di Peacelink: esami su un campione, superati i limiti. L'iniziativa ha il sostegno di una delegazione di produttori agricoli e imprenditori zootecnici
4 marzo 2008
Nazareno Dinoi
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- TARANTO — «Il latte e quindi i latticini che si producono nell'area di Taranto contengono una quantità di diossine e di apirolio superiori alla norma consentita». Ad essere pericolosamente inquinato, dunque, sarebbe uno degli alimenti fondamentali nella dieta umana e animale. Ed ancora una volta è la presenza industriale ad essere additata quale fonte d'inquinamento incompatibile con la vita. Peacelink diffonde così un nuovo allarme per l'uomo e l'ambiente.

«Abbiamo fatto analizzare un campione di formaggio locale, e visto che i risultati hanno registrato un superamento dei limiti di legge per diossine e Pcb, abbiamo già informato la Procura della Repubblica». Così si legge nel breve comunicato con cui l'associazione ambientalista annuncia per domani una conferenza stampa nel corso della quale saranno comunicati i risultati delle analisi effettuare su un campione di latticini. All'incontro, nella sede della Uil in piazza Dante a Taranto, saranno presenti gli attivisti di Peacelink con il presidente Alessandro Marescotti ma anche diverse associazioni ambientaliste e di tutela dei consumatori della provincia.

Ad affiancare l'iniziativa ci sarà anche una delegazione di produttori agricoli e imprenditori zootecnici del «Tavolo Verde » rappresentati dall'ex deputato della Quercia, Paolo Rubino. Le analisi «allarmanti» che documenterebbero valori «di molto superiori» ai limiti imposti dalle leggi sugli alimenti, sono stati eseguiti a Lecce nei laboratori di analisi microinquinanti del «Consorzio Inca», lo stesso organismo che ha studiato il fenomeno delle diossine e del Pcb di Porto Marghera per conto dell'ex pubblico ministero Felice Casson.

Il presidente Marescotti, che domani leggerà i dati, è consapevole dell'importanza della notizia ma anche della sua pericolosità dal punto di vista sociale. «Siamo tutti d'accordo, ambientalisti, consumatori e produttori - dice - per dire basta alla politica del rinvio perché l'obiettivo principale rimane la salute e quindi far mangiare prodotti sani e puliti». Altrettanto consapevole di un possibile crollo nelle vendite dei prodotti caseari ed alimentari prodotti nel tarantino, il numero uno e fondatore di Peacelink anticipa così le contromisure. «Diciamo subito che la frutta, verdura ed ortaggi non possono contenere diossina o apirolio in quanto sono elementi che si legano alle particelle grasse quindi a carne, derivati e pesce».

L'allarme per ora è indirizzato solo ai prodotti da latte. «Proporremo programmi di tutela alimentare che partono dal blocco delle emissioni inquinati sino alla limitazione delle aree di pascolo e la loro recinzione e messa in sicurezza». Si attende ora la contromossa dell'Arpa, agenzia regionale dell'ambiente, e del servizio igiene della Asl.

Note: Precisazione di PeaceLink inviata alla testata e all'autore in data 4/3/08

La frase iniziale «Il latte e quindi i latticini che si producono nell'area di Taranto contengono una quantità di diossine e di apirolio superiori alla norma consentita» non è stata rilasciata da alcuno di PeaceLink. E' invece corretta la frase: «Abbiamo fatto analizzare un campione di formaggio locale». La limitatezza della nostra indagine non consente di effettuare generalizzazioni sul latte e i latticini. La presentazione dei dati in conferenza stampa ha proprio l'obiettivo promuovere un monitoraggio generale di routine che consenta di avere un quadro globale della situazione alimentare e della sua sicurezza. Un principio di prudenza spinge PeaceLink a esprimere giudizi solo su ciò che si è analizzato, come, nel nostro caso, il campione di formaggio che abbiamo portato in laboratorio. E' altrettanto vero che il "principio di precauzione" dovrebbe spingere tutti gli enti preposti ad adottare cautele e ad attivare celermente le più estese indagini, come del resto sta facendo la magistratura, in cui riponiamo la nostra fiducia e con la quale abbiamo inteso collaborare portando le analisi del nostro campione, in quanto risultato purtroppo al di fuori dei limiti di legge.

Articoli correlati

  • La diossina nel pecorino
    Processo Ilva
    Tutto comincia il 27 febbraio 2008 e così prendono avvio le indagini di "Ambiente Svenduto"

    La diossina nel pecorino

    Il formaggio era prodotto da un pastore che pascolava vicino all'ILVA. Viene consegnato, a spese di PeaceLink, in un laboratorio di analisi di Lecce. "Diteci quello che c'è dentro". Qualche giorno dopo arriva una telefonata allarmata dal laboratorio: "C'è la diossina".
    Repubblica
  • Diffida sul campionamento continuo della diossina ILVA
    Ecologia
    Inviata dal Ministero della Transizione Ecologica al gestore dello stabilimento ILVA di Taranto

    Diffida sul campionamento continuo della diossina ILVA

    Il Gestore dell'ILVA non ha eseguito il controllo mensile del camino E-312. La legge prevede il fermo dell'impianto se accadesse una seconda volta in 12 mesi. PeaceLink evidenzia che dai controlli emerge una concentrazione di diossina superiore al limite prescritto per gli inceneritori.
    9 luglio 2021 - Associazione PeaceLink
  • Strategia comunitaria sulle diossine, i furani e i bifenili policlorurati
    Ecodidattica
    I limiti per la dose tollerabile sono stati abbassati di sette volte dall'EFSA nel 2018

    Strategia comunitaria sulle diossine, i furani e i bifenili policlorurati

    "In bambini esposti a diossine e/o PCB durante la fase gestazionale sono stati riscontrati effetti sullo sviluppo del sistema nervoso e sulla neurobiologia del comportamento, oltreché effetti sull’equilibrio ormonale della tiroide, ritardo nello sviluppo, disordini comportamentali".
    24 gennaio 2021 - Redazione
  • "Diossina dal camino?" Ancora nessuna risposta
    Taranto Sociale
    L'Arpa Puglia scrive nuovamente a Ministero dell'Ambiente e Ispra

    "Diossina dal camino?" Ancora nessuna risposta

    L'Agenzia regionale sollecita la revisione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e coinvolge il sindaco Melucci, già firmatario dell'ordinanza ferma al Consiglio di Stato.
    24 aprile 2021 - Mimmo Mazza
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)