Le bugie pericolose per la democrazia secondo Saviano
Il giornalista e scrittore Roberto Saviano arriva subito al punto. Chi racconta, e per questo viene osteggiato, deve combattere senza sosta le post-verità, messaggi e promesse propagandistiche che non hanno alcuna pretesa di attendibilità e verità, dato che l’importante è che diventino strumenti efficaci facili da usare. Ecco quindi che "l'hashtag del vincitore su cui saltare" è quello che sfrutta il disagio presente nella nostra esistenza quotidiana per costruire qualcuno da odiare, sospetti e dicerie. Pochi secondi e diventerà un messaggio virale.
Saviano proietta l’originaria parola d’ordine della Lega: “Prima il Nord”. Ricorda anche che Matteo Salvini, ora Vice Primo Ministro, non molto tempo fa parlava ancora di un’Italia da smontare. Cambiato il bersaglio ed evocate paure più istintive legate a diversità più accentuate, grazie ai migranti ora è stato concesso alla gente del Sud di essere italiana (per colpire a sua volta i non italiani più deboli e oppressi). Come sempre, alla cattiva informazione è poi più facile che si accompagnino violazioni di diritti e comportamenti autoritari, suscitando sempre meno reazioni.
L’intervento di Saviano e gli episodi che ricorda e collega sono da seguire per intero (il link con la registrazione tratta dal sito del Festival è nelle note).
Ascoltando Saviano, non è superfluo condividere lo stupore di osservare come sia possibile costruire sempre nuovi minacciosi nemici mentre di fianco a noi proliferano i nemici naturali di sempre: criminalità organizzata ('ndrangheta in particolare, la più potente), avvelenatori ambientali, sfruttatori di lavoratori, di donne e nuovi poveri, truffatori e speculatori di ogni sorta e contesto, detentori di risorse finanziarie e interessi sempre più sproporzionati e incomparabili rispetto ai nostri.
Ma serve un po’ del nostro tempo. La complessità ha bisogno di diventare valore, con fatti parole e pensieri razionali e coraggiosi, il valore che merita di ricevere e accogliere il pubblico per formarsi un’opinione. Ed è possibile che partendo dal Sud, rifiutando di rimuovere la nostra storia anche recente e di occupare la mente con slogan di seconda mano, nascano sentimenti e idee più utili per la nostra vita e per la nostra libertà.
Articoli correlati
Nuovo regolamento sui rimpatri votato dal Parlamento Europeo il 17 giugno 2026"Ama il prossimo tuo come te stesso"
Il Partito Popolare Europeo (PPE) si ispira storicamente ai valori della dottrina sociale della Chiesa, ma ha votato assieme ai gruppi di destra e di estrema destra per stringere le regole sull'immigrazione. Pedro Sanchez si oppone. Ursula von der Leyen invece dice: "Scelta giusta e ferma".19 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
Non si tratta soltanto di ricordare ma di capire la direzione verso cui stiamo andandoBakari Sako e la sconfitta di una comunità, quando l'odio diventa normalità
L'iniziativa "Credo negli esseri umani (che hanno il coraggio di essere UMANI)", promossa da ARCI Statte, ANPI Statte e APS Gambe di Mazinga il prossimo 15 giugno a Statte, assume un significato che va oltre il semplice dibattito pubblico. Si tratta di comprendere cosa la sua morte dice di noi.14 giugno 2026 - Giovanni Pugliese
Strage di Amendolara riguarda tutti noi«Ci volevano uccidere perché avevamo chiesto un contratto»
La chiave della strage di Amendolara è in questa frase di Taj Mohammad Alamyar, lavoratore afghano immigrato in Italia, unico sopravvissuto al rogo dentro l'auto presso la stazione di servizio lungo la statale 106 in Calabria.8 giugno 2026 - Fortapasc in collaborazione con Peacelink nodo di Lecce
Una verifica sui dati disponibiliUcraina, la guerra dei numeri e dell'informazione
Da alcune settimane è partita una campagna mediatica per dimostrare che la Russia non sta più avanzando sul campo di battaglia e che l'Ucraina è ora in grado di capovolgere le sorti della guerra. Cosa c'è di vero?6 giugno 2026 - Redazione PeaceLink

sociale.network