Ho cercato di riassumere in poche domande-e-risposte tutto quello che di più importante dovremmo sapere. E c'è anche una proposta: mobilitazione nazionale per ripristinare le norme abrogate. Ora è garantita l'impunità a chi inquina, prima non era così. La sovranità appartiene al popolo e il diritto alla salute è per la Costituzione Italiana un "diritto fondamentale dell'individuo", ossia appartiene alla categoria dei diritti umani. Possiamo rivolgerci ad Amnesty International. Non diamoci per sconfitti: difendiamo il diritto alla salute, facciamo prevalere su ogni cosa il diritto alla vita. Una campagna nazionale può ripristinare le norme a tutela dei cittadini che il governo ha abrogato.
Cosa è il benzo(a)pirene? E' un cancerogeno altamente pericoloso che fa parte della famiglia degli IPA (idrocarburi policiclici aromatici). Alcuni IPA non hanno evidenza di essere cancerogeni, altri sono probabilmente cancerogeni, altri invece sono più pericolosi, fino ad arrivare al benzo(a)pirene che è sicuramente cancerogeno. Può provocare il cancro se inalato. Ma può entrare nella catena alimentare (ad esempio nell'olio di oliva) e provocare il cancro anche per ingestione. Non solo: può modificare il DNA che i genitori trasferiscono ai figli. Pertanto è un inquinante genotossico che ha il potere di produrre effetti anche sulle future generazioni. Quest'ultimo aspetto è estremamente inquietante. La normativa dell'Italia sul benzo(a)pirene era una buona normativa? Sì. Fin da decreto ministeriale del 25/11/1994. Esso fissava a partire dal 1° gennaio 1999 un valore da non superare per il benzo(a)pirene nelle città con più di 150 mila abitanti. Tale norma è stata poi incorporata nel decreto legislativo 152/2007. QuestoTale decreto era un vanto per la legislazione italiana in quanto la collocava fra le più avanzate in Europa nel campo degli IPA e del benzo(a)pirene. Imponeva un dovere di intervento in caso di sforamento delbenzo(a)pirene. Fino al fermo dell'impianto industriale, facendo prevalere il diritto alla salute sul profitto. Cosa ha manomesso il governo con il suo decreto pubblicato il 15 settembre 2010? Ha abrogato il decreto legislativo 152/2007 che era avanzato e conteneva norme importanti che imponevano di agire subito (e non nel 2013) in caso di sforamento del benzo(a)pirene. L'intervento del governo per abrogare un proprio decreto legislativo del 2007 è di una "stranezza" unica: non si abroga un decreto di tre anni fa! A meno che non intervengano novità europee per interventi migliorativi. Novità che non vi sono. Quindi è stato abrogato il decreto 152/2007 non per migliorare la legislazione ma per togliere di mezzo le norme avanzate che conteneva. Norme che mettevano in seria difficoltà l'Ilva. E, cancellando quelle norme, ora milioni di italiani sono senza valode difese di fronte all'inquinamento industriale e da traffico correlato agli IPA cancerogeni. Cosa si può fare ora? Occorre lanciare una campagna nazionale per il ripristino delle suddette norme abrogate che tutelavano i cittadini in caso di sforamento del benzo(a)pirene. Se abiti in una città con 150 mila abitanti ora non hai più le norme che ti potevano tutelare in caso di sforamento del benzo(a)pirene. Rivolgiti ad un parlamentare che conosci e chiedi che venga ripristinata la normativa abrogata. La legislazione ambientale deve migliorare, non peggiorare. Questo è il principio su cui battere e per cui mobilitarsi.
Recepimento della direttiva europea 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria. Colpo basso del Governo che introduce "abusivamente" una norma a tutela degli inquinatori
Uno dei più potenti cancerogeni, il benzo(a)pirene, ora può superare il valore massimo di legge (1 ng/m3) senza che scattino provvedimenti obbligatori. Milioni di persone sono oggi esposte a questo cancerogeno che lo IARC (Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro) pone al vertice, in categoria 1, per pericolosità. Il PD dà voto favorevole al decreto del governo tramite Roberto Della Seta, già presidente di Legambiente.
Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.
Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura.
Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.
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