ILVA come il Vietnam

Renzi nel pantano di una guerra persa

Il mercato internazionale dell'acciaio attraversa una crisi sempre più profonda, da cui non si vede alcuno spiraglio nei prossimi anni
11 aprile 2016

 

Renzi condottiero di una guerra persa Scopro con grande stupore che ci sono persone che ancora non sanno che ILVA sta perdendo due milioni e mezzo di euro al giorno. Una quantità di denaro superiore persino rispetto agli stipendi che paga ogni giorno. Ossia 166 euro al giorno per ogni lavoratore.
Molti credono ancora che ILVA produca profitti e che faccia addirittura guadagnare lo Stato. In tanti non sanno che lo Stato si sta indebitando per tenere aperta l'ILVA che siamo noi a pagare lo stipedio dei lavoratori. Alcuni addirittura credono che lo Stato stia tenendo aperta a tutti i costi l'ILVA perché c'è un ritorno per le casse pubbliche e che per questa ragione l'ILVA non chiuderà mai! Renzi condottiero di una guerra persa

La verità è invece che il mercato internazionale dell'acciaio attraversa una crisi sempre più profonda, da cui non si vede alcuno spiraglio nei prossimi anni, e questo strangolerà mese dopo mese l'ILVA che si sta indebitando fino alla bancarotta. ILVA vive solo perché lo Stato si sta indebitando e questo avviene solo perché Renzi non vuole ammettere di avere fallito. ILVA è come il Vietnam per gli USA negli anni Settanta: si continuava a combattere e a indebitarsi con le spese belliche solo per non ammettere la disfatta. Ma dopo anni di sconfitte venne il momento della rovinosa ritirata.
Note: Nessuno spiraglio positivo per la siderurgia mondiale: "Non ci sarà una riduzione dell'eccedenza dell'acciaio cinese".
Tempi difficili per ILVA. Sul Financial Times, poche ora fa, è apparsa la notizia che la sovracapacità produttiva della siderurgia cinese permarrà anche dopo la ristrutturazione prevista.
Questo significa che l'apparato produttivo mondiale è in una situazione di grave squilibrio per l'eccesso di offerta di acciaio rispetto alla effettiva domanda del mercato. Il che porta ad un crollo dei prezzi dell'acciaio e quindi anche delle entrate. Questo significa per ILVA un aumento del suo già grave indebitamento.
Cfr, http://www.cnbc.com/2016/04/10/china-says-no-end-to-steel-overcapacity-amid-uk-tata-complaints.html

Articoli correlati

  • La plastica negli altoforni ILVA
    Editoriale
    Invece di ridurre il più possibile l'uso della plastica

    La plastica negli altoforni ILVA

    Vorrebbero alimentare gli altoforni ILVA con centomila tonnellate/anno di plastica. E' una quantità di plastica enormemente superiore a quella prodotta dai tarantini (che non producono mezza tonnellata di plastica all'anno). A Taranto arriverà la plastica di tutto il mondo?
    7 agosto 2020 - Alessandro Marescotti
  • Lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sull'ILVA
    Taranto Sociale
    L'ILVA multata per oltre 55 milioni di euro per non aver acquistato "certificati verdi"

    Lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sull'ILVA

    Richiesta di coinvolgimento dei cittadini ai sensi della Convenzione di Aarhus, recepita con legge 108/2001. Il Just Transition Fund non divenga la stampella per far proseguire ancora di qualche mese l'agonia dell'ILVA. Gli aiuti di stato sono vietati dal Trattato di Funzionamento dell'UE.
    23 luglio 2020 - Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente a Taranto
  • I terrapiattisti dell'ILVA
    Editoriale
    Come è recuperabile se perde cento milioni di euro al mese?

    I terrapiattisti dell'ILVA

    Nessuno ci ha mai spiegato come fa ad andare in equilibrio una fabbrica che, producendo meno di 4 milioni di tonnellate all'anno, dovrebbe superare i 7 milioni per raggiungere il pareggio.
    24 luglio 2020 - Alessandro Marescotti
  • La stima di Nichi Vendola verso Emilio Riva
    Ecologia
    La dichiarazione di Vendola è apparsa sulla rivista trimestrale "Il Ponte" nel 2011

    La stima di Nichi Vendola verso Emilio Riva

    "Chiesi ad Emilio Riva, nel mio primo incontro con lui, se fosse credente, perché al centro della nostra conversazione ci sarebbe stato il diritto alla vita. Credo che dalla durezza di quei primi incontri sia nata la stima reciproca che c’è oggi".
    24 luglio 2020 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.36 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)