Dall'auto al cannone, la ricetta economica di socialdemocratici e democristiani tedeschi

Il riarmo tedesco e lo spettro dell'estrema destra nel contesto di una travolgente crisi economica

Sassonia-Anhalt, stravince il partito di estrema destra AfD con il 44%. Il partito nazionalsocialista di Hitler divenne il primo partito in Germania nel 1932 con il 37%. Diventò cancelliere e avviò un imponente piano di riarmo per riassorbire la disoccupazione.
7 settembre 2026
Redazione PeaceLink

Dopo il piano di riarmo tedesco avanzano gli eredi di Hitler

C'è un paradosso inquietante che sta attraversando la Germania, e che dovrebbe far riflettere chiunque abbia a cuore le sorti della democrazia europea. Mentre l'estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) vola nei sondaggi, sono proprio i partiti tradizionali – la socialdemocrazia e la CDU – a prepararle il terreno, alimentando un riarmo senza precedenti che rischia di consegnare alla destra estrema le chiavi dell'esercito più potente d'Europa.


Il riarmo più imponente dai tempi della Germania hitleriana

I numeri parlano chiaro. Nel 2025 la Germania ha speso 86 miliardi di euro per le forze armate, un nuovo record storico dalla fine della Guerra Fredda. Ma è il budget per il 2026 a far tremare: 108,2 miliardi di euro – il più alto nella storia della Repubblica Federale. Solo nel 2025, la spesa militare è aumentata di oltre 20 miliardi di euro rispetto all'anno precedente.

E questo è solo l'inizio. Entro il 2029, il budget della difesa è destinato a superare i 150 miliardi di euro, con una spesa complessiva per scopi militari che raggiungerà i 215 miliardi di euro annui, pari a circa il 5% del PIL tedesco. Il governo ha inoltre esentato permanentemente la spesa militare dal tetto dell'indebitamento costituzionale, liberando un totale di un trilione di euro in crediti di guerra.

Il piano di riarmo non ha paragoni nella storia recente: 377 miliardi di euro destinati alla modernizzazione di tutti i domini – terrestre, aereo, marittimo, spaziale e cibernetico. L'obiettivo è portare la Bundeswehr dagli attuali 185.000 soldati a 460.000 effettivi entro il 2035. Si prevede l'acquisto di 400 missili da crociera Tomahawk capaci di raggiungere Mosca.


Gli eredi di Hitler pronti a governare

Mentre i partiti tradizionali costruiscono questa macchina da guerra, l'estrema destra si accinge a raccoglie i frutti di questa sconsiderata operazione di riarmo. Nelle appena concluse elezioni in Sassonia-Anhalt il partito di estrema destra AfD ha superato il 44,5% dei voti, mentre la CDU del cancelliere Friedrich Merz è crollata al 18,5%. Un balzo impressionante di AfD rispetto al 20,8% di cinque anni prima. L'affluenza alle urne ha raggiunto l'80%, la più alta mai registrata in Sassonia-Anhalt, a dimostrazione del malcontento che ha alimentato l'appoggio all'estrema destra, come ai tempi di Hitler. Negli anni Trenta la crisi economica e la disoccupazione portarono Hitler ad affermarsi con il 37%. AdD in Sassonia va ben oltre: è al 44%.

Se non è questo un campanello d'allarme cosa altro dobbiamo aspettare?

"Riconquisteremo il nostro Paese", ha dichiarato il leader dell'AfD Ulrich Siegmund nel suo discorso di vittoria. La leader nazionale Alice Weidel si è spinta oltre: "Prevedo che la CDU non vincerà mai più un'elezione"

Il programma regionale dell’AfD in Sassonia‑Anhalt (2026) prevede di ridurre l’insegnamento scolastico dei crimini nazisti e di tagliare i finanziamenti a forme d’arte considerate “anti‑tedesche”.

Nel programma del Land il partito sostiene la «remigrazione», cioè la deportazione degli immigrati, anche regolari, su basi ideologiche.


