Se tutto va secondo il piano di Bush, gli investitori e le multinazionali americane entreranno presto in possesso di grosse fette della compagnia petrolifera di Stato dell'Iraq.
"Temiamo che a forza di brutalità, intimidazioni e censure le autorità arrivino a depurare il web da ogni contenuto critico. In un paese in cui negli ultimi anni fioriscono weblogs e siti d'informazione sarebbe una vera catastrofe per la libertà d'espressione".
Secondo il bilancio di Reporters san Frontières sono 53 i professionisti dell'informazione uccisi durante l'anno, la cifra più alta degli ultimi dieci anni.
Iman Ahmad Jamàs, ex direttrice dell’Osservatorio per l’Occupazione a Bagdad, viaggia in tutto il mondo raccontando quello che il popolo iracheno vive; desidera aprire gli occhi e le coscienze dell’occidente ed esige dar volto alle gelide cifre dei morti. Racconta una sola storia, quella di qualsiasi iracheno, incentrata sulla distruzione di un mondo e nello sconvolgimento della propria vita.
Do Nam Hai è stato interpellato ed interrogato più volte in questi ultimi mesi per articoli pubblicati sul web. Reporters sans Frontières saluta il coraggio di questo cyberdissidente, che osa criticare apertamente il potere, e denuncia le pressioni di cui è vittima.
Le origini e le cause della ribellione sono poco chiare, ma si sospetta fortemente che sia stata appoggiata dal Ruanda. Il Ruanda potrebbe perfino aver inviato delle truppe nella RDdC...
Venerdì 3 dicembre 2004 l'ex Presidente del Nicaragua, Arnoldo Alemàn, è ritornato a casa sua grazie alla sentenza di un giudice della Corte d'Appello
che gli concede gli arresti domiciliari.
"He should be returned to his unit or be given an honorable discharge."
“Che venga fatto tornare alla sua unità o che gli sia concesso un congedo onorario.”
Ieri, 28 marzo 2026, anche Roma ha parlato chiaro. Il corteo "No Kings Italy" ha invaso le strade della capitale con una partecipazione largamente superiore alle aspettative: gli organizzatori hanno dichiarato 300.000 presenti, in una mobilitazione definita una grande marcia popolare.
Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.
L'edizione 2025, realizzata con il contributo di oltre cento autrici e autori tra studiosi ed esperti nazionali e internazionali, è ora disponibile e se ne consiglia la lettura a quanti vogliono ragionare sui fatti, non sulle paure.
Ma la verità è difficile da trovare per la censura militare sull'informazione. Il presidente della Federal Communications Commission (FCC) statunitense, Brendan Carr, ha lanciato una minaccia: "Perderanno la licenza le emittenti che distorcono le notizie".
Sabato 28 marzo un corteo da piazza della Repubblica a San Giovanni. Il giorno prima, il concertone alla Città dell'altra economia a Roma. Oltre 700 sigle, migliaia di persone attese per dire no alla guerra, al riarmo e alle politiche autoritarie.
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