ILVA, diktat della Regione "Non rispettate l´accordo"

Nota dell´assessore all'Ecologia Michele Losappio: "Hanno fatto retromarcia". L'azienda replica: "Solo un rinvio in attesa della decisione del Tar". Appello di Vendola. Ilva, stop al patto sull´ambiente. La Regione: "Sospesi gli accordi". Inquinamento, dossier-choc dell´Arpa
4 giugno 2008
Piero Ricci
Fonte: Repubblica

- Vacilla l´accordo di programma per il disinquinamento dell´area industriale di Taranto. Oggi il Tar decide sul ricorso delle associazioni ambientaliste che si ritengono escluse dalle procedure. L´Ilva, intanto, ha sospeso l´invio del piano di intervento in attesa che si pronuncino i giudici amministrativi. Dalla Regione insorgono il governatore e l´assessore all´ambiente. Vendola ha inviato una lettera a Riva: «Occorre che l´Ilva non giochi su tavoli diversi e capisca che non c´è più tempo da perdere». Losappio attacca: «Se Ilva intende retrocedere lo faccia senza nascondersi dietro le iniziative di qualche comitato». Dall´Ilva intanto fanno sapere che l´azienda «non ha nessuna intenzione di autosospendersi dagli adempimenti dell´accordo di programma». Ancora veleni su Taranto. Ma questi, almeno, non colpiscono direttamente la salute dei tarantini. Ma avvelenano ugualmente. Inquinano il clima istituzionale, il difficile rapporto tra enti locali e aziende. E tra le aziende, la più invasiva di tutte in tutti i sensi: l´Ilva. E la tregua firmata tra squilli di tromba l´11 aprile scorso con l´accordo di programma tra ministero dell´Ambiente, Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto e di Statte con Cementir, Edison, Eni, Enipower, Ilva e Sanac, rischia di franare. Oggi al Tar di Lecce si discute un ricorso presentato da "Taranto futura", un coordinamento di associazioni ambientaliste, che vuole annullare quell´accordo perché, tra l´altro, non ha previsto il coinvolgimento della popolazione, come prevede la convenzione di Aarhus, che l´Italia ha ratificato sette anni fa. Ed è proprio quel ricorso all´origine dell´ultimo violento scontro tra la Regione e l´Ilva. Tutto parte il 28 maggio, alla vigilia della scadenza fissata dall´accordo di programma entro la quale le aziende, Ilva compresa, devono consegnare il piano di interventi per ridurre le proprie emissioni. Dal colosso siderurgico partono due lettere: una al ministero dell´ambiente, l´altra all´assessorato all´ecologia della Regione Puglia. Il contenuto è identico: «Vi comunichiamo la necessità di soprassedere momentaneamente all´invio del programma di interventi per la riduzione delle emissioni inquinanti in attesa dell´esito della camera di Consiglio fissata per il 4 giugno». L´iniziativa spiazza la Regione. Ieri l´assessore Michele Losappio bacchetta l´Ilva: «È una scelta che si presenta come sgradevole e foriera di incognite nei rapporti con le istituzioni». «Se Ilva intende retrocedere nella strada della tutela della salute e del territorio - aggiunge Losappio - lo faccia senza nascondersi dietro le intempestive quanto controproducenti iniziative di qualche comitato. La Regione ribadisce che senza un abbattimento certo per tempi e quantità delle diossine esprimerà un parere negativo nella procedura di ‘Aia´». Sull´autorizzazione integrata ambientale si gioca tutta la partita: l´accordo prevede infatti che questa sorta di Via collettiva di tutti gli enti pubblici, arrivi in 300 giorni. È l´arma che la Regione ha deciso di impugnare. La ramanzina all´Ilva non è un´iniziativa estemporanea dell´assessore. Nonostante l´Ilva s´affretti a dichiarare di non avere «nessuna intenzione di autosospendersi dagli adempimenti dell´accordo di programma», è il governatore pugliese Nichi Vendola a rincarare la dose e a rendere pubblica una lettera inviata all´ingegner Riva. «Tutta Taranto - scrive Vendola - ci chiede interventi concreti di abbattimento dell´emissione delle diossine. In questi mesi la Regione ha provato a camminare, insieme al sistema d´impresa, costruendo equilibri difficili ma indispensabili fra ambiente e sviluppo, fra occupazione e salute. Ma per far questo, per non inciampare, occorre la partecipazione attenta dell´Ilva, occorre che l´Ilva ci creda quanto noi e faccia il suo cammino. Occorre che l´Ilva non giochi su tavoli diversi e capisca che non c´è più tempo da perdere. E mentre la Regione - insiste il governatore - dichiara che vincolerà il suo consenso per il rilascio dell´autorizzazione integrata ambientale a queste risposte, l´Ilva sembra sfuggire ai propri impegni». Da Taranto, il responsabile per i rapporti istituzionali dell´Ilva, Girolamo Archinà, prova a gettare acqua sul fuoco: «Il programma di interventi per l´abbattimento delle emissioni è una novità per le altre aziende che hanno firmato l´accordo non per noi. Per l´Ilva - aggiunge Archinà - l´accordo integra gli atti d´intesa già sottoscritti. Il piano di interventi c´è. Quella lettera è meramente formale, perché blocca il termine in attesa del pronunciamento dei giudici amministrativi che ci dirà quali potranno essere i nostri interlocutori. Paradossalmente se il Tar accogliesse il ricorso - conclude il dirigente Ilva - cadrebbe l´accordo di aprile ma non l´intesa del 2006 che, lo ricordo, prevede attività di ambientalizzazione tra il 2008 e il 2009 per 500 milioni».

