Sovraintendente ai Beni Archeologici, Yonathan Mizrachi ha seguito metro a metro la costruzione del Muro - per tutelare tombe e marmi: i morti, non i vivi. Adesso racconta i suoi dubbi in un libro: adesso che ha eseguito gli ordini, obbediente, fino all'ultimo. Ritratto di un israeliano come mille altri
Al nero, giorno a giorno, per venti euro e nessun diritto. Operai. Come tanti. Ma sono palestinesi: e costruiscono insediamenti. Le strade che sarà proibito percorrere, le case che sarà proibito abitare, il Muro che sarà proibito attraversare - mattone a mattone, il proprio apartheid
Nonostante i permessi, migliaia di palestinesi si sono visti negare l'accesso alla città santa di Gerusalemme per le festività pasquali. L'"altra" settimana santa tra i due lati del Muro
La sua scuola guida era a Gaza. Quindici anni dopo, i suoi studenti vedono un palestinese solo dal mirino di una mitragliatrice. Così Neve Gordon, politologo israeliano, ha capito quanto l'occupazione fosse cambiata - e quanto fosse necessario cominciare ad analizzarla, oltre che descriverla e denunciarla. Per scoprire, contro ogni apparenza, non un dominio saldo e invincibile, ma inesorabile, invece, un fallimento
Vent'anni dopo la caduta del muro di Berlino e malgrado il Trattato di Lisbona, l'Europa è ancora divisa dal muro degli egoismi nazionali, che le impediscono di contribuire con efficacia ad affrontare i problemi globali. Per partecipare, scrivete al segretario GFE Toscana: f.pigozzo@gmail.com
5 novembre 2009 - Gioventù Federalista Europea - Toscana
Rompere il silenzio, protestare al di fuori dei sistemi di potere, arrivare al cuore delle persone, perché una presa di coscienza faccia crescere l’empito di libertà e di giustizia che da anni mettiamo nella questione palestinese. (Le Donne in Nero)
E allora davanti alla tragedia di quanto avviene a livello politico-partitico in Palestina, forse è ancora una volta solo nei gesti e nelle resistenze della società civile, della cittadinanza attiva, che possiamo riscoprire motivi di speranza, fuochi di lotta.....
L'idea che una accresciuta domanda pubblica di acciaio basata sul riarmo possa portare l'ILVA a superare la fatidica soglia del punto di pareggio fra costi e ricavi è semplicemente un abbaglio matematico. Abbiamo fatto i calcoli e il risultato è semplicemente grottesco.
Ma non è libero. Ora sconterà in Australia i restanti tre anni della pena in libertà vigilata, con supervisione e condizioni. La sua storia è grottesca e paradossale: denunciò i crimini di guerra dei soldati delle forze speciali australiani in Afghanistan. E lo hanno messo in carcere.
L'azione nonviolenta deve cercare la vittoria, ma il suo fallimento, sempre possibile, non le fa perdere senso: essa è di per se stessa una vittoria. "La natura stessa della resistenza nonviolenta - scrive Gandhi - è tale che i frutti del movimento sono contenuti nel movimento stesso".
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