Lecce, Italia. A oltre un anno dalla condanna dello staff del Cpt "Regina pacis", ecco le motivazioni della sentenza. Ma per la fondazione della curia di Lecce e’ come se nulla fosse successo. Anzi ...
9 agosto 2006 - Stefano Mencherini
Campagna di sensibilizzazione sull'informazione sociale
Quella pubblicata è una newsletter che Mencherini ha spedito domenica 28 maggio a circa 400 persone che soltanto in questi ultimi giorni glii hanno richiesto via mail una copia dvd o vhs di Mare nostrum, e alle 13 organizzazioni cheglii hanno proposto di proiettarlo nei prossimi mesi (Ong, associazioni, insegnanti e partiti).
2 giugno 2005 - Stefano Mencherini
Campagna di sensibilizzazione sull'informazione sociale
Dopo i primi giorni PeaceLink, Articolo21 e Melting Pot tracciano un primo bilancio della campagna lanciata contro la censura del film "Mare Nostrum" di Stefano Mencherini
27 maggio 2005 - PeaceLink, Articolo21, Melting Pot
Dalla redazione di Paz un commento sull'arresto di Don Cesare Lodeserto e il CPT Regina Pacis
Fu uno dei pochi vescovi argentini che si oppose alla giunta militare e pagò il suo coraggio con la vita sfidando le gerarchie della Chiesa fedeli a Videla, rimaste in silenzio nonostante le sue ripetute denunce
Tra repressione sociale, interessi delle oligarchie e subordinazione a Washington, il governo accelera la riforma dello Stato. Sindacati e opposizioni denunciano il tentativo di rendere irreversibile il modello neoliberista e aprire il Paese alla rimilitarizzazione statunitense
Anche Rossana Rossanda aderì al comitato che chiedeva la revisione del processo che aveva portato alle condanne dei neofascisti Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini. E' allegata a questa pagina web la condanna definitiva.
Lo stordimento e l'incredulità lasciarono presto spazio alla graduale consapevolezza di un evento tremendo. "Le lenzuola trasportate dai soccorritori volontari contenevano persone o quel che ne rimaneva", ricorda ancora oggi. E' la storia di un sopravvissuto per un pugno di salamini e una pesca.
Nel 1978, durante il sequestro di Aldo Moro, via Gradoli 96 fu scelta come base operativa dalle Brigate Rosse. Un luogo che, come hanno ricostruito le indagini, era "marchiato" dai servizi segreti. Poi utilizzato dai neofascisti.
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