Articoli correlati

  • A Taranto oggi vince la Costituzione: stop dell'area a caldo ILVA
    Taranto Sociale
    La sentenza delle Sezioni unite della Cassazione

    A Taranto oggi vince la Costituzione: stop dell'area a caldo ILVA

    Prevale, per la Cassazione, il rispetto del diritto e del bene supremo della vita e dell’ambiente. E sottolinea: “Il diritto al lavoro che lo Stato deve promuovere è un diritto al lavoro salubre e sicuro, non già sottoposto a condizioni inaccettabili".
    29 ottobre 2026 - Guido Ruotolo
  • ILVA, a Taranto il “bilanciamento” è finito
    Ecologia
    La sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

    ILVA, a Taranto il “bilanciamento” è finito

    Le parole dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano e del docente di Diritto Costituzionale Michele Carducci dopo la sentenza che chiude la stagione del “bilanciamento costituzionale”, inaugurata dalla sentenza n. 85/2013 della Corte Costituzionale redatta dal giudice Gaetano Silvestri.
    29 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
  • La Cassazione salva i bambini di Taranto
    Ecologia
    Comunicato stampa

    La Cassazione salva i bambini di Taranto

    Finalmente l'ILVA dovrà spegnere l'area a caldo. Al cielo non saliranno più le nuvole degli inquinanti cancerogeni siderurgici che tanto danno hanno provocato alla salute pubblica. E’ una soddisfazione immensa. La lunga lotta giunge all'obiettivo conclusivo.
    29 ottobre 2026 - Associazione PeaceLink
  • Eravamo tantissimi ed è stato emozionante
    Taranto Sociale
    La manifestazione del 17 ottobre 2026 a Taranto per dire stop all'inquinamento dell'ILVA

    Eravamo tantissimi ed è stato emozionante

    I tarantini hanno parlato, non hanno delegato, e lo hanno fatto perché non vogliono più soffrire. Scoprire che c'erano gli operai, come speravamo, poi, è stato bellissimo. Noi tutti non ci fermeremo
    18 ottobre 2026 - Associazione Genitori Tarantini
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.12.13 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)