Latte alla diossina, Confermato l'allarme lanciato da Peacelink
Vendola faccia una scelta di parte: dichiari Taranto "Città Europea"
I dati della Asl di Taranto confermano le ragioni dell'allarme lanciato da PeaceLink. Non c'è più tempo da perdere. Vendola faccia una scelta di parte e dichiari Taranto "città europea": non ci possono essere due Italie, la salute è una sola.
21 marzo 2008
Peacelink (Biagio De Marzo, Alessandro Marescotti)
Da tempo PeaceLink ha sollevato a livello nazionale il problema che a Taranto viene emesso il 90,3% di tutta la diossina industriale italiana inventariata nel registo Ines. Il 5 marzo scorso PeaceLink aveva reso noti i dati di un campione di formaggio locale fatto analizzare in un laboratorio specializzato, quello dell'INCA di Lecce. I livelli di diossine erano risultati pari a 4,28 picogrammi per grammo di grasso, rispetto a un limite di 3 picogrammi consentito dalla legge. La somma delle diossine e dei Pcb (policlorobifenili) riscontrata nel formaggio è risultata di 19,5 picogrammi contro un limite di legge pari a 6 picogrammi. Da qui è partito un allarme che ha sollecitato la Asl di Taranto a fare più rapidamente i propri controlli. Le analisi commissionate dalla Asl di Taranto ed effettuate nell'Istituto Zooprofilattico di Teramo hanno anch'esse rintracciato diossine e PCB (policlorobifenili) nel latte analizzato. Il problema del pascolo su aree inquinate da diossine e PCB è ormai un problema che non può essere più ignorato. I dati della Asl di Taranto quindi confermano le ragioni dell'allarme lanciato da PeaceLink.
Coldiretti Puglia: "Vengano individuati immediatamente gli avvelenatori delle aree rurali e delle nostre campagne"
(AGI) - Bari, 21 mar. -"Chiediamo con assoluta determinazione che vengano individuati immediatamente gli avvelenatori delle aree rurali e delle nostre campagne. Non tollereremo indugi e omissioni rispetto alle aggressioni al nostro territorio. Dovra' essere, pero', garantita la massima chiarezza rispetto all'entita' reale del problema, al fine di non generare allarmismi nei consumatori e danni irreversibili agli allevatori". Sono le richieste avanzate dal Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, rispetto alla presunta presenza di diossina rilevata nei formaggi di un'azienda zootecnica della provincia di Taranto. "E' necessario tutelare - incalza il direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio - gli allevatori dall'uso inconsapevole di mangimi e foraggi contaminati e per questo occorre rafforzare i controlli da parte delle ASL e dell'ARPA che dovranno circoscrivere e delimitare con esattezza le aree che hanno subito la presunta contaminazione".(AGI)
Avevamo sottolineato che il 98% della diossina entra nel corpo umano attraverso l'alimentazione contaminata: latte, formaggio, carne, uova, pesce. Quindi se la diossina è entrata nella catena alimentare significa che è stato profondamente alterato l'ecosistema. Evidentemente le autorità preposte non hanno posto limiti efficaci a tutela della salute pubblica. Occorrerebbero pesanti sanzioni per chi non ci ha tutelato. E occorrerebbe una pesante sanzione elettorale per tutti quei partiti che hanno fatto finta di non vedere o che hanno lasciato fare leggi permissive sulla diossina senza controllare. Ricordiamo che il "Comitato per Taranto" aveva scritto al responsabile legale della Parmalat spa, da cui dipende il latte della Centrale di Taranto, perché rendesse noti i risultati dei propri controlli relativi alla diossina per il latte conferito alla Centale. Non è pervenuta fino a ora risposta e cogliamo l'occasione per sollecitarla nuovamente. Ma soprattutto abbiamo constatato il silenzio dei ministeri interessati e delle istituzioni territoriali a cui la lettera era stata inviata in copia: sono rimaste semplici spettatrici di tale richiesta. La situazione è grave. Tutti i silenzi non hanno risolto il problema ma lo hanno solo ignorato. E sarebbe sbagliato ora credere di risolvere tutto puntando il dito contro gli allevatori e i caseifici: sono le prime vittime, assieme ai consumatori. Il problema non è nella produzione del latte e formaggio ma è nella produzione della diossina. Il problema è politico e sta nella produzione di leggi scellerate e permissive che hanno reso "legali" i livelli attuali di emissioni industriali di diossina. E così siamo al paradosso che le emissioni di diossina sono a norma mentre il latte è fuori norma. Siamo all'assurdo che a Taranto è fuoriuscita "legalmente" una quantità di diossina verosimilmente doppia rispetto a Seveso. E la "marcia trionfale" non si arresta: è quasi raddoppiata dal 2007 al 2008 nelle emissioni dell'Ilva monitorate dall'Arpa Puglia. Pertanto invitiamo a riflettere: potremmo anche bloccare la produzione di latte e formaggio a Taranto ma se si raddoppia la produzione di diossina dal 2007 al 2008 avremo risolto il problema? La diossina inoltre si accumula anno