Il caso Moro rimane un enigma aperto. Non a caso sono state occultate o distrutte le prove più importanti. Le contraddizioni e gli interrogativi delineano un quadro complesso e inquietante. Qui elenchiamo una serie di elementi conoscitivi per il dibattito pubblico e la ricerca della verità storica.
2 agosto 2026 - Redazione PeaceLink
Report ritorna con la sua inchiesta su un punto cruciale del rapimento
Sigfrido Ranucci: "Perché le Br non hanno pubblicato quelle informazioni su Gladio? Avrebbero potuto mettersi una medaglia nel pieno della lotta armata e avere la conferma che l’Italia era un Paese sottoposto al giogo americano. Ecco, perché non hanno pubblicato quei documenti?"
Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della D.C. con il suo assurdo ed incredibile comportamento. Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta. Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo.
Il giornalista Andrea Purgatori ripercorre le varie domande senza una chiara risposta del rapimento del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro
3 giugno 2020 - Redazione PeaceLink
Il 9 maggio del 1978 fu eliminato uno statista inviso agli Stati Uniti e che aveva parlato troppo
PeaceLink ha dedicato uno spazio ad Aldo Moro. Esplorate questo spazio di informazione e scoprirete che ciò che vi hanno detto per tanti anni non è tutta la verità e in certi casi non è la verità.
9 maggio 2020 - Alessandro Marescotti
Ce qui a été découvert et ce qui reste à découvrir
Alors qu'en 1978, les Brigades rouges avaient assassiné Aldo Moro, la mafia tue Peppino Impastato. Depuis ces événements, de nombreux détails et inconfortables vérités ont émergées
Nel comunicato n. 1 i brigatisti parlano di un Tribunale del Popolo e che tutto quello che avrebbe detto Moro sarebbe stato "trattato pubblicamente". Nel comunicato n.5 i brigatisti annunciano che "tutto verrà reso noto al popolo e al movimento rivoluzionario"
A chiare lettere ci sono scritte cose terribili sulla storia italiana e sui segreti della DC. E noi sappiamo, e pur sapendo non facciamo niente e non ce ne importa niente. Sappiamo e continuiamo a vivere nella più totale e oscena indifferenza.
Riccardo Lestini
In via Montenevoso a Milano c'erano i brigatisti Franco Bonisoli e Nadia Mantovani Moro
Nel dattiloscritto del memoriale di Moro, realizzato dalle BR, non veniva menzionata Gladio, che invece appare nelle carte manoscritte di Moro trovate nascoste in un'intercapedine di via Montenevoso. "Tutto sarà reso noto al popolo", dissero i brigatisti. Ma non lo fecero.
Redazione PeaceLink
Il libro “Complici. Il patto segreto tra Dc e Br”, di Stefania Limiti e Sandro Provvisionato
Un patto segreto tra la Dc e le Brigate Rosse per togliere di mezzo il politico che stava dialogando con il PCI di Berlinguer. Con la benedizione dell’America.
Quello che è avvenuto in Italia con esponenti delle Brigate Rosse - accolti da Comunione e Liberazione in una narrazione del perdono - non è esattamente quello che è avvenuto in Sudafrica con Desmond Tutu.
19 aprile 2020 - Alessandro Marescotti
Audizione del procuratore generale di Roma, Luigi Ciampoli, davanti alla Commissione Moro
L’esperto statunitense fu chiamato dall’allora ministro dell’Interno, Francesco Cossiga, a far parte del comitato di crisi istituto poche ore dopo il sequestro di Moro
I retroscena del più importante delitto politico della storia italiana
"Nei fatti è dimostrata la presenza di altre persone durante il rapimento di Moro", ha aggiunto Otello Lupacchini, sostituto procuratore generale preso la Corte d'Appello di Roma.
Fotografo dell'Ansa, giunse in via Fani dopo pochi minuti. "Tornato a casa la sera la trovai tutta sottosopra". Portarono via i rullini delle foto. Altri vennero trafugati dall'archivio fotografico dell'Ansa. Voleva sporgere denuncia ma venne scoraggiato: "Sarà l'ufficio politico", gli dissero.
Indagini in corso da parte della Procura di Reggio Calabria. I dati che emergono dalla nuova indagine della magistratura "contrastano con le ricostruzioni del brigatista Valerio Morucci, tanto per numero di armi quanto per tipologia utilizzata".
Un'accusa che adesso pende su Steve Piecznik, ex funzionario del Dipartimento di Stato Usa ed ex consulente del Governo italiano in materia di terrorismo dal 1978
Ivan Cimmarusti e Marco Ludovico, con il blog di Roberto Galullo (Sole 24 Ore)
Il compito degli storici oggi è quello che portare alla luce ciò che è ancora secretato
I conti non tornano. Le BR hanno raccontato una verità di comodo. E' per questo motivo che ancora oggi non sono stati rimossi i segreti di Stato su diverse vicende che costellano la storia di Moro, di chi lo ha rapito e di chi non lo ha voluto liberare
17 aprile 2020 - Alessandro Marescotti
Liberando Moro e rivelando la Gladio segreta avrebbero provocato un terremoto politico
Leggendo e rileggendo emerge chiaramente che le BR furono un virus che i servizi segreti deviati tennero sotto controllo e lasciarono crescere nei settori della contestazione per farla deragliare. L'omertà all'interno delle Brigate Rosse è imbarazzante, le contraddizioni e le bugie sono tantissime.
L'eccidio ci ricorda che il fascismo non è un capitolo chiuso. I suoi germi possono riaffiorare in ogni momento. È per questo che dobbiamo essere pronti a contrastare ogni tentativo di riscrivere la storia, di minimizzare le atrocità commesse o semplicemente di far subentrare l'oblio.
Sistemi di videosorveglianza elettronica, con la cooperazione del programma Ue Eubam, controlleranno 24 ore su 24 la frontiera con la Tunisia dove i migranti vengono detenuti, torturati, venduti e lasciati morire.
10 agosto 2026 - Andrea Ceredani (redattore Avvenire)
La polizia di Kiev ha fermato un taxi, ammanettato il passeggero e lo ha portato a un centro di reclutamento. Quel passeggero era Yevhenii Shulhat, giornalista investigativo di Hromadske. Il suo reato? Aver indagato sulla corruzione del potere.
Proprio come le persone che sono sopravvissute alla bomba atomica in Giappone si chiamano Hibakusha, anche gli alberi sopravvissuti hanno un titolo onorifico. Si chiamano Hibaku-Jumoku.
La collaborazione con PeaceLink è cresciuta da controlli sui dati ambientali a un sistema continuativo di analisi e allerta. Omniscope prepara e conserva il dato; PeaceLink lo porta nel confronto con cittadini, giornalisti e istituzioni. E così le informazioni diventano accessibili e verificabili.
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