Il decreto del governo sull'Ilva vuole dissequestrare quegli impianti che una perizia ha definito "pericolosi". Questo decreto viene esteso a tutti gli stabilimenti di interesse strategico. Il corteo mette al centro salute, lavoro, ambiente, reddito e cultura. E rivendica il risarcimento: chi ha inquinato deve pagare
"SENTIERI" studia gli effetti sulla nostra vita degli inquinanti rilevati nell’ambiente e nel cibo, di origine industriale. E’ già inammissibile avere avviato il progetto solo nel 2008, nei 44 siti oggetto di studio; ora non si può più tergiversare davanti a una situazione sanitaria da terzo mondo come quella emersa a Taranto (già in base ai risultati diffusi nel 2011). Intanto, quello che i ministri non hanno fatto in 20 anni per tenere in vita le persone, lo fanno in meno di due mesi per gli impianti ILVA …
Il vecchio ha già dato la sua immagine peggiore. A sostenere questa città dovranno essere, con le loro idee, altri cittadini: movimenti, giovani, architetti, imprenditori, artisti, ricercatori...
Un lungo corteo ha sostenuto la decisione dei magistrati di spegnere gli impianti Ilva che producono sostanze cancerogene e dannose alla salute. Laddove la Politica ha fallito, la magistratura ha colmato le assenze e le pecche del silenzio.
6 ottobre 2012 - Rosella Balestra
Gli organizzatori: “Siamo preoccupati per i dati della Asl”
Promuovono la fiaccolata: Donne per Taranto, Fondo Antidiossina Taranto Onlus, PeaceLink, Wwf Taranto. La partenza del corteo è prevista per le 19.30 dall’Arsenale di via di Palma, Taranto
4 ottobre 2012 - Daniele Marescotti
Il ministro dell'Ambiente Clini applichi l'articolo 8 del decreto legislativo 59 del 2005
Le associazioni incontreranno alle ore 16 il Ministro in Prefettura a Taranto. Riportiamo il link alle osservazioni tecnico-giuridiche di PeaceLink sull'autorizzazione AIA Ilva
Scontro di ideologie? Lotta di classe a Taranto? Alcuni interventi di ministri e parlamentari sulla vicenda ILVA mostrano quanto sia pericolosa la lontananza tra chi amministra la cosa pubblica in questi anni e la vita (e il dolore) dei cittadini. Ne abbiamo avuto un esempio durante l'informativa al Senato dei Ministri Passera e Clini
A Taranto, in questi giorni, i lavoratori e i cittadini il cui "livello di vita" ed il "potere d'acquisto" dipendono da uno stabilimento industriale, proclamano che le loro vite valgono più dei loro posti di lavoro.
Duecentodieci chili l'anno. È la quantità di emissioni industriali per ogni abitante di Taranto. I periti della Procura hanno evidenziato quello che la Regione Puglia non ha fatto in tanti anni. La Procura della Repubblica ha svolto azione di supplenza dei decisori politici
"Bisogna che domani essi non sappiano più dove sono, non riconoscano più nulla intorno a sé. E’ per questo che sarà bene che i massacri vadano un poco oltre, che più d’uno. In modo che quelli che sopravvivono abbiano sofferto almeno per un caro che gli sia stato ucciso o disonorato. Dopo di che, se ne farà ciò che si vorrà". Discorso per salvare Taranto dal saccheggio ambientale. Sarà letto oggi come performance teatrale nel sit-in a sostegno della magistratura che indaga sull'Ilva
17 agosto 2012 - Maria Elena Leone
Questo testo sarà letto oggi a Taranto, nella manifestazione in difesa della magistratura che indaga sui dirigenti Ilva per disastro ambientale
Che la vita e la salute degli abitanti di Taranto siano una priorità è l'osservazione più naturale al mondo. Ma le dichiarazioni di alcuni ministri e politici, dopo il sequestro di alcuni impianti Ilva e l'emergere di gravi responsabilità penali dell'azienda, sono sorprendenti: sembrano parlare di una città vuota, occupata e difesa abusivamente dai suoi cittadini
17 agosto 2012 - Lidia Giannotti
L'inadeguatezza della sinistra di governo" a Taranto e in Puglia
Filmato girato davanti agli scarichi dell'Ilva di Taranto da Fabio Matacchiera. Ilva replica: "Intraprese azioni legali a tutela dell'immagine aziendale"
Per abbattere l'inquinamento e tutelare la salute, salvando il lavoro e creando un nuovo modello di sviluppo. Da Pittsburgh a Hamilton, passando per la Ruhr. Chi ha dismesso l'acciao e chi no. I modelli per Taranto
“Molti sapevano e non hanno fatto nulla”. Questa frase si adatta bene alla situazione di Taranto e al suo spaventoso inquinamento. Alle prime interrogazioni i governi neppure rispondevano. Tanti cittadini ora mettono al primo posto la sicurezza ambientale e il diritto alla salute e questo hanno chiesto di fare al presidente dei Verdi candidato Sindaco
Una "strana" norma la scorsa estate che, per il Golfo di Taranto, riduce l'estensione delle aree vietate alle trivellazioni e introduce concetti sconosciuti in questo ambito, come le "linee di costa" (che per delimitare le aree vietate seguono l'andamento delle coste, e non linee dritte) ... E tre mappe ancora più strane
21 aprile 2012 - Guido Picchetti
Lavorare con le bonifiche, avviare subito la messa in sicurezza d'emergenza della falda acquifera
Conferenza nella sala stampa della Camera dei Deputati lunedì 16 aprile alle ore 16 promossa da AIL (Associazione Italiana lotta alle Leucemie) Taranto, Altamarea, Ammalati cronici ed immunitari, Cittadinanzattiva/Tribunale dei diritti del malato Taranto, Comitato vigiliamo per la discarica, Donne per Taranto, Eticambiente, Fondo antidiossina Taranto, Impatto zero, Mondomare, Italia Nostra Taranto, PeaceLink, WWF Taranto, Associazione Culturale Pediatri (ACP) di Puglia e Basilicata
Sappiamo tutti quanto sia stato importante per i cittadini di Taranto l'incidente probatorio sulla maxi-perizia che collega la presenza degli inquinanti più pericolosi in città agli impianti Ilva. Ecco una sintesi della mia intervista al presidente di PeaceLink
L'idea che una accresciuta domanda pubblica di acciaio basata sul riarmo possa portare l'ILVA a superare la fatidica soglia del punto di pareggio fra costi e ricavi è semplicemente un abbaglio matematico. Abbiamo fatto i calcoli e il risultato è semplicemente grottesco.
Ma non è libero. Ora sconterà in Australia i restanti tre anni della pena in libertà vigilata, con supervisione e condizioni. La sua storia è grottesca e paradossale: denunciò i crimini di guerra dei soldati delle forze speciali australiani in Afghanistan. E lo hanno messo in carcere.
L'azione nonviolenta deve cercare la vittoria, ma il suo fallimento, sempre possibile, non le fa perdere senso: essa è di per se stessa una vittoria. "La natura stessa della resistenza nonviolenta - scrive Gandhi - è tale che i frutti del movimento sono contenuti nel movimento stesso".
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