La relatrice ONU vede riconosciuta la libertà di parola da un tribunale USA e poi oggi il Dipartimento del Tesoro USA revoca le sanzioni contro di lei.
21 maggio 2026 - Redazione PeaceLink
La partecipazione dell’Italia alla Prima guerra mondiale
L'Italia nel 1915 scelse la guerra quando avrebbe potuto scegliere la pace, e la scelse consapevolmente, violando il diritto internazionale con motivazioni simili a quelle che oggi condanniamo in altri conflitti.
In Libano, secondo il governo Usa, le operazioni di Israele sarebbero in linea con suo "diritto di difesa". PeaceLink condanna questa invasione e si appella al vero diritto internazionale, quello dell'ONU, ben diverso da quello inventato dalla Casa Bianca.
Il testo esamina il ruolo centrale della pace nel pensiero e nell'azione di Papa Francesco, in particolare attraverso l'uso del diritto internazionale per promuovere la pace globale, ripudiando la guerra e le armi nucleari
Ratifica ed esecuzione da parte dell'Italia del I Protocollo addizionale alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 e del II Protocollo addizionale alle Convenzioni stesse
8 ottobre 2022 - Redazione PeaceLink
Nel 1898 il Congresso USA decretò che le Hawaii divenissero un possedimento degli Stati Uniti
Nel 1893, nove americani, due britannici e due tedeschi organizzarono un colpo di stato che, con l'aiuto della marina americana, riuscì ad abbattere la regina indigena che aveva riaffermato la sovranità attraverso misure che annullavano le concessioni dei suoi predecessori agli stranieri.
1 ottobre 2022
La lista di come hanno votato tutte le nazioni su quella risoluzione delle Nazioni Unite
L'Assemblea Generale dell'ONU in quella data ha approvato la dichiarazione sul diritto alla pace (Risoluzione A/C.3/71/L.29 "Declaration on the Right to Peace") con 131 favorevoli, 34 contrari e 19 astenuti. Gli USA hanno votato contro da dichiarazione sul diritto alla pace. L'Italia si è astenuta.
Una tesi di laurea in diritto internazionale mette in luce l'assenza di una regolamentazione internazionalmente accettata per le navi militari a propulsione e capacità nucleare. Sia sotto il profilo della sicurezza che della responsabilità per danni in caso d'incidente nautico-radiologico
Secondo lui il diritto internazionale non verrebbe violato dall'intervento militare di Usa, Francia e Gran Bretagna, in quanto nel caso della Siria si applicherebbe il principio della "responsabilità di proteggere". Peccato che Sabino Cassese si dimentichi di aggiungere che il principio a cui lui si richiama deve passare attraverso una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che per la Siria non vi è stata.
Il Presidente Obama ha detto che i bombardamenti con i droni erano "azioni mirate contro individui in una lista di terroristi attivi". Ma preoccupano i suoi silenzi.
Disinnescare il problema israelo-palestinese: è urgente Perché possano sopravvivere Israele, la Palestina e il Libano sarà necessario un grande sforzo di immaginazione. Ma la domanda è: lo si vuole davvero? Intanto, affinché la politica internazionale torni sul terreno del diritto, l'Europa dovrebbe reclamare l'applicazione di tutte le risoluzioni Onu
Un’altra guerra si sta preparando. All’Iran. Capo d’accusa: detiene l’arma nucleare. La realtà è un’altra. I Paesi che hanno la coscienza molto sporca sono diversi. Nel Medio Oriente ma anche in Europa. E di armi nucleari se ne stanno preparando troppe. Dappertutto.
Quando è necessario e non si può fare altrimenti, la guerra è giusta. A partire dall’ultimo libro di Walzer, si va allargando, anche tra i democratici, il varco della guerra umanitaria. Fuori dal diritto, eventualmente. L’analisi critica di Danilo Zolo.
E' ancora disponibile online e racconta le origini della telematica pacifista. Rappresenta un vero e proprio manifesto operativo di mediattivismo per iniziative di pace, ecologia e cooperazione internazionale.
Il parlamento di Helsinki ha abrogato il divieto in vigore dal 1987, ignorando l'opposizione della maggioranza dei cittadini e il vuoto normativo lasciato dalla scadenza del trattato START.
La missione ONU ha chiarito: "La portata, il coordinamento e l'approvazione pubblica dell'operazione da parte dell'alta leadership delle RSF hanno fatto parte di un'operazione pianificata e organizzata che presenta le caratteristiche distintive del genocidio".
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