I media e la guerra
Una raccolta di articoli sull'informazione e sulla propaganda in tempo di guerra
- Giornalisti a rischioUomini e donne che rischiano la vita per raccontare un conflitto
Falluja come Abu Grajib: il terrore terrorizzi
Quelle del documentario di RAINEWS24 non sono propriamente rivelazioni, almeno non per i 24 milioni di iracheni o quanti ne restano, e per quella ridotta fetta di opinione pubblica mondiale che per mestiere o dovere civile fa la fatica quotidiana di informarsi. Ma sono immagini potentissime che perlappunto vanno sistematicamente depotenziate, per esempio mandandole in onda alle 7.35 di mattina.9 novembre 2005 - Gennaro CarotenutoAddio Ane-Karine, inviata avventurosa, amica di tutto il Medio oriente
Un amore sovrumano per la vita e per tutti i popoli del Medio Oriente. Una creatura dei nostri tempi pericolosi.24 luglio 2005 - Robert FiskStrategie comunicative per un massacro
Della tragedia di Londra non ci sono immagini né di cadaveri né di
sangue e, al di là dell’attribuzione ad Al Qaeda degli attentati, si
veicola il rifiuto netto della connessione con la macelleria irachena. È
una precisa scelta comunicativa. Vacilla invece la strategia vaticana
che nega lo scontro di civiltà12 luglio 2005 - Gennaro CarotenutoIraq: liberati i tre giornalisti romeni
25 maggio 2005Iraq: Il diritto di sapere
Lettera di Ralph Nader ai media Usa: agli americani arrivano poche notizie dall'Iraq23 maggio 2005 - Ralph NaderL'amministrazione Bush e la nuova era delle notizie TV preconfezionate
17 marzo 2005 - David Barstow e Robin SteinI media italiani, Nicola, Giuliana, Silvio e l'atlantismo
7 marzo 2005 - Gennaro CarotenutoBush: la ricerca delle armi di distruzione in Iraq è finita
14 gennaio 2005
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