Albert, bollettino pacifista internazionale

Gli sconfinamenti sui cieli baltici: droni russi o ucraini?

Questa è la ricostruzione dettagliata degli ultimi allarmi in Lituania, Lettonia ed Estonia. In un caso è stata bloccata un'intera capitale: parlamentari, ministri e bambini degli asili sono fuggiti nei rifugi antiaerei. Nessun rinvio a giudizio. Ma i contribuenti pagano le missioni dei caccia NATO.
21 agosto 2026
Redazione PeaceLink

I paesi baltici: Estonia, Lettonia, Lituania

Brutte notizie per la NATO. La missione di "polizia aerea" della NATO nei Paesi baltici (Estonia, Lettoria, Lituania) negli ultimi allarmi ha trovato droni ucraini e non russi nei cieli dei paesi alleati pattugliati con tanta attenzione.

Questa è la ricostruzione dettagliata degli avvistamenti in Lituania, Lettonia ed Estonia nel 2026. In un caso è stata bloccata un'intera capitale: parlamentari, ministri e bambini degli asili sono andati nei rifugi antiaerei. Nessun rinvio a giudizio. Ma i contribuenti pagano le missioni dei caccia.


Droni russi? "No, spiacenti: sono droni ucraini"

Le stesse ricostruzioni ufficiali alla fine ammettono che i droni intercettati nei cieli baltici sono droni ucraini e non droni russi. Ma chissà perché sono proprio lì i droni ucraini visto che l'Ucraina non è nella Nato come invece lo sono l'Estonia, la Lettonia e la Lituania. Quindi questi furtivi e abusivi droni ucraini che ci stanno a fare nei paesi Baltici che la NATO protegge dalla Russia? Chissà. La Russia accusa i paesi baltici di chiudere un occhio sui sorvoli ucraini e di fornire i loro spazi aerei per attacchi alla Russia, la NATO invece accusa la Russia di deviarli con sui paesi baltici distrurbando i sistemi di navigazione mediante la guerra elettronica. Ma la cosa curiosa è che quando un drone russo si scopre che è ucraino, il copione repentinamente cambia: è colpa comunque della Russia perché li ha deviati con la guerra elettronica. Se li doveva tenere in casa e non deviarli magari da dove erano venuti?

Propaganda a parte, la brutta fugura della NATO sta nel fatto che i droni che siamo riusciti a ricostruire tracciando gli allarmi degli ultimi mesi sono per lo più di origine ucraina e nel restante dei casi sono di origine ignota (la classica foglia di fico per coprire la vergogna).

Tuttavia, è fondamentale inquadrare questa attività nel contesto più ampio della missione NATO. Ecco i punti chiave per capire.


La missione NATO BAP

La missione di Baltic Air Policing (BAP) esiste dal 2004, quando Estonia, Lettonia e Lituania sono entrate nella NATO. Questi tre paesi, infatti, non dispongono di una propria aviazione da combattimento e dipendono dagli alleati per la sorveglianza e la difesa del loro spazio aereo. Ma da quando è scoppiata la guerra in Ucraina con tutta la questione dei droni, la missione ha acquisito un rilievo mediatico e propagandistico elevatissimo.

Il centro della NATO che combatte la guerra dell'informazione (la cosiddetta Guerra Cognifiva) è StratCom COE (Riga, Lettonia). Passa le veline ai giornalisti più obbedienti e studia le tattiche della disinformazione, elaborando  le strategie per i media. Si avvale della poterosa macchina di controspionaggio militare del CI COE (Cracovia, Polonia). E sfrutta il Polo di riferimento per lo studio e la difesa contro le minacce ibride e la guerra informativa. [1, 2, 3] a Helsinki, in Finlandia. E poi c'è JATEC, ma di questo centro abbiamo parlato recentemente. Che tutti questi esperti della Guerra Cognitiva siano specializzati nella disinformazione va messo nel conto, è il loro mestiere. Quindi non è il caso di stupirsi troppo di ciò che vedremo in questa ricostruzione che oscilla fra il surreale e il grottesco. Prima però vediamo i costi di questa missione contro i droni russi che ha avuto invece a che fare con droni ucraini e anche "oggetti non identificati". 

 

Una missione costosa per tutti

La missione ha un costo significativo, sostenuto da tutti i membri dell'alleanza, inclusa l'Italia.

