Countdown Internet Italia?

Da domani 6 luglio l'Agcom potrà oscurare siti internet accusati di violare il diritto d'autore.
5 luglio 2011

Dunque ci siamo: tra pochi giorni, il prossimo sei luglio, potrebbe suonare la campana a morte per la Rete Internet italiana. Pieni poteri ad una agenzia indipendente, l’Agcom, ovvero l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che senza richiedere l’intervento della Magistratura potrà ordinare agli Internet Service ProviderW di rimuovere interi siti (su server italiani) o impedirne l’accesso (su server stranieri) tramite blocco degli indirizzo IPW. Per quali motivi (non possiamo parlare di reati, visto che non è la magistratura ad intervenire bensì una “autorità” amministrativa) l’Agcom potrà richiedere simili provvedimenti? Il più classico dei classici: la tutela del diritto di copyright.

Cosa significa? Un piccolo esempio:una nota società nel campo televisivo italiano scrive ad un noto portale internet di contenuti audiovisivi chiedendo di togliere dai suoi server un paio di spezzoni di un suo programma televisivo, spezzoni riguardanti interviste ad un rappresentante di una associazione di consumatori. Motivo: violazione del copyright. Risposta del portale: chiusura dell’intero canale dell’associazione in questione, rea di aver pubblicato quei due spezzoni, con perdita anche di tutti i video autoprodotti che nulla avevano a che spartire con la violazione in questione.Fantascienza? no. è realmente accaduto, non molto tempo fa.

Bavaglio

La domanda nasce quindi spontanea: quali saranno i soggetti di cui l’Autorità delle Comunicazioni ne garantirà i diritti? di certo non quelli del sign. Rossi, cittadino italiano lavoratore dipendente o pensionato che non avrà quasi certamente diritti d’autore da tutelare.A corollario della prima, segue una seconda domanda: dov’è l’Autorità Garante delle Comunicazioni quando il sign. Rossi di cui sopra si scontra con lo strapotere delle società private? (gestori di telefonia, proprietari di televisioni o piattaforme satellitari, etc …). In questi casi, strano a dirsi!, non c’è mai. O quando c’è arriva sempre dopo, a cose fatte, e se la sbriga con una multa (quando ci riesce!), che per le società in questione sono bruscolini, mentre al sign. Rossi toccheranno le briciole (se e quando gli arriveranno).

Come siamo arrivati fino a questo punto? beh, leggete la ricostruzione di Marco Calamari: sono anni che gli esperti del settore non fanno altro che avvisarci (“fate attenzione, se si continua di questo passo prima o poi succede il casino”), e sono anni che anche da questo blog si continua a scrivere “questo DDL è una minaccia, questa proposta di legge è insensata, questa modifica alla legge taldeltali comporterà serie ripercussioni” e via dicendo.E cosa è cambiato? nulla. Le autorità (politiche o amministrative che siano) vanno avanti per loro conto ed i cittadini continuano a non vedere (o a far finta di).A cosa potremmo andare incontro? lo spiega, giuridicamente parlando, Guido Scorza che fa un’analisi dettagliata del provvedimento e delle conseguenze nella sua attuazione.

Dietrologia spicciola: se i burocrati dei Palazzi insistono nel cercare di voler mettere le mani sulla Rete (anche se tecnicamente difficile), un motivo ci sarà; sarà un caso che in questi stessi anni si cerca anche di svuotare sempre più di contenuti (e conduttori) la televisione pubblica?

Curiose coincidenze.

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