Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

L'Arpa denuncia: senza addetti controlli ambientali a rischio

Ieri la clamorosa denuncia, sui risultati di 17 ricerche effettuate dal ministero dell'Ambiente rimasti "nascosti" . Oggi Assennato rincara la dose e parla di impossibilità a fare i rilievi per mancanza di personale.
7 ottobre 2008
Rita Schena
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

- BARI - «Ad occuparsi di monitoraggio e controllo della qualità dell'aria in Puglia l'Arpa dispone di un dirigente e sei funzionari, risorse umane irrisorie per il lavoro da svolgere. Le disparità di prestazione tra regioni per questa impari suddivisione delle risorse è incostituzionale per il non servizio che si può garantire ai cittadini».

Torna all'attacco il direttore dell'Arpa Puglia, Giorgio Assennato, nel secondo giorno di lavori del 3° Convegno nazionale sul particolato atmosferico in corso a Bari. Ieri aveva denunciato la mala burocrazia che non aveva permesso una tempestiva diffusione dell'informazione per 17 ricerche effettuate dal ministero dell'ambiente sulle cause dell'avvelenamento dell'aria di Taranto, oggi lamenta le irrisorie risorse a disposizione.

«A monitorare la situazione su Bari, Lecce e Foggia in pratica non abbiamo nessuno – sottolinea Assennato – perché i nostri ricercatori riescono appena a coprire le necessità di Brindisi e Taranto, con situazioni provinciali da continua emergenza».

Assennato coordina questa mattina una serie di tavole rotonde al fianco di altri ricercatori che provengono da realtà regionali differenti, dopo l'intervento della direttrice dell'Arpa Toscana non si lascia sfuggire l'occasione di sottolineare come per la sola area di Piombino, la Toscana disponga di personale tre volte superiore al proprio, per monitorare emissioni industriali solo un decimo pari alla realtà tarantina.

Il lavoro da fare sarebbe tantissimo, la qualità dell'aria e la produzione di polveri sottili sono temi «caldi», impattano direttamente sulla qualità di vita delle persone e soprattutto sulla loro salute e tutti i rappresentanti delle varie Arpa presenti al convegno lamentano poco personale a disposizione, dati frammentati da parte di centraline di rilevamento di cui spesso non hanno il controllo. Un grande caos al quale si aggiunge una sofferenza in più: il sistema delle Agenzie ambientali (le Arpa regionali, appunto) nasce come diretta derivazione del sistema sanitario che oggi è regionalizzato, non sempre riesce a godere di finanziamenti propri ed appropriati (la Toscana ha un bilancio annuale di 50 milioni di euro, quasi il doppio di quello di Arpa Puglia), tanto che il direttore Assennato usa la forte espressione di «incostituzionale».

Il problema delle polveri sottili è che se il loro rilevamento può e deve essere assegnato a strutture regionali (a patto che funzionino), le decisioni per il loro abbattimento non necessariamente risultano efficaci da una semplice iniziativa comunale o regionale. Le polveri sottili (o Pm10 o particolato, Ndr.) hanno la pessima abitudine di spostarsi senza tener conto di frontiere. La loro concentrazione in realtà urbane che diventano sempre più grandi, può fare la differenza tra un dilagare di malattie dell'apparato respiratorio o un benessere diffuso e di conseguenze hanno necessità di strategie di intervento coordinate e soprattutto efficaci.

I problemi di risorse a disposizione potrebbero diventare ancora più gravi con il Federalismo, un cenno è stato già dato durante la prima tavola rotonda al Convegno, le regioni più deboli di risorse potrebbero trovarsi in seria difficoltà, con un aggravio della salute dei propri cittadini, ed un maggiore carico sulle spese sanitarie. In un circolo vizioso sempre più difficile da spezzare.

«Ecco perché è così importante il ruolo delle Arpa – spiega Assennato – dobbiamo essere in grado di fungere da coordinamento tra la ricerca universitaria e i decisori politici e saper dare risposte ai cittadini». «Anche se 50 milioni di bilancio possono sembrare tanto – sottolinea Sonia Cantoni direttrice dell'Arpa Toscana – in realtà equivalgono ad uncappuccino al mese per ogni abitante della Regione. Vale tanto l'ambiente nel quale viviamo?».

Una domanda, quella della responsabile dell'Arpa Toscana che lascia sgomenti: in Puglia la salute di tutti noi vale meno di un caffè al mese.

Articoli correlati

  • “Una macchia sulla coscienza collettiva dell'umanità”
    Taranto Sociale
    Manifestazione "Stop al sacrificio di Taranto" del 22 maggio 2022

    “Una macchia sulla coscienza collettiva dell'umanità”

    Io la malattia la vivo nel mio corpo, in lotta da un anno contro la leucemia. Noi abbiamo un potere, abbiamo la possibilità di sovvertire quest’ordine di ingiustizie. Non aspettiamo che siano gli altri a trovare la soluzione per noi, la soluzione siamo noi
    23 maggio 2022 - Celeste Fortunato
  • Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"
    Ecologia
    Gli è stato appena assegnato un premio giornalistico per la libertà di stampa

    Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"

    In questo videomessaggio l'autore della puntata "La polvere negli occhi" su Raitre ha dichiarato: "Voglio manifestare la mia vicinanza ai cittadini che soffrono. Sono qui a dare il mio pieno appoggio alla manifestazione che si terrà il 22 maggio a Taranto alle ore 17 in piazza Garibaldi"
    18 maggio 2022 - Alessandro Marescotti
  • ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini
    Ecologia
    Il 22 maggio manifestazione in piazza contro il dissequestro degli impianti siderurgici

    ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini

    Le quattro condanne di oggi verso l'Italia sono la plastica evidenziazione di tutte le inadempienze dei governi che si sono succeduti. Le quattro condanne di oggi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) confermano Taranto come "zona di sacrificio" dei diritti umani.
    5 maggio 2022 - Associazione PeaceLink
  • Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute
    Ecologia
    Dichiarazioni forti in materia di diritti

    Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute

    Il Presidente del Tar di Lecce, Antonia Pasca, ha parlato dell'Ilva all'inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel 2021 il Tar confermò invece l’ordinanza di chiusura dell'area a caldo del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)