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Televisioni Usa

Il «buon gusto» della morte

31 dicembre 2006 - Andrea Rocco
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Nove secondi. È la durata del video disponibile senza commenti su YouTube.com a partire da poche ore dopo l'esecuzione dell'ex-dittatore iracheno. Voci arabe in sottofondo un palco in legno con la forca, una figura vestita di grigio. Poi un attimo di silenzio e il rumore secco di una botola che si apre e di un corpo che cade. Nove secondi che le televisioni statunitensi hanno deciso di non trasmettere, almeno per ora. Pur sapendo che i loro telespettatori da qualche parte, in qualche modo le vedranno. Il New York Times di oggi fa un resoconto del dibattito in corso tra le stazioni tv statunitensi, non dissimile da quello che si era aperto in altre occasioni (l'autocensura sulle immagini dei corpi che cadevano dal World Trade Center l'11 Settembre è il caso recente più noto). I termini del dibattito, di quello che è appropriato («proper», è l'aggettivo inglese che ne diventa parola-chiave) mostrare sono riassunti dalle dichiarazioni dei dirigenti televisivi. «In qualche modo uscirà fuori - ha detto Paul Friedman, vice-presidente di Cbs News - e sarà disponibile su qualche rete o su qualche sito web. Ci sarà molta pressione su di noi per usare quelle immagini. Ma Cbs non le mostrerà, in nessun caso».
Per Bob Murphy, omologo di Friedman a Abc News, «Abc farà il suo dovere giornalistico documentando l'evento, ma non ci spingeremmo assolutamente troppo avanti nel mostrare immagini crude. Il buon gusto e l'appropriatezza saranno le nostre linee guida». Entrambi i network non hanno però escluso di poter mostrare una qualche documentazione visiva dell'esecuzione, ma certamente non «l'intera esecuzione». «Non voglio che si vedano immagini in movimento del reale momento della morte di Saddam Hussein o di chiunque altro - ha aggiunto Paul Friedman in una dichiarazione alla Reuter - È probabile che useremo alcune immagini in movimento del prima e poi delle foto del corpo appeso».
Diverso e più articolato l'atteggiamento di Nbc. Steve Capus, presidente di Nbc News ha detto al New York Times che il suo network potrebbe mostrare un totale con il corpo penzolante di Saddam Hussein. «Penso all'immagine-icona di Nicolae Ceausescu in Romania. - ha detto Capus - Quasi gettato in uno scolatoio. Voglio fare lo stesso, ponendo come limite il buon gusto, ma non voglio oppormi alla storia». Nbc, insomma, sembrava pronta a rompere, con qualche limite, e prudenza il tabù della non rappresentazione della morte, con la giustificazione che comunque la «versione integrale» della morte di Saddam sarebbe apparsa in breve tempo da qualche parte su Internet.
Buon gusto, storia, appropriatezza. In realtà il dibattito su cosa mostrare e cosa non far vedere di una morte assomiglia irresistibilmente (e un po'oscenamente) a una controversia sul nudo in tv, che sui network statunitensi è rigorosamente e totalmente vietato. Quando i due figli di Saddam vennero uccisi dalle truppe statunitensi i network fecero la scelta di mostrarne i volti contorti dall morte, ma ne censurarono i segni delle numerose ferite inflitte dai «nostri ragazzi». E nel caso di Saddam la vera oscenità, che è l'azione pilatesca degli americani, carcerieri dell'ex-dittatore iracheno fino a pochi minuti prima della sua esecuzione per mano del governo iracheno, non verrà mai mostrata. Neanche accompagnata, come è successo per le poche immagini che precedono l'esecuzione e per quelle del cadavere di Saddam, dalla classica scritta «Questo servizio contiene esplicita violenza, si consiglia la discrezione del telespettatore».
L'altro elemento che si coglie nelle dichiarazioni un po' contorte dei media statunitensi è il timore non detto che una esplicita messa in scena di una esecuzione capitale, per quanto sia quella di uno dei «nemici dell'America», di un rappresentante dell'«asse del demonio» possa turbare i sonni di un pubblico che ha serenamente accettato come parte del proprio vivere civile la quotidianità della pena di morte. Nessuna delle 53 condanne a morte eseguite negli Stati Uniti nel corso del 2006 è stata teletrasmessa (anche se certamente di almeno una parte di esse esiste documentazione video e fotografica). Questione di privacy e di «buon gusto» hanno sostenuto anche per questi casi i dirigenti dei network statunitensi.

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