Taranto Sociale

Energia «Dobbiamo uscire dalla dittatura del petrolio»

Vendola è intervenuto a Lecce all’inaugurazione del «Festival dell’energia», parlando delle prospettive energetiche: «Questa è una terra che per sole, vento e sapienza tecnologica può diventare davvero la California»
16 maggio 2008
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

Nichi Vendola LECCE - «Abbiamo la necessità di immaginare un nuovo modello di energia, un modello più dolce, più mite, e anche più democratico, l’alternativa in un mondo che è dipendente delle fonti di combustibili fossili per fuoriuscire dalla dittatura del petrolio». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, intervenuto oggi a Lecce all’inaugurazione del «Festival dell’energia», promosso da Aris e Assoelettrica con la collaborazione di Regione Puglia, Provincia e Comune Lecce.

«Il sole – ha spiegato Vendola – il vento, tutto ciò che appartiene alla natura può essere convertito in energia. E’ una grande sfida che consente una prospettiva nazionale di grande rilievo, la valorizzazione di tutto ciò che è ricerca ed invenzione. Penso che per la Puglia puntare sull'idrogeno oltre che sul solare e sull'eolico sia davvero una delle grandi strade del futuro».

Vendola ha posto l'accento anche sul fatto che «le popolazioni segnalano prioritariamente il problema delle emissioni inquinanti che sono purtroppo legate agli impianti di produzione tradizionale. L'eolico oggi – ha detto tra l’altro – propone un impatto ambientale abbastanza minimo e il solare, se noi lo vediamo soprattutto nella prospettiva delle coperture di edifici pubblici, può essere davvero un altro mondo da conquistare. Più che le popolazioni, mi pare che in alcuni casi siano residui della vecchia politica che insorgono strumentalmente sul terreno che tutto il mondo guarda con attenzione, che è il terreno del futuro, le energie rinnovabili».

Vendola ha sottolineato ancora di aver voluto in Puglia «uno strumento inedito che è il Piano regolatore del vento che impone ai Comuni di compiere delle scelte insieme alle proprie comunità. Non abbiamo – ha continuato – imposto dall’alto un modello. Bisogna anche sapere che il mercato energetico è anche un mercato liberalizzato. Noi nonostante tutto abbiamo posto delle regole, abbiamo detto tutti i luoghi nei quali è interdetta l’industria, anche delle energie rinnovabili. Credo che oggi la versatilità di queste energie sia molto più interessante perchè consente l’abbattimento in progress dei fattori di impatto ambientale».

«Ci confrontiamo con uno strano animale che si chiama sindrome di Nimby, un tormento che ci insegna che tutto ciò che serve per affrontare la produzione di energia è sempre un problema di altri e non nostro». Ha sottolineato Vendola, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione.

«Come si fa a confrontarsi con questa sindrome? Lo si fa uscendo fuori dalle discussioni tecnocratiche, dai recinti blindati degli addetti ai lavori», ha proseguito Vendola sottolineando, inoltre, che «del ciclo energetico spesso si parla in termini terroristici. Occorre, al contrario, più informazione e soprattutto più conoscenza, visto che oggi sull'argomento c'è un dibattito incandescente, ma ignorante. Dobbiamo mettere tutti quanti nelle condizioni prima di capire e poi di esprimere il proprio punto di vista».

Vendola ha concluso il suo intervento parlando delle prospettive energetiche della Puglia: «Ho immaginato che la nostra regione fosse in Europa un punto di riferimento per la produzione di energie rinnovabili. Questa è una terra che per sole, vento e sapienza tecnologica può diventare davvero qualcosa di simile alla California. Possiamo, pertanto, immaginare un’industria legata alla vera vocazione della Puglia e del Mezzogiorno. Un’industria che produca un’energia bella. E quindi, questo Festival non poteva che essere ospitato dalla città di Lecce, che di bellezza è piena nella sua carne e nelle sue pietre».

«Più rinnovabili per uscire dalla dipendenza delle energie fossili»

BARI – Rendere il mix di produzione di energia elettrica nazionale sempre meno petrolio-dipendente, più competitivo e coerente con gli obiettivi di sicurezza, economicità e tutela ambientale: è in questo quadro, accanto all’impegno per un uso sempre più pulito dei combustibili, che si colloca l’opportunità per uno sviluppo efficiente delle fonti rinnovabili, come indica anche la Commissione europea. Lo ha detto il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, Alessandro Ortis, intervenuto alla tavola rotonda «Puglia ed energie rinnovabili» che si è svolta oggi al Politecnico di Bari.

Secondo Ortis, le fonti rinnovabili, anche per i costi spesso elevati, non potranno per ora costituire la parte più rilevante della soluzione energetica complessiva. È perciò necessario promuovere anche la loro convenienza economica, attraverso l'innovazione tecnologica e la ricerca, ottimizzando il rapporto costi-benefici.
L'Autorità – ha aggiunto Ortis – già sostiene e incentiva lo sviluppo delle fonti rinnovabili: ad esempio, con le nuove regole per i piccoli impianti di produzione di energia elettrica per facilitare la connessione alla rete; ha anche previsto semplificazioni per i ritiri dedicati di energia e la possibilità di incentivi. Sono state inoltre stabilite le modalità di applicazione per la gestione del conto energia a sostegno della produzione fotovoltaica.

Ortis ha anche ricordato che esiste «una sorgente virtuale, e molto virtuosa, rappresentata dall’utilizzo sempre più razionale dell’energia»: il risparmio più «intelligente» è quello che permette di ottenere gli stessi servizi utilizzando meno energia. Su questo fronte – ha detto – sono impegnate molte imprese, con interventi tecnologici ed organizzativi, anche stimolati dall’Autorità con iniziative all’avanguardia a livello internazionale come, ad esempio, il meccanismo di mercato dei «certificati bianchi».

Uno strumento che, fino ad oggi, ha prodotto in totale risparmi che equivalgono al consumo domestico annuo di una città di oltre un 1,2 milioni di abitanti o alla produzione elettrica annua di una centrale da circa 510 MW, permettendo di evitare emissioni per circa 2,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica; la spesa energetica evitata dai consumatori, presso i quali sono stati realizzati gli interventi certificati, è risultata di molto superiore (dalle sei alle dieci volte) sia al prezzo medio dei certificati bianchi scambiati sul mercato sia al valore del contributo tariffario erogato dall’Autorità.

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