Un'analisi del calo di consensi del Presidente della Regione Puglia
Nichi Vendola, Internet e il governo della complessità
Nel suo libro "I dilemmi della speranza" si legge: "La speranza è lo strumento grazie al quale l'umanità può immaginare che le cose vadano meglio: ma la speranza è anche un'illusione. A volte avere delle speranze significa illudersi e illudersi significa andare incontro talvolta a delusioni"
13 febbraio 2008
C'è un libro di Nichi Vendola che ho letto e riletto. Per mesi e mesi è rimasto sulla mia scrivania. Il titolo è "I dilemmi della speranza: un dialogo". Lo ha pubblicato la casa editrice La Meridiana nell'agosto del 2006. E' la trascrizione di un dibattito, moderato da Piero Dorfles, fra Nichi Vendola (allora da poco eletto Presidente della Puglia) e Salvatore Natoli, docente di filosofia teoretica all'Università di Milano. Poco più di trenta pagine fitte di riflessioni interessantissime, profonde, che non ho mai recensito perché ero pieno di dubbi. Da un lato infatti vivevo la straordinaria sensazione di essere

Nichi e Internet
Durante la campagna elettorale Nichi Vendola aveva un potente sostegno dal popolo di Internet. Oltre mille utenti si erano registrati sul suo sito. Erano i "mediattivisti per Nichi": non si sa che fine ha fatto quella lista. Il sito è morto. Tutti i Comitati Vendola si sono sciolti. La proposta di creare una mailing list attorno a Nichi Vendola è stata lasciata cadere. Nichi Vendola ha una cultura letteraria lontana dalla complessità dell'informazione digitale. Il suo ufficio invia preferibilmente fax, non e-mail. I suoi collaboratori non rispondono alle e-mail dei cittadini. L'e-democracy, per farla breve, non è un cavallo di battaglia di Nichi Vendola.
Vendola: «Senza industria si producono solo cartoline».
«Chi pensa ad uno sviluppo fatto di turismo e di artigianato, produce solo cartoline illustrate. Quelle ciminiere, che pure hanno causato inquinamento, significano anche lavoro, benessere, evoluzione della civiltà in una regione dove, ancora negli anni '50, i suoi abitanti erano affetti dalla pellagra».
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