Ilva, ora il ministero ordina nuove misure di sicurezza
Dopo aver valutato i dati Arpa sull´inquinamento atmosferico a Taranto e le emissioni nocive che quotidianamente escono dalle ciminiere del siderurgico, il ministero ha inviato una richiesta urgente alla direzione dell´Ilva, chiedendo di "comunicare le misure di prevenzione e protezione adottate e di integrare la caratterizzazione dei terreni per delimitare l´estensione dell´area contaminata e la sua profondità, e di attivare misure di messa in sicurezza mediante rimozione della fonte inquinante".
Per l´assessore regionale all´Ecologia Michele Losappio, si tratta di un segnale importante: dopo mesi di contrapposizione con il ministro Stefania Prestigiacomo, quadro è il primo segnale di disgelo che arrivano da Roma sul fronte ambientale. "Speriamo che Ilva si assuma le sue responsabilità ed ottemperi a quanto indica la legge ed il buon senso", ha dichiarato Losappio.
Ma ieri il gruppo Riva ha replicato alle preoccupazioni espresse nei giorni scorsi dall´assessore regionale che aveva accusato l´Ilva di aver fatto troppo poco per adeguarsi alla nuova normativa regionale.
"Il timore di nostro presunto passo indietro sul crono-programma per la riduzione dell´inquinamento è del tutto privo di fondamento" ha fatto sapere in una nota il gruppo Riva.
Ma la dirigenza del siderurgico più grande d´Europa non ha cambiato idea in merito alla legge licenziata lo scorso dicembre dal consiglio regionale: "L´Ilva continua a considerare tecnicamente impraticabile la riduzione del valore limite delle diossine a 0,4 nanogrammi per metro cubo.
Inoltre - si legge nella nota - esprime perplessità sul reale contributo che la legge regionale potrà dare al già avviato processo di riduzione delle emissioni".
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