L’Honduras vive una delle peggiori crisi della sua storia recente. Una crisi che, lungi dall’essere risolta, si acuisce ogni giorno di più, lasciandosi alle spalle una scia di morti e feriti
È urgente una riflessione seria sulla necessità di una neutralità vera.
Quale modello perseguiamo nelle relazioni tra Stati in un tempo di guerra globale?
Francesco Martone
El Salvador, Honduras, Guatemala e Nicaragua hanno registrato un preoccupante aumento di omicidi contro le donne negli ultimi anni
Purtroppo tutti gli inviti alle istituzioni messicane sono caduti nel vuoto e, proprio per questo, la società civile ha deciso di autoorganizzarsi: alla Caravana de Consuelo hanno aderito circa 400 associazioni e realtà di base
Gli occhi puntati sul Centroamerica, su cui i predatori del mercati hanno posto i loro artigli. Il diritto alla terra è la prima rivendicazione delle popolazioni indigene.
Intervista di Davide Pelanda
Assassinato il giornalista hondureño Carlos Salgado, di Radio Cadena Voces
Incontro a Torino.
martedì 8 maggio 2007, ore 18.00
Museo Diffuso della Resistenza, Deportazione, Guerra, Diritti e della Libertà
Palazzo dei Quartieri Militari - Corso Valdocco 4/A, Torino
Chi di noi non ha un anello o una catenina d'oro? Ma quanti di noi sanno quello che c'è dietro a quegli oggetti e dietro all'estrazione mineraria in generale?
11 aprile 2007 - Amnesty International. Gruppo 108
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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