Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Non basterà domandarsi se chiudere o meno l´Ilva

Il "day after" del referendum costituisce per l´Amministrazione comunale uno scenario in gran parte più spaventevole dello stesso dissesto. E nondimeno solo apparentemente paradossale, giacché comunque ambientalmente auspicabile ed economicamente migliorativo
15 aprile 2008
Domenico Camarda (Ricercatore Universitario)
Fonte: Repubblica

Il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno Era il 1989 quando il governo della Ruhr decise di averne abbastanza dell´agonia ambientale e sociale che attanagliava quell´area industriale storica della Germania settentrionale. Avviò così il progetto Iba che in dieci anni cambiò il volto decadente e la stigma inquinante e socialmente degradata dell´area. Oggi, pur con grandi difficoltà, la Ruhr è un´area ad economia integrata turistico-produttiva, dove il gigantesco apparato siderurgico è sostituito da poche industrie produttive, aree verdi, parchi a tema. Sul drastico ridimensionamento industriale non vi erano convergenze assolute tra i cittadini, ma il processo di piano ha costruito visioni, scenari, politiche vieppiù condivise che oggi danno i loro importanti frutti.

Pur con dimensioni ridotte rispetto all´arcipelago industriale tedesco, anche il siderurgico di Taranto ha polarizzato le sorti socioeconomiche di un comprensorio policentrico per tanti decenni. A differenza della Ruhr, tuttavia, il consenso attorno all´inefficacia economica e la pericolosità ambientale è ormai evidente e diffuso. Ben agevolato peraltro dal vertiginoso calo di attivi industriali degli ultimi decenni (meno della metà rispetto al 1981).

Col chiaro vantaggio che una iniziativa pubblica di costruzione partecipata delle strategie di sviluppo può partire da basi più avanzate e condivise della Ruhr. Ma siccome alla meraviglia non c´è mai limite, il Comune di Taranto ha invece deciso di appoggiare il referendum consultivo di Taranto Futura per chiudere l´Ilva. Come se il problema dell´Amministrazione comunale fosse quello di contare burocraticamente i contrari all´inquinamento dimostrando che sono molti. Certamente il prefigurabile plebiscito costituirebbe una sveglia per il governo centrale, il quale tuttavia dispenserà non fondi a pioggia ma rampogne liberistiche o al più inonorabili promesse.

Certamente sarebbe ufficiale il benservito all´Ilva la cui chiusura e acquisizione dei suoli, però, costerebbe all´Amministrazione comunale poco meno di mezzo secolo di bilanci comunali devoluti in toto, a occhio e croce. Uno scenario ancora più grottesco considerando che si acquisiscono suoli contaminati dunque inutilizzabili (come ancora accade in parte della Ruhr) a meno di costose bonifiche. Per tacere, peraltro, dei problemi occupazionali indotti in particolare sullo hinterland metropolitano.
Insomma, il "day after" del referendum costituisce per l´Amministrazione comunale uno scenario in gran parte più spaventevole dello stesso dissesto. E nondimeno solo apparentemente paradossale, giacché comunque ambientalmente auspicabile ed economicamente migliorativo.

Con un paradosso che risiede non già nel legittimo e pionieristico referendum, ma nell´atteggiamento adattivo e gestionalmente rinunciatario dell´Amministrazione comunale tarantina. Laddove occorrerebbe visione di lungo periodo, strategia di rilancio ambientale ed economico per un futuro dignitoso, l´Amministrazione comunale cavalca semplicemente l´onda rivendicativa.

Laddove un frenetico lavorio amministrativo dovrebbe costruire sin d´ora processi virtuosi di integrazione (prima) e sostituzione (nel lungo periodo) industriale e occupazionale, si indugia su incomprensibili scaramucce burocratiche come nel progetto dell´Area Vasta. Laddove infine altri contesti vetero-industriali di pari dignità hanno per anni frequentato oscuri burocrati di Bruxelles costruendo e finanziando progetti di ampio rilancio territoriale, qui si esita nella routine del dissesto economico.

Articoli correlati

  • Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"
    Ecologia
    Gli è stato appena assegnato un premio giornalistico per la libertà di stampa

    Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"

    In questo videomessaggio l'autore della puntata "La polvere negli occhi" su Raitre ha dichiarato: "Voglio manifestare la mia vicinanza ai cittadini che soffrono. Sono qui a dare il mio pieno appoggio alla manifestazione che si terrà il 22 maggio a Taranto alle ore 17 in piazza Garibaldi"
    18 maggio 2022 - Alessandro Marescotti
  • ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini
    Ecologia
    Il 22 maggio manifestazione in piazza contro il dissequestro degli impianti siderurgici

    ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini

    Le quattro condanne di oggi verso l'Italia sono la plastica evidenziazione di tutte le inadempienze dei governi che si sono succeduti. Le quattro condanne di oggi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) confermano Taranto come "zona di sacrificio" dei diritti umani.
    5 maggio 2022 - Associazione PeaceLink
  • Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute
    Ecologia
    Dichiarazioni forti in materia di diritti

    Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute

    Il Presidente del Tar di Lecce, Antonia Pasca, ha parlato dell'Ilva all'inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel 2021 il Tar confermò invece l’ordinanza di chiusura dell'area a caldo del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.
  • Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale
    Citizen science
    Raffronto fra la mortalità dei quartieri più inquinanti di Taranto e la mortalità regionale

    Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale

    Dal 2011 al 2019 in totale vi sono 1075 morti in eccesso di cui 803 statisticamente significativi.
    L'eccesso di mortalità medio annuo è di 119 morti di cui 89 statisticamente significativi.
    L'intervallo di confidenza considerato è del 90%.
    13 maggio 2021 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)