Taranto Sociale

Rivolgiamoci ad Amnesty International

Il governo "salva" l'Ilva con un decreto sul benzo(a)pirene

In questa scheda una descrizione analitica di quanto fatto dal governo. E di quello che possiamo fare noi.
18 settembre 2010

Ho cercato di riassumere in poche domande-e-risposte tutto quello che di più importante dovremmo sapere.

E c'è anche una proposta: mobilitazione nazionale per ripristinare le norme abrogate.

Ora è garantita l'impunità a chi inquina, prima non era così.

La sovranità appartiene al popolo e il diritto alla salute è per la Costituzione Italiana un "diritto fondamentale dell'individuo", ossia appartiene alla categoria dei diritti umani.

Possiamo rivolgerci ad Amnesty International.

Non diamoci per sconfitti: difendiamo il diritto alla salute, facciamo prevalere su ogni cosa il diritto alla vita.

Una campagna nazionale può ripristinare le norme a tutela dei cittadini che il governo ha abrogato.

Locandina

Cosa è il benzo(a)pirene?

E' un cancerogeno altamente pericoloso che fa parte della famiglia degli IPA (idrocarburi policiclici aromatici). Alcuni IPA non hanno evidenza di essere cancerogeni, altri sono probabilmente cancerogeni, altri invece sono più pericolosi, fino ad arrivare al benzo(a)pirene che è sicuramente cancerogeno. Può provocare il cancro se inalato. Ma può entrare nella catena alimentare (ad esempio nell'olio di oliva) e provocare il cancro anche per ingestione. Non solo: può modificare il DNA che i genitori trasferiscono ai figli. Pertanto è un inquinante genotossico che ha il potere di produrre effetti anche sulle future generazioni. Quest'ultimo aspetto è estremamente inquietante.

La normativa dell'Italia sul benzo(a)pirene era una buona normativa?

Sì. Fin da decreto ministeriale del 25/11/1994. Esso fissava a partire dal 1° gennaio 1999 un valore da non superare per il benzo(a)pirene nelle città con più di 150 mila abitanti. Tale norma è stata poi incorporata nel decreto legislativo 152/2007. QuestoTale decreto era un vanto per la legislazione italiana in quanto la collocava fra le più avanzate in Europa nel campo degli IPA e del benzo(a)pirene. Imponeva un dovere di intervento in caso di sforamento delbenzo(a)pirene. Fino al fermo dell'impianto industriale, facendo prevalere il diritto alla salute sul profitto.

Cosa ha manomesso il governo con il suo decreto pubblicato il 15 settembre 2010?

Ha abrogato il decreto legislativo 152/2007 che era avanzato e conteneva norme importanti che imponevano di agire subito (e non nel 2013) in caso di sforamento del benzo(a)pirene. L'intervento del governo per abrogare un proprio decreto legislativo del 2007 è di una "stranezza" unica: non si abroga un decreto di tre anni fa! A meno che non intervengano novità europee per interventi migliorativi. Novità che non vi sono. Quindi è stato abrogato il decreto 152/2007 non per migliorare la legislazione ma per togliere di mezzo le norme avanzate che conteneva. Norme che mettevano in seria difficoltà l'Ilva. E, cancellando quelle norme, ora milioni di italiani sono senza valode difese di fronte all'inquinamento industriale e da traffico correlato agli IPA cancerogeni.

Cosa si può fare ora?

Occorre lanciare una campagna nazionale per il ripristino delle suddette norme abrogate che tutelavano i cittadini in caso di sforamento del benzo(a)pirene. Se abiti in una città con 150 mila abitanti ora non hai più le norme che ti potevano tutelare in caso di sforamento del benzo(a)pirene. Rivolgiti ad un parlamentare che conosci e chiedi che venga ripristinata la normativa abrogata. La legislazione ambientale deve migliorare, non peggiorare. Questo è il principio su cui battere e per cui mobilitarsi. 

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