Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Il Ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio in visita a Taranto

"Sul carbone i tagli per le emissioni di CO2, Terminal gas: serve consenso"

23 maggio 2007

Il Ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio Saranno le centrali termoelettriche alimentate a carbone a subire i maggiori tagli legati alla revisione del piano nazionale delle emissioni di anidride carbonica (CO2). Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’Ambiente e laeder dei Verdi, giunge a Taranto per sostenere la campagna elettorale del candidato sindaco Ezio Stefàno e dice subito che l’Italia deve rispettare il richiamo dell’Unione europea che sul piano relativo all’applicazione del protocollo di Kyoto l’ha invitata ad essere più stringente.

Ma la revisione, sottolinea Pecoraro Scanio, presentato ieri dal responsabile provinciale dei Verdi, Gabriele Pugliese, non vuol necessariamente dire che sarà penalizzata l’industria o il settore della siderurgia. «Dobbiamo trovare un punto di equilibrio - afferma il ministro - tenendo presente che le emissioni di CO2 e gas serra vengono anche dal traffico e dalla mobilità e che intervenire sul carbone da un lato permette di abbattere le emissioni inquinanti e dall’altro non crea un grosso danno economico perchè il carbone è il fossile che costa meno». Pecoraro Scanio fa quindi un salto all’indietro e ricorda le fasi che hanno preceduto l’invio del piano a Bruxelles. «Il mio ministero ha stimato in 194 milioni di tonnellate il livello accettabile di emissioni, solo che varie pressioni, comprese quelle del mondo dell’industria, hanno fatto sì che si andasse oltre questo tetto. Il risultato, ora, è che Bruxelles ci rispedisce indietro il piano. Ma noi non possiamo dire come nel caso delle quote latte di produrre egualmente, di andare oltre i limiti, tanto poi non succede nulla. E no, non è così. E’ da irresponsabile scaricare i problemi su chi viene dopo, e tra l’altro anche la lezione di Taranto, con la cattiva amministrazione che c’è stata, è illuminante da questo punto di vista». Il piano relativo al protocollo di Kyoto sarà quindi rivisto con una valutazione complessiva, la stessa, precisa Pecoraro Scanio, che andrà fatta per i rigassificatori. «Di domande per i rigassificatori ne sono arrivate diverse - sottolinea il ministro -, e noi le valuteremo con attenzione. Quel che occorre è un’analisi d’insieme col ministero dello Sviluppo economico che tenga presenti i fabbisogni, la necessità di avere il consenso delle popolazioni locali, ma anche le tecnologie e l’innovazione.

Ci sono, a tal proposito, compagnie internazionali che propongono all’Italia navi che al loro interno effettuano già il processo di rigassificazione, motivo per cui non c’è bisogno di costruire un impianto a terra ma solo di trovare un punto di attracco collegato a sua volta con la rete nazionale di distribuzione del gas».

Ma a Taranto il rigassificatore è opportuno? Pecoraro Scanio rifugge dalla logica del sì o del no, insiste nella valutazione complessiva che è ancora da farsi, sottolinea che non si possono fare altri errori come a Brindisi, ma comunque marca che Taranto in questo momento ha un’altra priorità: il risanamento ambientale e il miglioramento della qualità dell’aria. Altro argomento posto al ministro sono i dragaggi nell’area portuale. «La Finanziaria - spiega Pecoraro Scanio - ha posto un punto fermo, adesso i tecnici del mio ministero stanno scrivendo i regolamenti attuativi di ciò che la Finanziaria ha previsto. Serve un progetto generale dei dragaggi, tenendo conto che non tutti i porti sono uguali e non tutti i fanghi da dragare presentano le stesse caratteristiche. E comunque, non si dica che il ministro dell’Ambiente è quello che dice sempre no e che frena i lavori. Da quando mi sono insediato, ho rilasciato più Via, Valutazioni d’impatto ambientale, del mio predecessore. Eppoi bonifiche e lavori nei porti di Livorno, Viareggio, Bagnoli e Gela li ho sbloccati io».

Articoli correlati

  • Taranto verso la manifestazione del 23 aprile: "Un futuro senza inquinamento ILVA"
    Taranto Sociale
    I cui dettagli saranno forniti nel corso degli prossimi giorni

    Taranto verso la manifestazione del 23 aprile: "Un futuro senza inquinamento ILVA"

    Scenderemo in piazza per affermare che l’unico futuro per Taranto e la Provincia è senza acciaieria. Per trovare insieme la forza di lasciare alle spalle il dolore del passato, per creare tutti insieme un futuro sostenibile.
    17 febbraio 2024 - Associazioni riunite
  • Ricerca dell'associazione Avamposto Educativo sull'inquinamento atmosferico da particolato a Mottola
    Citizen science
    La distanza in linea retta tra Mottola e Taranto è di 26 chilometri

    Ricerca dell'associazione Avamposto Educativo sull'inquinamento atmosferico da particolato a Mottola

    I percorsi elaborati per il territorio, tra cui questo sul particolato, hanno assunto un'impostazione d’impegno educativo. È stato consolidato il valore della rete costruire la condivisione di attività e catturare l’interesse degli studenti, in particolare gli iscritti alle facoltà scientifiche.
    17 febbraio 2024 - Avamposto Educativo
  • Relazione sull'ILVA
    Ecologia
    Slides proiettate da Alessandro Marescotti al Senato della Repubblica del 13 febbraio 2024

    Relazione sull'ILVA

    La crisi ILVA ha radici nel suo gigantismo. Per andare in equilibrio deve aumentare i quantitativi provocando maggiori emissioni e un maggiore impatto sanitario. Oggi ILVA non è strategica ma è superflua per via della sovracapacità produttiva di acciaio nel mondo. I dati più recenti del benzene
    13 febbraio 2024 - Redazione PeaceLink
  • Basi blu, un programma della Marina Militare da 1.760 milioni di euro
    Disarmo
    Consentirà di ospitare gruppi navali della Nato

    Basi blu, un programma della Marina Militare da 1.760 milioni di euro

    Risultano già finanziati 559,36 milioni. Il programma nasce dall'esigenza, di adeguare le capacità di supporto logistico delle principali Basi navali italiane (Taranto, La Spezia e Augusta), nonché di quelle delle Basi secondarie (Brindisi, Messina, Cagliari, Ancona, Venezia, Napoli e Livorno).
    9 febbraio 2024 - Documentazione Parlamento Italiano
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.7.15 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)