Disoccupazione e guerra in Ucraina: il carburante dell'estrema destra

La crescita dell'estrema destra ricalca lo stesso copione della ascesa di Hitler: la disoccupazione che alimenta i consensi. Nel 2025, il numero medio di disoccupati in Germania è aumentato di 161.000 unità, raggiungendo 2,948 milioni – il dato annuale più alto dal 2013. Il tasso di disoccupazione è salito al 6,3%, dal 6,0% del 2024, segnando il terzo anno consecutivo di aumento. A marzo 2026, il numero di disoccupati ha superato i 3 milioni per il terzo mese consecutivo. Il gruppo Volkswagen ha approvato un piano di ristrutturazione drastico che prevede la dismissione di quattro impianti storici sul territorio tedesco. Lo stabilimento VW di Osnabrück (fortemente a rischio per i tagli dell'automotive) ha avviato storiche trattative con la società israeliana Rafael (nota per il sistema antimissilistico Iron Dome) per valutare l'assemblaggio di droni e veicoli blindati militari. La svolta di Rheinmetall (storicamente nota per la produzione di cannoni, munizioni e carri armati) è impressionante: il colosso industriale tedesco ha progressivamente disinvestito dalla sua storica divisione di componentistica per auto (Automotive) per concentrarsi interamente sui contratti militari.


Dall'auto al cannone

Della questione ne abbiamo già parlato in un precedente articolo centrato sulla metamorfosi tedesca da locomotiva economica a potenza militare.
Il programma di riarmo europeo, unito alla destabilizzazione dell'economia civile dopo la rottura dei rapporti commerciali con l'Est, ha determinato questo quadro impressionante se si effettua un contronto fra il comparto industriale militare e quello civile.
 
Indicatore Rheinmetall (armamenti) Volkswagen (auto)
Trend degli utili In forte crescita (+74% nel semestre) In forte calo (-32,9% nell'ultimo trimestre)
Margine operativo di profitto Elevato (~18,5% - 19%)

 

In forte contrazione

Valutazione in Borsa Superato il valore di VW nel listino DAX Minimi storici e perdita di capitalizzazione
Prospettive industriali Cerca spazio per espandersi (valuta acquisto siti VW) Tagli massicci e piano per chiudere 4 fabbriche
 
Il paradosso dell'economia tedesca attuale si riassume nel fatto che Rheinmetall, alla ricerca di spazi per produrre carri armati Lynx e munizioni, ha avviato contatti per rilevare e convertire gli stabilimenti in esubero che Volkswagen non riesce più a mantenere attivi (come il sito di Osnabrück).

Questa disoccupazione è direttamente collegata alla guerra in Ucraina e alla scelta della Germania di rinunciare al gas russo dopo che i gasdotti Nord Stream sono stati danneggiati da un attentato ucraino. Un'indagine tedesca ha attribuito la responsabilità dell'esplosione all'Ucraina, ma Berlino non ha protestato con Kiev. La perdita del gas russo a buon mercato ha fatto crollare la produzione industriale tedesca, provocando recessione e disoccupazione. L'AfD sfrutta questa crisi, spingendo per il ritorno in funzione del Nord Stream.


Pistorius, il socialdemocratico che spiana la strada alla destra

La cosa incredibile è che a guidare l'ossessivo piano di riarmo tedesco non è un governo di destra, ma il ministro della Difesa socialdemocratico Boris Pistorius.

È lui che ha dichiarato: "È un nuovo record. Non è un fine in sé stesso, ma segnala la svolta politica".

Boris Pistorius, ministro della Difesa tedesco, E' lui che due anni fa ha terrorizzato l'opinione pubblica - nell’estate del 2024 - affermando che poteva essere “l’ultima estate di pace” per l’Europa.

È lui che difende in parlamento spese militari da 50 miliardi di euro.