dopo anno ed è in continua crescita in valori assoluti. Invitiamo i produttori di latte e formaggio a rivolgersi ai propri legali per chiedere i danni. La colpa del progressivo peggioramento della situazione non è la loro. PeaceLink vuole coinvolgere ambientalisti, allevatori, consumatori e lavoratori per lanciare una campagna positiva di tutela della salute. Occorre unire le forze e premere sia sulle autorità sia sulle industrie inquinanti. Insieme è possibile perseguire i seguenti fini: 1) abbattere significativamente le emissioni di diossine e PCB; 2) delimitare le aree in cui eventualmente non dovrebbero pascolare gli animali; 3) ridurre il rischio alimentare controllando il mangime del bestiame; 4) avviare una bonifica dei terreni contaminati; 5) effettuare un monitoraggio degli alimenti. Noi, come PeaceLink, chiediamo che non vengano votati tutti i partiti e i relativi candidati che rimangono in silenzio di fronte a questo problema. E vogliamo che vengano adottate tutte le precauzioni necessarie, dalla delimitazione dei terreni su cui vietare il pascolo alla scelta di foraggio pulito per gli animali, fino a giungere ad una bonifica dei terreni ormai non più procrastinabile. Ma soprattutto occorre adottare il limite di 0,4 nanogrammi di diossina a metro cubo: il sindaco di Taranto lo chieda immediatamente, non si può viaggare sugli 8 nanogrammi e oltre senza che si faccia nulla. La Regione Puglia adotti subito un decreto fotocopia del Friuli Venezia Giulia che ha imposto all'impianto di agglomerazione di Trieste il limite di 0,4 nanogrammi a metro cubo. I tempi di adozione del limite devono essere commisurati unicamente ai tempi tecnici di acquito delle migliori tecnologie e di loro installazione. Non c'è più tempo da perdere. Vendola faccia una scelta di parte e dichiari Taranto "città europea": non ci possono essere due Italie, la salute è una sola. E, infine, è bene che si sappia che anche quando sarà stato adottato il limite di 0,4 nanogrammi a metro cubo per le emissioni, il problema non sarà risolto: anche una minima quantità di diossina immessa nell'ambiente andrà comunque a sommarsi a quella esistente. I tempi di persistenza lunghissimi della diossina ci prefigurano un futuro che tenderà a peggiorare. Ogni ritardo nel porre dei limiti è solo un colpevole ritardo. Per PeaceLink Ing. Biagio De Marzo Prof. Alessandro Marescotti http://www.peacelink.ithttp://www.tarantosociale.org
Taranto, latte alla diossina circoscritto l´allarme. Dopo il vertice in Regione: "È un caso isolato". Scatta la verifica sulle altre aziende zootecniche della zona, che sono una quindicina
L'associazione non violenta e ambientalista Peacelink, la prima ad aver sollevato il caso del «formaggio alla diossina» facendone analizzare a proprie spese un campione risultato poi fuori norma (tre volte il limite), coinvolge tutti
Vertice oggi in Regione. Il bestiame rischia l'abbattimento. L'allarme dell'Istituto zooprofilattico. Il sindaco: Pronti a impedire la vendita di quei latticini. L'assessore Losappio: Siamo nei limiti di legge, ma non possiamo giustificare i dati
Riportiamo i certificati delle analisi del laboratorio INCA di Lecce sul campione di formaggio analizzato. Nella foto c'è il formaggio contaminato da diossine, furani e PCB oltre i limiti di legge. La somma di diossine e PCB supera di 3 volte i limiti di legge. Un bambino di 20 kg non ne dovrebbe mangiare più di 2 grammi per non superare la DGA (Dose Giornaliera Accettabile).
Le analisi condotte dai TarantoViva su 10 volontari mostrano valori elevati dei pericolosi agenti inquinanti. A fine mese l’agenzia regionale per l’ambiente realizzerà una nuova campagna di controlli ma a misurare i livelli di diossina nel sangue dei tarantini ci ha pensato un’associazione ambientalista. Ne abbiamo parlato con Mario Collura, uno degli artefici dell’iniziativa che sarà presentata questa mattina a Palazzo di Città.
La collaborazione con PeaceLink è cresciuta da controlli sui dati ambientali a un sistema continuativo di analisi e allerta. Omniscope prepara e conserva il dato; PeaceLink lo porta nel confronto con cittadini, giornalisti e istituzioni. E così le informazioni diventano accessibili e verificabili.
E' stata richiesta all'Associazione PeaceLink una memoria con le osservazioni all'ultimo decreto legge del Governo. Si allega a questa pagina web il testo che abbiamo elaborato per i deputati della Commissione Finanze.
Ho assistito al calvario dei miei cari e anche di chi ho conosciuto solo in un letto di ospedale. Quello che negli anni ho visto nel reparto di Oncologia di Taranto, il via vai di malati sempre in aumento, e la drammaticità del loro ultimo respiro.
Il parere dell’avvocato Maurizio Rizzo Striano (associazione Genitori Tarantini) sul decreto della Corte d’Appello di Milano che impone il fermo delle emissioni nocive alla salute dell'area a caldo dell'Ilva di Taranto entro 90 giorni
sociale.network