Gli scienziati si stanno scervellando su ciò che viene descritto come un "pezzo mancante del puzzle" nella ricerca sul clima: il ruolo delle polveri nel riscaldamento globale.
29 dicembre 2015 - Tradotto da Barbara Pozzi
Un motivo in più per dire basta alla guerra nel Levante
Il giorno dopo l'attentato, Parigi era vuota, come deserta. Quasi nessuno sente il bisogno di uscire in strada contro il terrore. Tutti lo sanno: la nuova certezza è che non siamo più al sicuro.
14 dicembre 2015 - Traduzione di Barbara Pozzi
1 mese dal Disastro Socioambientale di Mariana #nãofoiacidente #nonèstatounincidente
Tanto è costato l'acceleratore di particelle per trattare i pazienti oncologici di Marburgo. Ma l'impianto è rimasto inutilizzato per anni. Ora entra in funzione.
Una bambina nell'Oregon è malata terminale. Non vuole più farsi curare e preferisce andare in paradiso. I suoi genitori vogliono accettare la sua decisione.
20 novembre 2015 - Traduzione di Barbara Pozzi
Finalmente libero, ma rischia la morte se torna in Colombia
E' necessaria una risposta coordinata a livello globale per garantire che nuovi trattamenti, come quelli ideati dai vincitori dei premi Nobel per la medicina, raggiungano tutti i pazienti.
Un ragazzino di sei anni viene ferito gravemente dallo scoppio di un missile. I medici non riescono a salvarlo. Egli potrebbe diventare il simbolo di una guerra dimenticata.
13 novembre 2015 - Traduzione di Barbara Pozzi
Ebola: un nuovo studio fornisce risultati preoccupanti.
Insidioso, il virus ebola può nascondersi nei testicoli, un luogo che è protetto anche dal sistema immunitario del corpo. Da lì, il virus arriva allo sperma. Unica protezione: i preservativi.
La multinazionale brasiliana accusata dai giudici di "aumentare i suoi profitti a costo degli infortuni dei lavoratori"
11 giugno 2015 - Beatrice Ruscio
Non fatevi ingannare: una lettura attenta del Trattato sulla Non Proliferazione delle armi nucleari non fa menzione a un qualsiasi "status" speciale per gli Stati provvisti di bombe atomiche...
La prossima generazione di armi negli arsenali militari potrebbe essere costituita da “robot killer”, macchine che selezionerebbero e distruggerebbero un target specifico senza bisogno dell’intervento umano. Ma se un robot infrangesse la legge, chi ne sarebbe ritenuto responsabile? Bisognerebbe mandare davanti ad un tribunale il programmatore, il produttore, il comandante militare o... il robot?
11 aprile 2015 - Russell Christian (HRW), traduzione di Carmela Palombi
C'è un buco legislativo rispetto ai ‘Robot Killer’
La prossima generazione di armi negli arsenali militari potrebbe essere costituita da “robot killer”, macchine che selezionerebbero e distruggerebbero un target specifico senza bisogno dell’intervento umano. Ma se un robot infrangesse la legge, chi ne sarebbe ritenuto responsabile? Bisognerebbe mandare davanti ad un tribunale il programmatore, il produttore, il comandante militare o... il robot?
11 aprile 2015 - Russell Christian (HRW), traduzione di Carmela Palombi
Il governo austriaco ha chiuso la conferenza con un impegno inaspettato e straordinario: cooperare con tutte le parti interessate "per identificare e perseguire misure efficaci per colmare il vuoto giuridico per la proibizione e l'eliminazione delle armi nucleari", e "cooperare con tutte le parti interessate, Stati, organizzazioni internazionali, Croce Rossa Internazionale e Mezzaluna Rossa, movimenti, parlamenti e Società Civile, in uno sforzo per stigmatizzare, vietare ed eliminare le armi nucleari, alla luce delle conseguenze umanitarie inaccettabili e i rischi associati"
In una deposizione che non era stata resa nota fino ad oggi, il direttore della centrale nel marzo 2011 mette in discussione la gestione della crisi da parte del governo e di Tepco, l’operatore.
Associazioni, famiglie e ragazzi hanno attraversato le campagne pugliesi per dire no al riarmo e per arrivare simbolicamente fino alla base aerea di Amendola da cui partono i cacciabombardieri F35.
La storia di John Kiriakou è una di quelle che dovremmo conoscere tutti perché ci ricorda che la verità, anche quando scomoda, ha sempre bisogno di qualcuno disposto a raccontarla.
L’indulto ai carabineros macchiatisi di reati, il tentativo di smantellare il Plan de Busqueda dei desaparecidos e la volontà di blindare i confini con Perù e Bolivia sono solo alcune delle misure più repressive del presidente di estrema destra nei suoi primi mesi di governo.
Le registrazioni confermano il progetto di trasformare l’intera regione in un’enclave estrattivista basata su carceri disumane e manipolazione religiosa finanziata con fondi pubblici sottratti alle infrastrutture statali
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