Pubblichiamo la traduzione dell'intervento pronunciato il 21 aprile da monsignor Michael W. Banach, Rappresentante Permanente della Santa Sede presso l'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea), alla Conferenza ministeriale sull'energia nucleare nel XXI secolo, organizzata dalla stessa Aiea a Pechino dal 20 al 22 aprile.
Gli aerei da guerra F 35 in questo momento sono un costo troppo alto per il contribuente italiano. Questi aerei, una volta in funzione, avrebbero come scopo colpire gli obiettivi e ridurli come le case che abbiamo visto a Onna e L’Aquila. Un cumulo di macerie.
Per i terremotati dell’Abruzzo sarebbero necessari 130 milioni nei prossimi sei mesi. Dove trovare questi fondi. La risposta è più semplice di quanto sembri: basterebbe bloccare l’enorme stanziamento che sta per essere destinato all’acquisizione del caccia statunitense F-35 Lightning II (Joint Strike Fighter) della Lockeed Martin.
Il Ministero della Difesa prevede l'acquisto di 131 cacciabombardieri F-35 della Lockeed Martin. La spesa complessiva per l'Italia sarà intorno ai 15 miliardi di euro (30 mila miliardi di vecchie lire). Su questo programma militare, denominato Joint Strike Fighter) l'amministrazione Usa esprime molte riserve e il nuovo presidente Obama pensa di accantonarlo, per ragioni di priorità e di riequilibrio di bilancio. In Italia, invece, l'ampio consenso "bipartisan" al programma JSF.
I governi non possono continuare a spendere folli cifre per la guerra. Basterebbero i dollari spesi in due bombardieri atomici per debellare per sempre la lebbra
Il racconto autobiografico del sacerdote che ha consacrato la sua vita all’antimilitarismo e alla chiusura della più grande scuola di formazione militare d’America.
L'avvio imminente di un dibattito in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, “strengthening collective security and armament regulation”, che di fatto potrebbe riproporre ai propri membri l'applicazione dell'articolo 26 della Carta, porta ad alcune riflessioni. Sarà la volta buona che...?
Da tempo la Puglia si è trasformata in piattaforma di esercitazioni belliche. Don Tonino Bello sognava una Puglia che fosse "arca di pace" e non "arco di guerra". Occorre riprendere nelle nostre mani quell'utopia concreta e possibile.
La base militare di Sigonella, il territorio e la responsabilità dei cristiani: un convegno di Pax Christi a Catania per rilanciare il problema della militarizzazione crescente delle nostre città. E delle nostre coscienze.
Dopo lo scambio di lettere tra Veltroni e la "Tavola della Pace" l'associazione PeaceLink presenta il conto e chiede impegni concreti: riduzione delle spese militari, diritto all'obiezione fiscale, iniziative di "peacekeeping" realizzate da civili non armati, promozione della cooperazione internazionale.
E' stata richiesta all'Associazione PeaceLink una memoria con le osservazioni all'ultimo decreto legge del Governo. Si allega a questa pagina web il testo che abbiamo elaborato per i deputati della Commissione Finanze.
Vogliamo favorire la conoscenza reciproca, la condivisione di esperienze e la progettazione di iniziative su pace, ambiente e cittadinanza attiva. Aperti a tutti: attivisti, associazioni, nuovi arrivati, chi ha idee o competenze.
La violenza non rafforza una protesta: la sfigura. Anche la più nobile delle ragioni, quando sceglie di colpire persone e cose, finisce per autocondannarsi al torto. Ma sarebbe altrettanto grave usare quelle azioni come pretesto per oscurare le domande da cui le proteste sono nate.
Ho assistito al calvario dei miei cari e anche di chi ho conosciuto solo in un letto di ospedale. Quello che negli anni ho visto nel reparto di Oncologia di Taranto, il via vai di malati sempre in aumento, e la drammaticità del loro ultimo respiro.
29 luglio 2026 - Cinzia Zaninelli (associazione Genitori Tarantini)
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