Cresce in Italia il pericolo di esautorare la Costituzione di ogni significato attraverso strumenti non sempre rigorosi e necessari. Rinascono i Comitati Dossetti.
Umberto Allegretti
E' in corso un continuo esproprio della democrazia sancita dalla Costituzione
In questi giorni sono state proibite le trasmissioni RAI di approfondimento politico. E' stato impedito a Michele Santoro, nella RAI, di trattare argomenti sgraditi al capo del governo. Per questo è importante coltivare il sogno che fra qualche anno il web possa competere con la TV ad armi pari, in modo da garantire un’informazione meno monopolizzata.
Si sta ledendo il principio di legalità (art. 25 della Costituzione) e di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge (art. 3 della Costituzione). Con il pretesto di abbreviare i tempi del processo, la legge crea una specie di impunità per i responsabili di delitti gravissimi.
A Iwakuni, non molto lontana da Hiroshima, la maggioranza della popolazione non vorrebbe la base militare statunitense ampliata. Ma la volontà dei cittadini viene fatta tacere al suono dei quattrini.
La Costituzione stabilisce per tutti “la libertà d’espressione, associativa e di tutte le formazioni sociali, il diritto alla formazione ed alla libera informazione. La questione ambientale e quella occupazionale diventano, facce della stessa medaglia e non fattori in competizione tra loro, né tantomeno oggetti di scambio.
La democrazia più sana è quella che ha una cultura della propria fallibilità, della necessaria vigilanza su se stessa, della necessità di autocorrezione continua.
Il Nepal sceglie la repubblica dopo 240 anni di monarchia. Auspici e diritti per una Costituzione: Sarmila Shrestha, testimonia il lavoro dell’AIFO in difesa delle categorie più deboli della popolazione.
E' ancora disponibile online e racconta le origini della telematica pacifista. Rappresenta un vero e proprio manifesto operativo di mediattivismo per iniziative di pace, ecologia e cooperazione internazionale.
Il parlamento di Helsinki ha abrogato il divieto in vigore dal 1987, ignorando l'opposizione della maggioranza dei cittadini e il vuoto normativo lasciato dalla scadenza del trattato START.
La missione ONU ha chiarito: "La portata, il coordinamento e l'approvazione pubblica dell'operazione da parte dell'alta leadership delle RSF hanno fatto parte di un'operazione pianificata e organizzata che presenta le caratteristiche distintive del genocidio".
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