Nel rapporto di "Medici senza frontiere" sull'immigrazione illegale in Marocco le testimonianze delle vittime della repressione messa in atto negli ultimi anni dalle autorità marocchine e spagnole intorno alle due enclave.
L’altro giorno ci siamo ritrovati all’ International Brigades' Memorial nel Jubilee Park lungo il Tamigi, a Londra. Era caldo e senza vento, “una giornata spagnola” come ha detto uno dei membri della Brigata.
La Spagna è certamente un Paese di grande cultura cui non fa difetto una storia passata affascinante e generosa. Nonostante questa cultura assai ricca, buona parte di essa è particolarmente barbara e crudele nel rapporto con gli animali.
«Una televisione pubblica libera dal controllo dei partiti», la prossima riforma di Zapatero. Parla Angel García Castillejo del ministero della comunicazione spagnola
La destra politica USA attacca il nuovo presidente spagnolo Zapataro paragonandolo all'allora primo ministro Chamberlain evocando i patti di Monaco del 1938 con il nazismo. E' un attacco massiccio che passa attraverso i media e tutti i commentatori televisivi
Un gruppo di rappresentanti dei giornalisti dell' agenzia di stampa statale spagnola EFE, assicura che ebbe rapidamente l 'informazione che puntava su terroristi islamici come responsabili degli attacchi di Madrid e la nascose per pressioni del governo di José María Aznar.
18 marzo 2004 - Redazione IPS - trad. Nello Margiotta
La disinformazione sistematica del sistema televisivo spagnolo al servizio del governo di Aznar ha avuto il suo culmine nei giorni precedenti le elezioni , ma e' stato un boomerang che forse avra' un effetto educativo su tutto il sistema dell'informazione
Grande sconfitta del Partito popular di Josè Maria Aznar, vittoria del Partito socialista spagnolo di Josè Luis Rodriguez Zapatero. Fondamentale nel voto il sentimento pacifista della maggioranza degli spagnoli che ha manifestato fino all'ultimo contro la guerra in Iraq esponendo le bandiere della pace. Manifestanti hanno atteso il candidato di centrodestra Mariano Rajoy davanti al seggio elettorale e gli hanno gridato: "Fuori le nostre truppe dall'Iraq". Prodi commenta: "Questi giorni terribili ci hanno dimostrato che le ricette americane non erano quelle giuste".
La politica della guerra preventiva e permanente ha finito per rendere più insicuro e fragile questo nostro pianeta, dando alimento alla follia terroristica.
Qualcuno (Guzzanti) ha subito accusato pacifisti e nonviolenti come se fossero vicini ai terroristi perché rifiutano la guerra come provvedimento antiterrorismo. Ma noi sappiamo - e i fatti purtroppo lo dimostrano - che la guerra ripete, conferma e accresce il terrorismo. Noi condanniamo la guerra perché è un altro terrorismo, uccide e tormenta innocenti, moltiplica ingiustizia e violenza.
13 marzo 2004 - Enrico Peyretti
La società civile in prima fila nella lotta ai terrorismi e nel rifiuto della guerra
Flavio Lotti: "La condanna di questi atti aberranti deve essere ferma, netta e unanime, così come ferma, netta e unanime deve essere la reazione di tutte le donne e gli uomini amanti della pace".
No al terrorismo scegliendo la vita. Ad una società che ci chiede di uccidere o morire l’unica risposta è: VOGLIO VIVERE, VIVERE PER AMARE, NON PER ODIARE, VIVERE PER DONARE.
Quasi 300mila persone parteciparono a Genova alle manifestazioni del Genoa Social Forum contro il vertice G8. Un movimento eterogeneo, pacifista, che chiedeva un'altra globalizzazione: più giusta, più solidale, più democratica.
Ti proponiamo una guida alla creazione dei nodi di PeaceLink. Leggi la guida, scrivi il tuo progetto e inviacelo. Diventa socio e costruisci una rete di contatti nella tua zona sfruttando la tecnologia per creare connessioni fra persone che credono nella pace, nell'ecologia e nella solidarietà.
Un'enorme pressione si è scaricata sui soldati ucraini dei reparti punitivi d'assalto. La retorica occidentale della presunta "svolta" sul campo di battaglia si conferma per l'ennesima volta una narrazione tossica che alimentata il tritacarne umano.
Un’inchiesta scuote l’esercito di Kiev. Tra i reparti d’assalto impiegati in battaglie chiave come quella di Kostjantynivka, il 425º reggimento è finito sotto accusa per un sistema di torture e morti sospette. Verrebbero sistemate mine attorno ai reparti per evitare che i soldati ucraini disertino.
The sacking of popular Defence Minister Fedorov has sparked unprecedented protests in Kyiv and other Ukrainian cities. At the heart of the anger from protesters and the families of soldiers is the strategy of Commander-in-Chief Syrskyi, accused of sacrificing too many human lives.
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