Il segretario Blinken ha chiarito che qualsiasi sostegno esterno ai gruppi armati non statali nella RDC deve finire, compresa l'assistenza del Ruanda al gruppo armato M23.
Il governo congolese non ha ceduto alla pressione occidentale che avrebbe voluto la rescissione degli accordi tra la Repubblica Democratica del Congo e la Cina. Che relazione c'è tra questo e i ribelli di Nkunda? Quale gioco sta giocando la MONUC?
Qual è stato, esattamente, il ruolo della Chiesa cattolica durante il genocidio in Rwanda? NDAHIRO TOM, un commissario rwandese per i diritti umani, dimostra la profonda complicità storica e politica della Chiesa nella vicenda e la invita a riconquistare la sua credibilità contribuendo al processo di giustizia.
21 aprile 2005 - Ndahiro Tom
Le mie giornate in Rwanda, da insegnante informatico ad una scuola parrocchiale. Assieme agli altri due missionari di Lucca, Marco e Carla
Sono appena arrivato da 5 giorni in Rwanda, sono i miei primi giorni dell’anno che svolgerò come professore d’informatica, o come missionario... per vederla da un altro punto.
Sarà possibile chiedere ad un informatico di "essere", anche quando gli si chiede di "fare" la parte del tecnico, pur in ambito missionario e cooperazione allo sviluppo?
Fu uno dei pochi vescovi argentini che si oppose alla giunta militare e pagò il suo coraggio con la vita sfidando le gerarchie della Chiesa fedeli a Videla, rimaste in silenzio nonostante le sue ripetute denunce
Tra repressione sociale, interessi delle oligarchie e subordinazione a Washington, il governo accelera la riforma dello Stato. Sindacati e opposizioni denunciano il tentativo di rendere irreversibile il modello neoliberista e aprire il Paese alla rimilitarizzazione statunitense
Anche Rossana Rossanda aderì al comitato che chiedeva la revisione del processo che aveva portato alle condanne dei neofascisti Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini. E' allegata a questa pagina web la condanna definitiva.
Lo stordimento e l'incredulità lasciarono presto spazio alla graduale consapevolezza di un evento tremendo. "Le lenzuola trasportate dai soccorritori volontari contenevano persone o quel che ne rimaneva", ricorda ancora oggi. E' la storia di un sopravvissuto per un pugno di salamini e una pesca.
Nel 1978, durante il sequestro di Aldo Moro, via Gradoli 96 fu scelta come base operativa dalle Brigate Rosse. Un luogo che, come hanno ricostruito le indagini, era "marchiato" dai servizi segreti. Poi utilizzato dai neofascisti.
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