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"E' facile dire no al rigassificatore, ma questo non fa parte della cultura riformista del centro-sinistra"

Riportiamo il punto di vista di Ludovico Vico, parlamentare DS di Taranto, rilasciata a Taranto Sera
9 novembre 2006

Vico: "La rinascita di Taranto deve ripartire da quelli che storicamente sono stati i suoi punti di forza e che, in questi anni di governo delle destre, si sono trasformate in battaglie demagogiche, autoreferenziali, di autoisolamento".

Chi è Ludovico Vico
Negli anni Settanta è stato dirigente del PCd'I, un gruppo della sinistra extraparlamentare. Nel 1980 è entrato nel PCI militando nell'ala di Pietro Ingrao. Ha promosso il digiuno in Piazza della Vittoria contro la costruzione della nuova base navale di Taranto e ha sostenuto le lotte pacifiste per una riconversione civile dell'Arsenale Militare. E' stato dirigente della CGIL e negli anni Ottanta ha condiviso le posizioni della sinistra sindacale di Fausto Bertinotti. E' stato fra i promotori dell'Università Verde che ha svolto a Taranto nella seconda metà degli anni Ottanta un ruolo di ricerca e di denuncia nei confronti dell'inquinamento siderurgico. E' stato infine componente di spicco della mozione contraria al cambio di nome e simbolo del PCI, svolgendo una forte critica del riformismo "migliorista" di Napolitano. Attualmente è parlamentare eletto a Taranto ed un fautore delle posizioni riformiste dei DS. Non partecipa più alle iniziative del movimento per la pace tarantino. Il resto è in questa intervista.

Domanda: "Si riferisce alle battaglie contro l'Ilva, contro la Marina Militare, contro il rigassificatore..."

Vico: "Le cose che lei ha citato, insieme con il porto, fanno sì che Taranto venga considerata una città europea. Taranto è conosciuta nel mondo per il suo porto, per l'acciaio, per le basi della Marina. In questi ultimi anni la nostra classe dirigente, pur di guadagnare un facile consenso, ha combattuto contro alcune di queste cose, considerandole e facendole passare per una minaccia invece che per una risorsa".

Domanda: "Ma una parte della sua coalizione, la più radicale del centro sinistra, oltre a molti cittadini e associazioni, considerano l'Ilva, il rigassificatore, la raffineria, eccetera una minaccia. Questo è un dato di fatto".

Vico: "Dipende dal punto di vista e dalle condizioni che, insieme, si stabiliscono e si trovano affinché grande industria e città possano convivere. E' facile dire no al rigassificatore, per fare un esempio di questi giorni, ed è anche popolare perché fa presa sul lato emotivo delle persone. Ma questo non è fare vera politica, non fa parte della cultura riformista del centro-sinistra. Anche il rigassificatore, nel rispetto delle regole e della salute dei cittadini, a certe condizioni, rappresenta più una risorsa per un territorio piuttosto che un danno. Però resto dell'idea, più volte espressa in questi giorni, che tutto ciò non può avvenire senza l'avvio di un procedimento democratico e quindi senza il coinvolgimento della città che potrà valutare bene le cose solo in presenza di un piano per la Valutazione di impatto Ambientale e di uno studio che rilevi il rischio di incidente rilevante e la certezza del traffico portuale".

Note: Fonte: Taranto sera ven. 3 - sab.4 nov. 06 pag.2, intervista di di Michele Mascellaro, dal titolo "Vico: serve un sindaco riformista".

Commento di Antonietta Podda: "Il rigassificatore a Taranto non rappresenta una risorsa ma piuttosto un danno, e questo lo dico proprio in consideranzione del "rispetto delle regole e della salute dei cittadini", visto e considerato che come tutti sappiamo i cittadini di Taranto che Vico rappresenta non sono stati informati, e quindi "non hanno goduto di un minimo di rispetto che meritavano", punto 1. Le regole sono state assolutamente trasgredite e punto 2. La salute e la sicurezza dei tarantini è stata anche stavolta messa in secondo piano".

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