Assennato: «Taranto è un problema nazionale»
Se la Puglia non è più solo quella dei veleni perché «le cose migliorano» da Manfredonia a Bari fino a Brindisi, la realtà di Taranto rimane preoccupante. «E´ la vera emergenza ambientale di questa regione» spiega il dg dell´Arpa, Assennato. E, questo, al di là delle notizie rassicuranti sul latte alla diossina. «Per guarire il capoluogo ionico è necessario uno sforzo straordinario: da soli non possiamo farcela». Il latte alla diossina in quel di Taranto sarà pure un «caso isolato» come spiegano dal quartier generale della Regione a Bari, ma Peacelink nutre «forti dubbi» a proposito delle «dichiarazioni tranquillizzanti» e tira fuori un documento «mai pubblicizzato». Risale al 2001 e riguarda un´indagine su 450 campioni provenienti da diverse aziende agricole pugliesi: all´istituto di chimica della facoltà di Veterinaria accertarono valori «non desiderabili» di Pcb - il policlorobifenile, un contaminante paragonabile proprio alla diossina - nel latte, appunto. Al di là delle paure così come delle parole rassicuranti legate alle disavventure del pastore che portava le pecore a pascolare nei pressi della zona industriale, per il professor Giorgio Assennato, direttore generale dell´Arpa, quella del capoluogo ionico resta «la vera emergenza ambientale» del tacco d´Italia. «Il tacco nero d´Europa» l´aveva definito non più tardi di un anno fa in un´intervista con L´espresso l´assessore all´Ecologia della giunta Vendola, Michele Losappio, che aggiungeva: «Farlo bianco sarà impossibile. Vediamo di renderlo grigio». Pure perché, secondo lo stesso Assennato, «le cose migliorano» a Brindisi (Petrolchimico), Bari (Fibronit) e Manfredonia (Enichem). Ma la capitale dell´acciaio continua a soffrire d´asma e alla fine potrebbe non avere più il fiato sufficiente ad andare avanti. Perché, professore? «Non dobbiamo dimenticare che da quelle parti, a differenza del resto della Puglia, c´è una concentrazione impressionante d´impianti industriali».
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