Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Ilva: Vendola scrive a Berlusconi, "Aiutaci cambiando la normativa"

Si trasmette in calce la lettera del Presidente della Regione Puglia Nichi
Vendola al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi sulla
questione delle emissioni di diossina dallo stabilimento ILVA di Taranto.
30 luglio 2008
Nichi Vendola (Presidente della Regione Puglia)

Caro Presidente del Consiglio,

Nichi Vendola Taranto è una città splendida ma sofferente. La fabbrica – la grande fabbrica che doveva essere il suo polmone produttivo, simbolo e vita della città – sembra essersi rovesciata contro le attese e le speranze di una intera comunità. Inquinamento, malattie tumorali, distruzione del territorio, lo sfregio di interi quartieri condannati a vivere senza poter aprire le finestre: queste sono le immagini che compaiono nelle lettere e nei disegni che i bambini tarantini ogni giorno mi inviano. (Lettere e disegni che ho voluto raccogliere in un libro che Le invio come un promemoria oltre che come un dono). Talmente alta è la soglia di allarme fra i cittadini che oggi qualsiasi tipo di attività e di impresa viene considerata (e contrastata) come se fosse un colpo di grazia alla tempia di una città allo stremo.

In questo contesto la Regione Puglia è intervenuta per modificare, per riequilibrare, per provare a coniugare le ragioni della salute e quelle del lavoro.

E’ stato sottoscritto un protocollo di intesa che ha coinvolto ILVA e tutte le parti sociali, un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente ha indirizzato le procedure di AIA (autorizzazione integrata ambientale). Il tutto per modificare in concreto le condizioni ambientali, per ridurre l’inquinamento, per far respirare la gente e dare una speranza di futuro. Alcuni obiettivi sono stati raggiunti:

72 progetti di risanamento ambientale in ILVA sono stati già realizzati, un’ altra sessantina sono in corso o programmati, è stato rimosso l’amianto, dismesse le apparecchiature al PCB, ridotto il cumulo di olivina, applicata una sperimentazione sulle diossine per ridurne la carica distruttiva, migliorate le emissioni in atmosfera, ma tutto questo non basta.

Altre città, come Genova, si sono semplicemente liberate della fabbrica ed hanno visto repentinamente cambiare la loro vita e riscoperto il colore del cielo.

A Taranto questo non è possibile ma non è possibile neanche continuare così, con piccoli miglioramenti segnati su un calendario troppo lungo. La città non ne può più. Il management dell’Ilva sa che abbiamo perseguito con realismo e rispetto l’obiettivo di una radicale ambientalizzazione delle strutture produttive del colosso siderurgico. E quel management non può replicare alle spasmodiche attese della città minacciando, sia pure velatamente, il ricorso al ricatto occupazionale. Occorre fare scelte coraggiose, scelte non più procrastinabili, scelte di vita.

Ecco perché la Regione intende chiedere ed ottenere da ILVA interventi efficaci, ecco perché non possiamo accontentarci di spalmare in 5 anni una riduzione significativa delle diossine, ecco perchè Le chiedo di aiutarci cambiando quella norma che stabilisce un limite così alto a questo veleno che vi rientra tutto.

E’ la stessa richiesta che ho avanzato al precedente Governo e che Le rinnovo per conto di tutti i pugliesi. In attesa di un gentile riscontro, La saluto cordialmente.

Nichi Vendola

Articoli correlati

  • Ex Ilva: Peacelink, Stato aiuti lavoratori non azienda
    Taranto Sociale
    "La siderurgia di Taranto è un cavallo morente"

    Ex Ilva: Peacelink, Stato aiuti lavoratori non azienda

    Secondo Peacelink, “occorre un piano B per le aree di crisi, fra cui Taranto, basato sulle bonifiche e su una riconversione economica finalizzata alla transizione ecologica. Lo stabilimento Ilva di Taranto non ha un futuro né.economico né ecologico”.
    22 novembre 2022 - AGI
  • Con Domenico Iannacone per raccontare la speranza attiva
    Laboratorio di scrittura
    Un video emozionale girato nel quartiere Tamburi di Taranto

    Con Domenico Iannacone per raccontare la speranza attiva

    Questa è la foto che suggella un lavoro fatto con passione, per documentare, con il video "La polvere negli occhi", la storia della lotta contro il disastro ambientale di Taranto e per tentare di salvare una comunità da una tragedia che ha segnato la storia di tante persone, di tante famiglie.
    23 novembre 2022 - Alessandro Marescotti
  • Crisi nerissima per l'ILVA, scoppia la protesta dei lavoratori
    Ecologia
    Le dichiarazioni di Alessandro Marescotti presidente di PeaceLink

    Crisi nerissima per l'ILVA, scoppia la protesta dei lavoratori

    "Siamo solidali con le preoccupazioni dei lavoratori ILVA ma occorre una riconversione ecologica dell'economia. Lottiamo insieme per fermare la guerra che ha generato un disastro economico"
    22 novembre 2022 - Redazione PeaceLink
  • Inquinamento e violazioni dei diritti umani in Italia
    Ecologia
    Il Rapporto ONU sull'inquinamento in Italia

    Inquinamento e violazioni dei diritti umani in Italia

    Il Relatore Speciale delle Nazioni Unite ha visitato l'Italia dal 30 novembre al 13 dicembre 2021. Il Rapporto tocca Porto Marghera, l'inquinamento da PFAS in Veneto, la terra dei Fuochi, l'ILVA di Taranto, Livorno, i pesticidi, i rifiuti e altro ancora.
    14 dicembre 2021 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)