E' lui che ha dichiarato che la Germania deve essere "pronta alla guerra" (utilizzando il termine tedesco kriegstüchtig, traducibile come "capace/pronta a fare la guerra"). Questa espressione ha segnato una rottura storica con la tradizionale politica pacifista tedesca del secondo dopoguerra. [1, 2, 3]

Oggi la Germania si appresta a sfruttare la guerra in Ucraina con l'imponente fornitura di armi firmata da Zelensky e Merz. La fornitura è pagata dall'Europa. Le armi tedesche saranno testate in un enorme laboratorio coordinato dal centro NATO JATEC in Polonia. L'intesa include in particolare l'analisi dell'uso dei sistemi d'arma tedeschi, tra cui l'obice semovente 2000, il cannone d'artiglieria semovente RCH 155 e l'IRIS-T, nonché lo scambio di competenze e dati sul campo di battaglia ucraini, compresi i sistemi digitali come Avengers, DELTA e altre soluzioni. Si tratta di sistemi digitali di combattimento e di comando e controllo che raccolgono dati dal campo di battaglia in tempo reale, li mettono in rete e li rendono disponibili per decisioni militari più rapide.

Vi è un'altra struttura legata all'Ucraina posizionata in Germania, a Wiesbaden, denominata NSATU (NATO Security Assistance and Training for Ukraine). La NSATU si occupa strettamente del coordinamento logistico e dell'addestramento.

Questo è il futuro militare della Germania fin quando l'Ucraina riuscirà a reggere la pressione militare.


La rottura con il recente passato di dialogo con l'Est

La contraddizione è storica: sono i socialdemocratici, tradizionalmente difensori del welfare state, a gestire un'"economia di guerra" che si finanzia smantellando la tradizionale industria civile e i servizi pubblici. Pistorius seppellisce l'eredità di Willy Brandt e del suo "Wandel durch Annäherung" – il cambiamento attraverso l'avvicinamento – che aveva fatto della distensione con l'Est il pilastro della politica estera tedesca. E Mertz chiude completamente con l'eredità della Merkel che aveva dialogato con Putin. 

L'ex cancelliera tedesca Angela Merkel aveva dialogato intensamente con Vladimir Putin nel corso degli anni, e per questo è stata al centro di un enorme scandalo di intercettazioni telefoniche (Datagate). [1, 2, 3]
Il telefono della Merkel era stato messo sotto controllo dagli Stati Uniti tramite la NSA.

La perspicacia, questa sconosciuta

Si va verso un riarmo che diventa il "moltiplicatore" di una nuova economia dominata dal complesso industriale militare, e in tutto questo la leadership dell'AfD non crede ai suoi occhi per l'opportunità che le viene offerta dal riarmo. All'estrema destra viene consegnata su un piatto d'argento una Germania armata fino ai denti. Quando – e di questo passo sempre più sembra una questione di quando, non di se – l'AfD salirà al governo, troverà già pronta una macchina bellica senza precedenti.

Ma in Germania la confusione politica è talmente elevata che arriva persino alla convergenza politica tra estrema destra e l'estrema sinistra "rossobruna", incarnata oggi dal partito BSW (Bündnis Sahra Wagenknecht)

Due parole infine sulla perspicacia politica. La perspicacia è la prontezza d'intuito e l'acutezza nel comprendere, valutare o risolvere rapidamente situazioni, fatti e problemi complessi. Ed è quella che manca a chi oggi governa la Germania di fronte a una situazione che è complessa da risolvere ma che è semplice da comprendere. L'estrema destra vince non in virtù di una propria forza ma in virtù della incredibile stupidità di chi sta sconvolgendo e stravolgendo l'economia tedesca con il colossale piano di riarmo. I migranti, su cui si sfoga la rabbia dell'estrema destra, sono solo il capro espiatorio su cui - come in tutte le grandi crisi epocali - si scaricano le tensioni nate altrove, originate nel cuore della destabilizzazione provocata dalle politiche belliche e dalla rottura degli equilibri economici su cui aveva prosperato l'Europa.

Tempi bui si preparano sulla Germania e sull'Europa. E la colpa non è solo dell'estrema destra. È anche di una socialdemocrazia e di una CDU che, senza un briciolo di capacità previsionale e di perspicacia politica, stanno spianando la strada agli eredi di Hitler.

Note: Articolo già pubblicato

L’estrema destra avanza in Germania
https://liste.peacelink.it/news/2026/09/msg00000.html

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