Esce l'edizione aggiornata del «Libro bianco sul lavoro nero», le storie raccontate in prima persona dai redattori precari e sommersi dell'informazione. Notizie pagate 2 euro lordi, pezzi a 5 euro. I profitti degli editori crescono mentre il contratto è fermo da due anni e chi sta al margine peggiora le proprie condizioni lavorative
La domanda è in realtà retorica: presuppone una risposta affermativa, magari che molti condividono ma che non riescono coerentemente ad accettare. La questione in gioco è valutare gli effetti dell’impatto della televisione sulla nostra esistenza.
La crescita dell'advertising online rischia di crollare sotto il peso delle truffe operate da piccoli siti fasulli che riescono a farsi pagare dai motori per i clic che convogliano verso gli inserzionisti
La sfera pubblica non è solo questione di soldi, ma di democrazia e vita civileSolo i giornali di qualità possono reggere a Tv, Internet e free press. Ma solo se vivono di carta e di web, di giornalismo d'autore e di migliaia di lettori-autori.
14 settembre 2006 - Franco Carlini
Quotidiani La carta stampata cerca una via d'uscita
Il calo di copie in tutto il mondo sembra ormai irreversibile. I «modelli» di rilancio passano dal quotidiano iper-localizzato a quello totalmente commerciale. Il «rapporto speciale» di The Economist e le vie d'uscita possibili
Con l'ultima mossa di Yahoo! si ampliano gli strumenti a disposizione degli utenti per evitare l'apparire della forma di pubblicità meno gradita tra quelle disponibili su web
What was once done in secret has now become public, marking a transition of extreme political gravity. At the beginning of the conflict, the secrecy of centres like Wiesbaden prevented NATO's involvement from appearing excessive. Now, however, operations are conducted openly towards escalation.
L’esplosione alla KNDS di Colleferro riapre le ferite di un secolo di produzione bellica. Incidenti, vittime e inquinamento segnano la storia del polo, dove il rischio per la comunità è il prezzo di scelte di guerra.
Ciò che veniva fatto di nascosto è oggi diventato pubblico, segnando un passaggio di estrema gravità politica. All'inizio del conflitto, la segretezza di centri come Wiesbaden evitava che il coinvolgimento della NATO apparisse eccessivo. Ora invece si opera allo scoperto verso l’escalation.
A Bydgoszcz, in Polonia, sorge un edificio che potrebbe cambiare il modo in cui l'Occidente fa la guerra. È il JATEC, il Centro congiunto di analisi, addestramento e istruzione in cui ufficiali ucraini e alleati lavorano fianco a fianco, letteralmente, per analizzare le "lessons learned" dal fronte.
Joint Analysis, Training and Education Centre (JATEC) è la prima organizzazione congiunta tra la NATO e l'Ucraina, istituita all'interno della struttura di comando dell'Alleanza. Inaugurato nel 2025 in Polonia, rappresenta un ponte tra la NATO e l’esercito ucraino per “imparare” dalla guerra.
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