Abbiamo bisogno di credere che in questa città non ci siano politici ed amministratori distratti. Ci auguriamo che la Chiesa tarantina non vada a benedire la nuova base Nato. Abbiamo bisogno di credere nella vita.
29 marzo 2004 - Giovanni Matichecchia - Alessandro Marescotti
Prossimo trasferimento del Comando VI Flotta Usa a Taranto
Rifondazione Comunista a Taranto aveva sollevato dubbi sulla documentazione del Pentagono esibita da PeaceLink. E non aveva appoggiato l'iniziativa del Comitato per il NO alla base Usa. Ora cambia linea.
"La società civile deve diventare soggetto politico organizzato. Sono deluso da partiti come i Ds e la Margherita che ci avevano promesso di difendere la legge 185 sul commercio delle armi. E invece, lo dico con tristezza, non lo hanno fatto", dice il padre Alex Zanotelli, a Roma per la presentazione della «Rete italiana per il disarmo», un network che comprenderà associazioni come Amnesty international, Arci, Libera e Peacelink, movimenti cattolici di base come Pax Christi, la Rete Lilliput e sindacati come la Fim-Cisl e la Fiom.
21 marzo 2004 - Dichiarazioni raccolte da Angelo Mastrandrea
Nella città dove è prevista la costruzione della "superbase" Usa, Taranto città operatrice di pace lancia a tutta l'Italia una proposta alternativa: - digiuno cittadino in ogni porto in cui dovesse attraccare un'unità che comporti un rischio nucleare; - richiesta alle autorità che - per motivi di sicurezza e in relazione al pericolo terrorismo - nessun permesso di attracco in nessun porto italiano venga concesso a unità navali con propulsione nucleare e che non dichiarino di non avere a bordo armi atomiche: un incidente o un attentato avrebbe conseguenze devastanti. - proposta di reinvestimento del 5% delle spese per armi verso l'aiuto internazionale alle popolazioni povere. - no ai progetti militari segreti che scavalcano il Parlamento, sì alla democrazia e alla sovranità popolare.
19 marzo 2004 - Alessandro Marescotti
"In questo momento ogni speculazione sul riallineamento sarebbe inappropriata".
Al momento è prematuro parlare di decisioni prese, tanto meno su una possibile destinazione della Sesta flotta Usa, nè su un diverso ruolo nell'ambito Nato della base militare italiana di Taranto. E' quanto ha detto a Reuters una portavoce della Sesta Flotta, interpellata dopo che un'associazione pacifista, PeaceLink, ha annunciato che da una ricerca su documenti non secretati Nato online, la base navale di Taranto risulterebbe già quartier generale della Forza (marittima) di Pronto Intervento Nato.
Crediamo che l’attenzione debba essere focalizzata principalmente su quello che c’è e non su ciò che si presume. Non vorremmo cioè, che se si dovesse rivelare priva di fondamento la notizia della requisizione del porto mercantile, perchè proprio di questo si tratterebbe, vista la consistenza della VI Flotta (41 navi, 175 aerei, 21mila fra marinai e civili), l’auspicata mobilitazione per scongiurare il rischio nucleare venisse a cadere.
8 marzo 2004 - Enzo Pilò
Conseguenze gravissime in caso di incidente atomico
L'impegno contro l'insediamento della base Nato a Taranto. Una lotta per evitare rischi alla popolazione a causa dell'inquinamento radioattivo derivante dal transito dei sommergibili nucleari. In coda il testo intergrale dell'interrogazione parlamentare (vedere NOTE).
Sul sito http://www.defenselink.mil si trovano le informazioni negate al Parlamento Italiano. Ecco il link da dove si può scaricare la mappa completa di tutti i comandi Nato (HQ) in Italia, da cui dipendono le strutture esecutive minori.
Che con il nodo C4I aumenti il peso della presenza militare della Marina USA, è sicuro, come anche attraverso di esso passeranno ordini ed informazioni di elevato carattere decisionale, sia in caso di pace che di guerra, sullo scacchiere Adriatico-Balcanico e del Mediterraneo Centroorientale.
