Grazie ai referendum

Siamo al centro del mondo

Nasce dall'Italia una grande speranza e noi faremo la nostra parte. Per l'acqua e contro il nucleare militare e civile.
13 giugno 2011

In questi giorni sono andato in Toscana dove si è svolta l'assemblea nazionale di PeaceLink. Eravamo un bel gruppo. Siamo stati due giorni in un luogo incontaminato delle verdi colline fiorentine: la Casa per la Pace di Tavarnuzze. In tanti hanno relazionato o fatto domande. Riscossa civile

Con noi c'era anche Philip Rushton, un docente universitario collegato ai movimenti antinucleari degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e dell'Australia. Rushton ci ha spiegato che in questo momento il mondo intero sta guardando l'Italia con ammirazione. Negli Stati Uniti ad esempio i cittadini non possono organizzare un referendum per bloccare le centrali nucleari. Lì in tanti ci invidiano l'istituto referendario.

Con la vittoria referendaria l'Italia ha lanciato un potente segnale internazionale. Molti hanno guardato i referendum in una miope visione locale. Oggi invece siamo al centro del mondo. Per questo motivo PeaceLink ha deciso di costituire con uno staff di traduttori. Nasce dall'Italia una grande speranza e noi faremo la nostra parte con il nostro sito Internet che, in Italia, è il più letto nell'ambito dell'ecologia e della pace.

Dalla Toscana siamo ripartiti nel cuore della notte per poter raggiungere le nostre città in tempo utile per votare. Abbiamo lasciato un luogo incantevole dove il nostro misuratore dell'inquinamento ha registrato "zero IPA", ossia la totale assenza di quei cancerogeni che appestano l'aria di città come Taranto, Trieste o Milano.

Nelle colline della Toscana a "inquinamento zero" ho vissuto la meravigliosa esperienza della speranza e del progetto. Una politica senza passione spegne la democrazia e disabitua i cittadini alla partecipazione. Ma noi dobbiamo riportare al centro della vita la speranza concreta del cambiamento.

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