Interrogatori e perquisizioni. I pm configurano il reato di corruzione internazionale. Al centro dell'inchiesta una compravendita di navi e aerei militari. D'Alema è stato il presidente del consiglio italiano che autorizzò l'intervento italiano in Kosovo nel 1999
Il messaggio è arrivato ai suoi indirizzi e-mail, che vengono letti dai suoi assistenti, tra l'altro pagati anche con i nostri soldi. Il risultato è stato il silenzio assoluto. Questa è la coscienza di Massimo D'Alema.
28 maggio 2009 - Alessandro Marescotti
Furono uccise 16 persone e violate le Convenzioni di Ginevra
Oggi chiediamo che l'allora Presidente del Consiglio Massimo D'Alema offra pubblicamente le proprie scuse ad ognuna delle vittime con un atto formale e solenne.
La visita del vice premier e ministro degli Esteri al consiglio di fabbrica dell’Ilva: D’Alema: «Ai lavoratori va garantita la sicurezza e la dignità. Noi non metteremo mano alla riforma pensionistica: vanno varati i decreti attuativi per i lavori usuranti. Chi opera nella siderurgia o nell’edilizia non è uguale agli altri»
18 marzo 2008 - Marcello Cometti
Dieci anni fa le convenzioni di Ginevra morivano a Belgrado. Oggi il diritto Internazionale muore a Pristina
Dai tentativi locali di riconciliazione delle etnie all'"indipendenza" pilotata dall'occupazione militare: i passaggi chiave e i retroscena della "guerra umanitaria" che ha creato dal nulla una repubblica amica della Nato.
24 febbraio 2008 - Carlo Gubitosa
Lo ha ribadito ieri sera, nel corso di una conferenza stampa, il vicepremier
Massimo D’Alema, che ha parlato anche di conti, legge elettorale e Kossovo
Zona franca urbana: «Taranto - ha detto il ministro - sulla base dei criteri
indicati in Finanziaria può presentare le sue ragioni» Per lo sviluppo economico della città, «il Governo sta cercando investimenti sul porto»
9 gennaio 2008 - Pierpaolo D’Auria
Già attivi al Nord. Se ne parlerà all’inaugurazione dell’anno accademico?
Chiamare l’Ilva ad investire nell’Università di Taranto. Sembra un sogno nell’anno in cui la città ha riallacciato i rapporti con la Fabbrica accontentandosi di fontanelle al cimitero o di un po’ di bitume tappabuchi qua e là.
Ieri, 20 giugno, una delegazione del Movimento Federalista Europeo ha presentato al Ministro degli Esteri Massimo D'Alema le prime 10.000 firme raccolte in Europa affinché la proposta di Costituzione europea venga approvata direttamente dai cittadini con un referendum paneuropeo abbinato alle elezioni europee del 2009.
La vicenda della liberazione di Mastrogiacomo mostra, se ce ne sia ancora bisogno, quanto D'Alema non possa più rimanere dov'è. Si dimetta il prima possibile
Avrei capito un Governo battuto sulla riforma elettorale per riconsegnare ai cittadini la possibilità di scegliere il candidato. O strabattuto su una legge per il conflitto di interessi. O frantumato per l’eliminazione delle leggi ad personam. In tutti questi casi avrebbe avuto la mia ammirazione. Per Kabul no.
D'Alema: "Ritengo che i nostri due paesi siano avanzati e moderni in grado di fare, come si fa in tante parti del mondo, rigassificatori e di far funzionare centrali nucleari senza creare motivi di paura. Siamo fra i paesi in grado di dominare queste tecnologie".
Uno degli aspetti più gravi della vicenda riguarda il contesto in cui l'attacco è avvenuto: l'Iran stava portando avanti negoziati mediati dall'Oman sul proprio programma nucleare.Guterres ha dichiarato: "Rimpiango profondamente che questa opportunità diplomatica sia stata sprecata".
Gli USA non sono più un grande importatore di petrolio, ma il primo esportatore mondiale. Per questo Trump punta con la guerra sul rialzo dei prezzi petroliferi. Per noi pacifisti è importante far comprendere che i profitti delle multinazionali energetiche statunitensi sono legati a questa guerra.
Lo scatenamento dell’offensiva terroristica aerea e missilistica contro l’Iran, chiamata “il ruggito del leone”, segna la fine dell’ordine mondiale. Non era un ordine giusto né pacifico, ma aveva un suo alibi nel diritto internazionale.
L'approvazione della Ley de Modernización Laboral in Argentina, tra proteste represse e meccanismi che precarizzano il lavoro, riflette la violenza strutturale teorizzata da Galtung. Lo schema si replica in Italia con salari reali in calo cronico.
Sociale.network