Sulla destinazione finale c'è un vero giallo ma sembra ormai certa la ristrutturazione della presenza dello zio Sam. I ministri, però, non la discutono e si trincerano dietro il segreto militare. Rifondazione: "Il Governo continua a dire 'yes'".
26 febbraio 2004 - Checchino Antonini
Frattini ha risposto: "Preferiamo che ci sia un annuncio americano".
Padre Michele Stragapede replica a Lucio Manisco che ipotizza una smobilitazione della Sesta Flotta Usa da Gaeta: destinazione Rota (Spagna). E' una destinazione altamente improbabile in quanto Rota è sull'Atlantico. In realtà la Flotta Sesta Usa lascerà Gaeta e andrà a Taranto. Una flotta destinata al Mediterraneo non può andare nell'Atlantico... La scorsa settimana il settimanale Il Mondo ha pubblicato la notizia degli accordi fra il governo italiano e il governo Usa per attivare in Italia i comandi Nato HRF di Taranto e Milano (Solbiate Olona) in cui gli Stati Uniti portanno organizzare le proprie attività di guerra.
15 febbraio 2004 - Redazione PeaceLink
Il Parlamento era all'oscuro della decisione di creare un Comando Nato a Taranto
''Da tempo - afferma Bulgarelli - seguiamo con attenzione le manovre sospette della Marina Militare italiana e di quella statunitense attorno al porto di Taranto. Oggi il dossier di Peacelink conferma le nostre preoccupazioni".
Lunedì 9 febbraio 2004 ore 11,45 presso WWF via Anfiteatro 104 Taranto. Tutta la documentazione per i giornalisti è disponibile on line su PeaceLink. Clicca su: http://italy.peacelink.org/disarmo/articles/art_3030.html I documenti del Pentagono sono allegati alla suddetta pagina web e sono scaricabili come file PDF.
Cochicho (che significa "con il cuore in mano") e' una piccola realta', nata con fatica a Taranto. Ha sede in via Dante 32/a. Ora è in ginocchio per un grave furto, cerca di rialzarsi e chiede la tua solidarieta'.
Le ipocrisie, le mezze verità, le falsità fabbricate in nome della "ragion di stato" ci hanno abituato a non credere più ciecamente nelle versioni ufficiali che in lacuni casi si sono rivelate favole per un'opinione pubblica dalla memoria corta.
13 gennaio 2004 - Alessandro Marescotti
Ultime rivelazioni, PeaceLink lancia l'allarme sul rischio nucleare
Fino al 2003 Taranto era una base della Marina Militare Italiana con infrastrutture finanziate dalla Nato e cogestite in ambito Nato. Ora si viene a sapere che esiste un piano segreto per trapiantarvi una base Usa. Un giornalista ha rotto le uova nel paniere e ha scoperto che per il 12 e 13 gennaio 2004 erano in programma le trattative. Ma l'on. Ostillio (centrosinistra) non si dimostra molto sorpreso e afferma: "Per la città sarebbe una fortuna".
Il parere dell’avvocato Maurizio Rizzo Striano (associazione Genitori Tarantini) sul decreto della Corte d’Appello di Milano che impone il fermo delle emissioni nocive alla salute dell'area a caldo dell'Ilva di Taranto entro 90 giorni
Per i magistrati, il diritto alla salute viene prima del diritto dell'impresa a continuare la produzione. Anche se lo stabilimento è autorizzato dalla pubblica amministrazione, questa autorizzazione non può cancellare il diritto delle persone a non essere esposte a rischi sanitari intollerabili.
Il progetto “Volta Grande de Mineração”, promosso dalla multinazionale canadese Belo Sun, ha già ottenuto tutte le autorizzazioni e andrà ad accavallarsi con quello della diga di Belo Monte
La nonviolenza offre uno strumento potente anche a chi è privo di risorse materiali o forza fisica: anziani, giovani, donne, persone con disabilità possono agire con altrettanta efficacia, facendo leva sulle qualità spirituali dell'amore, della comprensione, del coraggio e della perseveranza.
sociale.network #taranto