Si registrano vari feriti mentre per le vie della capitale inizia la caccia ai leader della protesta. La comunità internazionale condanna e prende le prime misure di ritorsione contro il governo spurio di Micheletti
Parliamo ai popoli, per far tacere le armi! Le comunità locali sudamericane insieme per elaborare nuove strategie di resistenza contro la guerra e la militarizzazione.
Questa lettera è per chiedervi un impegno, affinché chi oggi desidera "fare qualcosa" trovi altri e altre disposti a percorrere una strada a tappe da costruire insieme. Ci ritroviamo lunedì 8 settembre in piazza Santissima Annunziata
Il rapporto di Amnesty International disegna un’ONU incapace di garantire la tutela dei diritti umani: le democrazie sono formali più che sostanziali, vincono le procedure più che il rispetto delle leggi.
Feste e tanti illustri invitati per il presidente degli Stati uniti messicani che ha celebrato il primo anno di un potere ottenuto coi brogli e che porta a bilancio repressione del dissenso, narco-esecuzioni e fuga di capitali
5 dicembre 2007 - Gianni Proiettis
La corsa all'oro continua ad uccidere nel Paese centroamericano
In un'età dove le morali sono in crisi, dove le 'logiche' di tipo monetario, prevalgono sulle 'etiche', la televisione subentra come componente alienante. E l'essere umano, sempre meno essere, sempre meno umano.
16 novembre 2006 - Davide Marzorati
Comunicato stampa di Amnesty International sui fatti di Oaxaca
Il presidente Karzai è molto filo-occidentale (e filo-americano) ma è favorevole a riesumare il Dipartimento per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio. Di memoria taleban
Dalla Siria all’Iran. Da Cuba all’Eritrea. La globalizzazione delle violazioni dei diritti umani. La denuncia di Amnesty International nel suo nuovo rapporto.
L'idea che una accresciuta domanda pubblica di acciaio basata sul riarmo possa portare l'ILVA a superare la fatidica soglia del punto di pareggio fra costi e ricavi è semplicemente un abbaglio matematico. Abbiamo fatto i calcoli e il risultato è semplicemente grottesco.
Ma non è libero. Ora sconterà in Australia i restanti tre anni della pena in libertà vigilata, con supervisione e condizioni. La sua storia è grottesca e paradossale: denunciò i crimini di guerra dei soldati delle forze speciali australiani in Afghanistan. E lo hanno messo in carcere.
L'azione nonviolenta deve cercare la vittoria, ma il suo fallimento, sempre possibile, non le fa perdere senso: essa è di per se stessa una vittoria. "La natura stessa della resistenza nonviolenta - scrive Gandhi - è tale che i frutti del movimento sono contenuti nel movimento stesso".
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