Guantanamo

Il campo di prigionia di Guantánamo, aperto nel 2002 dagli Stati Uniti nella base di Cuba, è stato a lungo il principale luogo di detenzione e interrogatorio per i sospetti terroristi catturati durante la guerra in Afghanistan e nei Paesi limitrofi. Istituito all'indomani dell'11 settembre per aggirare le tutele della Convenzione di Ginevra, è tristemente noto per le gravi violazioni dei diritti umani e l'assenza di processi regolari. [1, 2, 3, 4, 5]

L'Italia chieda agli Stati Uniti la chiusura della prigione americana di Guantanamo dove vengono violati impunemente i diritti umani. 

Si veda la Campagna Guantanamo

Qui sotto si riportano gli articoli che hanno come filo conduttore l'Afghanistan e la terribile guerra che per venti anni ha sconvolto quella nazione.

Afghanistan

L'associazione pacifista PeaceLink ha condannato fermamente la guerra in Afghanistan definendola un fallimento totale e un'operazione di propaganda. Secondo PeaceLink, il conflitto ha tradito la Costituzione italiana e ha causato immense sofferenze ai civili. [1, 2, 3]
 
PeaceLink
    • ha respinto l'etichetta di "missione di pace", denunciandola come una copertura politica e mediatica;
    • ha criticato l'illusione di esportare la democrazia e i diritti umani attraverso l'uso delle armi;
    • ha fatto luce sulle proprie pagine web sui costi umani devastanti;
    • ha denunciato la sistematica falsificazione dei dati ufficiali, confermata in seguito dai documenti segreti noti come Afghanistan Papers:
    • ha evidenziato l'alto costo finanziario sostenuto, quantificato in circa 8 miliardi di euro per il solo contributo italiano;
    • ha messo in risalto il pesante bilancio per le forze armate italiane, che hanno contato decine di caduti e centinaia di feriti;
    • ha promosso la controinformazione per smascherare le retoriche del "militarismo buono" utilizzate per giustificare l'occupazione;
    • ha sostenuto il lavoro di organizzazioni umanitarie e reti di attiviste afghane per la difesa dei diritti fondamentali;
    • ha interpretato il disordinato ritiro occidentale come la prova del fallimento strategico e geopolitico della NATO;
    • ha ribadito il primato della nonviolenza e della via diplomatica, in totale opposizione alla logica dell'intervento armato. [1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9]

Articoli

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