Il giorno 18 luglio c.a. il servizio 2 V.I.A/V.A.S. Regione Sicilia a firma del suo dirigente Ing Vincenzo Sansone è stato emesso decreto 693 corcente l’Autorizzazione Integrata Ambientale alla ditta Italcementi di Isola delle Femmine.
Intervista al blogger ambientalista che vive a Isola delle Femmine, vicino Palermo e ha portato in questi anni la propria battaglia «per la difesa del territorio, della salute dei cittadini, della legalità e della trasparenza» nelle stanze del Parlamento e delle Procure, ma non è riuscito a farsi ascoltare dai giornali.
Questa mattina, una rappresentanza delle Associazioni, che hanno sottoscritto l'Appello per la legalità ed al diritto all'informazione, ha incontrato il Presidente della Commissione Regionale Antimafia per manifestare la loro profonda preoccupazione.
Appello alle Autorità ed alle istituzioni, da parte delle associazioni e dei movimenti a sostegno del Comitato Isola Pulita dopo i gravi atti intimidatori
Il Comitato Cittadino Isola Pulita a seguito delle gravissime minacce di morte rivolte contro due nostri esponenti ha deliberato l’interruzione immediata di qualsiasi attività politica sul territorio e conseguentemente la chiusura del sito web “Isola Pulita”.
Dopo il sequestro delle sedicimila tonnellate di Pet-coke da parte dei Carabinieri del NOE di Lecce all'interno dell'ILVA, a Taranto ci si chiede quanto sia pericolosa questa sostanza.
La notizia del sequestro di circa 16.000 tonnellate di pet-coke da parte dei Carabinieri del NOE all'interno dello stabilimento siderurgico di Taranto mette in discussione ancora una volta l'interminabile confronto fra industria e le istituzioni. Chiediamo che sia fatta luce su un eventuale uso di coke anche alla Cementir e che sia avviato uno screening degli inquinanti contenuti nello petcoke
Sarà consegnato al ministero dell´Ambiente il rapporto sull´emergenza Taranto: situazione catastrofica in due quartieri. Il dossier-choc dell´Arpa: veleni e tumori, ecco le prove.
Repentino cambio della politica energetica in ILVA. Salterà la costruzione del nuovo impianto da 600MW? Gli ambientalisti: perché costituiere un gruppo ristretto con funzioni istruttorie, nel quale si discute a porte chiuse del pet-coke Ilva?
La sostanza era arrivata dalla Louisiana: costa meno ma è più tossica del carbone fossile. La combustione può provocare emissioni di particelle pericolose perché altamente cancerogene
Dopo il recente ultimatum di Regione Puglia e ministero dell'Ambiente, che minacciano di chiudere la fabbrica siderurgica se non si ridurrà la quantità di diossina emessa dai camini, un'altra inquietante vicenda viene alla luce grazie alla magistratura.
Taranto, l'accusa è gestione illecita di rifiuti pericolosi Sigilli ad area di 2mila metri quadri nei parchi minerali. Denunciato rappresentante legale dello stabilimento: «Ma presto tutto chiarito» Gli scarti del petrolio provenivano dagli Usa
Il materiale, destinato alla miscelazione con carbone fossile per la produzione di coke siderurgico, era presso uno stabilimento di Taranto in un'area inidonea da un punto di vista della tutela dell'ambiente
24 maggio 2008
Il combustibile, sequestrato in un deposito di Statte, era destinato a due ditte lombarde
Il pet coke "cancerogeno" era importato e rivenduto a due ditte con sede a Milano: proseguono le indagini per comprendere da dove partiva e, soprattutto, dove arrivava il pet coke scoperto nell’Italcave di Statte.
12 dicembre 2007
Seimila tonnellate custodite in un deposito di Caramia. Sotto sequestro 6mila tonnellate per la violazione delle norme che tutelano l’ambiente.
Stoccato a Statte un carico di pet-coke proveniente dal Sud America. Il pet-coke è un prodotto pericoloso che si ottiene dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi
7 dicembre 2007
Si manifesta per la tutela del territorio: della terra, dell'aria e del mare.
In particolare si manifesta contro la richiesta avanzata dalla Italcave di ampliamento della discarica sita in Statte per ulteriori tre milioni di metri cubi e contro lo spostamento in una cava esaurita del deposito di Pet Coke (derivato petrolifero).
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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