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15 dicembre 2005

Avete mai assistito......

Autore: edgardo de filippis

Avete mai assistito alla cerimonia annuale della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza ?
La scena è sempre la stessa con coreografie molto simili tra loro. Reparti schierati di fronte ad un palco gremito d’autorità, mentre la più autorevole intrattiene gli astanti con lunghissimi discorsi retorici dove si snocciolano dati, cifre, e risultati in perfetta dicotomia con l’altra Arma. Poi si passa agli encomi più o meno solenni al personale meritevole e alla consegna di medaglie d’oro alla memoria alle vedove.
Fin qui tutto normale direi, ma quando si ascolta il solito funzionario in abito grigio da perfetto burocrate sancire che le forze dell’ordine sono alla stregua di “carne da cannone”, la cosa assume tutt’altro aspetto e non mi va più bene. Personalmente nutro il più profondo rispetto nei riguardi delle forze di polizia, conoscendo bene usi, costumi e modo di lavorare , essendo io stesso figlio, fratello e nipote di poliziotto (in sostanza sono il cucchiaio che conosce il contenuto del tegame).
Tuttavia ritengo che, gli appartenenti a questa categoria, dovrebbero essere lavoratori come tutti gli altri, se non fosse che utilizzano, attraverso le loro rappresentanze ed i media, i loro infortuni sul lavoro in maniera strumentale finalizzandoli all’ottenimento di vantaggi organici e/o economici.
Anche qui la scena è la stessa. Notizie su tutti i telegiornali e carta stampata. Immagini di funerali di stato con bara avvolta nella bandiera, conferimento di medaglia e diritto di posto di lavoro all’eventuale figlio.
Nonostante tutto ciò, direi, che il risultato circa i citati vantaggi, non è dei più incoraggianti giacché, se si bada alla sostanza, l’unica cosa che si ottiene sempre è solo una forte considerazione da parte dell’opinione pubblica che, sulla scia emotiva del momento, solidarizza in toto con le forze dell’ordine facendo salire alle stelle la considerazione verso le stesse.

A questo punto direi di essere diventato sufficientemente antipatico ed impopolare, per aver affermato sostanzialmente delle verità che tutti pensano, ma che nessuno osa dire allorquando per un codice non scritto, non bisogna parlar male delle forze di Polizia , della Chiesa, della Croce Rossa , ecc. ecc.; ma esprimo il mio pensiero in ragione del fatto che ritengo l’ipocrisia il peggiore dei difetti umani.
Quanto appena citato, tuttavia, scaturisce da mie personali valutazioni, che hanno la loro basi sui cosiddetti “fattori di rischio” e non su retoriche affermazioni. Circostanze, queste, che nessuno credo possa smentire.
A proposito di “carne da cannone”, l’A.N.M.I.L. (associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro) ha recentemente pubblicato una relazione dalla quale si evince una situazione a dir poco drammatica. Ogni anno, infatti, in Italia avvengono 1.000.000 d’incidenti sul lavoro. Di questi, 1.300 sono mortali , e 3.000 sono gli invalidi permanenti. Solo nell’industria, nell’anno 1999 ( non ho dati più recenti, ma si possono facilmente procurare) vi sono stati 872.092 infortuni gravi . Sempre secondo l’A.N.M.I.L. solo nei primi tre mesi dell’anno 2000 i deceduti sono stati 235.
Tornando sui fattori di rischio, sarei fortemente interessato a conoscere quelli che riguardano le forze dell’ordine, ma per quanti sforzi possa io fare, oltre a quelli relativi ad eventuali scontri a fuoco, e ad incidenti stradali, altri non mi sovvengono. Naturalmente questi riguardano solo ed esclusivamente coloro che operano per strada,e ,se consideriamo che tutto sommato questa è l’unica categoria di lavoratori che dovrebbe mettere in conto nel momento dell’arruolamento, il fatto di poter cadere in servizio, la quadratura del cerchio è completa.
Di seguito vado a riportare alcuni dei fattori di rischio insiti nei sistemi di lavorazione industriale: carichi sospesi in movimento, linee elettriche sotto tensione, presenza di gas nocivi per la salute, possibilità di caduta oggetti, presenza di liquidi corrosivi e gas infiammabili, proiezione di schegge e materiale incandescente, impianti e macchine rumorose, presenza d’agenti cancerogeni, ecc.
L’Ilva di Taranto necessiterebbe di un discorso a parte eccessivamente lungo e ulteriormente polemico che si potrebbe sintetizzare con la citazione di un solo dato: Dagli anni sessanta ad oggi circa 850 morti sul lavoro, senza contare gli invalidi ed i decessi successivi per patologie relative ad amianto o ad altri materiali cancerogeni.
Mi chiedo: quanti funerali di stato e quante medaglie d’oro per le vedove dovrebbe coniare lo Stato affinché ognuno di noi possa avere uguale dignità di fronte alla morte sul lavoro ?

I caduti di Nassirya. Caduti sul lavoro, durante l’adempimento del dovere certo, ma eroi ……
Eroi di che cosa? Quale atto di eroismo gli si può attribuire? Mi dispiace per quei ragazzi, ma essere vittima di un attentato non lo ritengo un atto eroico, non fosse altro per non offendere la memoria dei tanti veri eroi di tutte le guerre.
Ora, una botta di cinismo finale. Forse pochissimi sono a conoscenza che per partecipare alle missioni militari all’estero occorre farsi fortemente raccomandare ( vedi anche trasmissione “le iene” di un po’ di tempo fa). Perché farsi raccomandare? Provate a chiedere quanto vengono retribuiti i nostri militari.

Edgardo De Filippis
Edgardo2004@libero.it

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