La scuola e la popolazione multiculturale

Scuola. Le classi di accoglienza

L’Educazione per una Cittadinanza Globale a partire dalle Classi di accoglienza
Laura Tussi6 febbraio 2021

Educare alla pace

La scuola e la popolazione multiculturale.  

In molte scuole e istituti e nei relativi quartieri di riferimento si registra un’elevata presenza di popolazione di origine "altra" e di cittadini provenienti da tutto il mondo. L’obiettivo di base è la trasformazione delle pratiche educative della classe di benvenuto, di classi adibite all’accoglienza e al dialogo ossia all’insegnamento e apprendimento soprattutto linguistico, affinché permettano l’inserimento delle proposte teoriche e pratiche dell’educazione per una cittadinanza globale, al fine di offrire un’accoglienza completa alla popolazione studentesca immigrata.

Le classi di accoglienza sono uno spazio privilegiato indispensabile per questo lavoro di educazione per una cittadinanza globale. Ciò comporta la realizzazione di un’accoglienza multipla.

Un’accoglienza affettiva, che aiuta a esprimere i propri sentimenti in maniera adeguata attraverso l’elaborazione di un discorso descrittivo e interpretativo dell’esperienza migratoria personale. L’educazione all’affettività per rafforzare la sicurezza e la fiducia verso le aspettative positive, tanto scolastiche quanto sociali, che aiuti a formulare un progetto di vita portatore di senso nel nuovo contesto di accoglienza.

Un’appartenenza identitaria che facilita il riconoscimento reciproco, complementare e dialogico tra varie identità sia quella di accoglienza e quella di provenienza, al fine di rafforzare lo spirito critico al momento di valorizzare le diverse identità in gioco, comprendendo e vivendo con rispetto la realtà multiculturale della scuola del quartiere. 

Un’identità linguistica con un apprendimento funzionale, significativo e dialogico della lingua, che permetta l’apprendimento della seconda lingua dalla prospettiva del bilinguismo additivo, per sfruttare le abilità linguistiche che l’educando già possiede, e focalizzata nel provare a accelerare l’acquisizione di conoscenze anziché compensare deficienze, considerando che abbia, come riferimento ultimo della pratica didattica, i bisogni degli studenti e non le loro competenze. E ancora un’accoglienza relativa alla cittadinanza che permetta la formazione di persone coscienti della complessità del mondo e del loro ruolo come cittadine e cittadini con diritti e doveri, che rispettino e valorizzino le diversità, che conoscano e si interessino alle relazioni e dinamiche economiche, sociali, culturali, tecnologiche e ambientali che muovono il mondo. Persone che partecipino, si impegnino e contribuiscano a livello locale e globale per realizzare un mondo più equo e sostenibile.

Il lavoro e la pratica in educazione per una cittadinanza globale a partire dalla classe di accoglienza è una sfida complessa che non si esaurisce in un anno scolastico. Piuttosto si tratta di un processo di trasformazione progressiva del lavoro degli insegnanti, un processo circolare nel quale la riflessione teorica deve poggiare su alcune proposte didattiche che saranno sottoposte nuovamente a una valutazione teorica, per continuare così e alimentare il processo. Proposte didattiche che portano l’insegnante a rifiutare alcuni materiali e adattarne e adottarne altri, e crearli quando non esistono.

Una innovativa didattica pluriculturale che conduca gli studenti a aprire spazi per l’affettività e per l'espressione dei sentimenti. Una educazione della complessità incentrata nel facilitare i ragazzi a esprimere verbalmente il proprio processo migratorio. Ad aiutare gli studenti a impadronirsi del loro nuovo quartiere, della loro nuova città e a vivere in maniera personale la complementarità dell’identità e del contesto multiculturale. Siamo ancora lontani dall’orizzonte ambizioso che si pone globalmente l’universo scuola. Proviamo a lavorare nel segno dell’educazione per la cittadinanza globale nelle classi di accoglienza. Ma non è importante solo l’orizzonte che ci si pone, ma è fondamentale anche l’avanzare nel cammino che a quell’orizzonte permette di avvicinare il mondo della scuola.

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