  • Costi diretti per i paesi baltici: i tre paesi contribuiscono economicamente alla missione, con costi che sono aumentati nel tempo. La Lituania, ad esempio, ha stanziato circa 800 milioni di euro aggiuntivi solo per l'acquisto di sistemi anti-drone e radar.

  • Costi per i paesi donatori (come l'Italia): ogni paese che partecipa alla missione sostiene i costi di schieramento e operativi dei propri assetti. Per l'Italia, questo significa impiegare personale e velivoli come gli Eurofighter Typhoon, con un impegno che è andato crescendo. La partecipazione italiana, iniziata nel 2015, era stata stimata in circa 7 milioni di euro per la prima missione, ma i costi attuali per le rotazioni più recenti sono probabilmente più alti.

In pratica, i Paesi baltici e gli alleati NATO stanno investendo risorse per una difesa aerea che, negli ultimi incidenti, si è trovata a dover gestire una minaccia inaspettata e paradossale.


Il caso degli abbattimenti

La missione BAP ha il compito di intercettare e, se necessario, neutralizzare qualsiasi velivolo non autorizzato che violi lo spazio aereo dei Paesi baltici. È un'azione di difesa dell'integrità territoriale dell'Alleanza Atlantica.

Ecco una tabella che riassume gli episodi più recenti in cui sono stati coinvolti caccia NATO:

Data Paese Caccia NATO coinvolto Origine del drone (secondo le fonti) Contesto
19 maggio 2026 Estonia F-16 rumeno Ucraino Probabilmente il primo abbattimento di un drone in questi termini nei Baltici.
8 giugno 2026 Lettonia Rafale francese "Straniero" / non identificato Fonti ufficiali parlano di ingresso "a seguito di guerra elettromagnetica russa".
14 agosto 2026 Lettonia Eurofighter italiano Ucraino Confermato dal Ministero della Difesa lettone.

Il paradosso è evidente: i caccia NATO, pagati dagli alleati per difendere i cieli baltici, hanno il compito di abbattere droni che, stando alle ricostruzioni, sono per lo più ucraini e sono finiti fuori rotta a causa delle interferenze della guerra elettronica russa. Questo li pone nella paradossale situazione di dover agire contro i mezzi di un paese (l'Ucraina) che l'alleanza sostiene, ma la cui azione bellica genera conseguenze indesiderate sul territorio NATO.


La cronologia più recente

25 marzo 2026: il drone precipitato in Lettonia e il procedimento penale per "genocidio"

Un drone precipita in Lettonia. Le autorità avviano un'indagine e la vicenda si sviluppa in modo grottesco e surreale.

Sequenza degli eventi

  • 25 marzo (giorno dell'incidente): un drone precipita sul territorio lettone.

  • Dopo l'incidente: la polizia di Stato lettone avvia un procedimento penale ai sensi del capitolo del codice penale "Crimini contro l'umanità, la pace, i crimini di guerra, il genocidio" . Il procedimento viene aperto "per il fatto" (par fakti) dell'incidente, e le indagini sono in corso per accertare le responsabilità.

  • Parte una forte campagna di denuncia della violazione dello spazio aereo lettone e si tira in ballo persino il crimine di genocidio. In tanti si convincono a questo punto che dietro ci sia Putin. 
  • A questo punto primo ministro lettone Evika Siliņa dichiara candidamente che "le prime informazioni indicano" che il drone è "apparentemente ucraino", basandosi sul fatto che l'Ucraina aveva lanciato attacchi notturni contro obiettivi russi, incluso il porto di Ust-Luga.

  • Identificazione del drone: le Forze Armate lettoni, dopo aver esaminato i rottami, confermano che il drone è di origine ucraina. Viene inoltre precisato che il drone è entrato nello spazio aereo lettone dalla Russia.

  • Reazione diplomatica: il Ministero degli Esteri lettone convoca il rappresentante diplomatico russo e presenta una nota di protesta formale alla Russia, condannando la violazione dello spazio aereo e il contesto più ampio dell'"aggressiva guerra della Russia contro l'Ucraina".

La grottesca conclusione

  • L'oggetto del procedimento penale per "genocidio" è un drone ucraino.

  • Il procedimento è aperto contro ignoti ("per il fatto"), ma la protesta diplomatica è rivolta alla Russia.

  • La Lettonia incolpa la Russia per la violazione del suo spazio aereo, causata dalla guerra che la Russia stessa sta conducendo contro l'Ucraina, che a sua volta lancia droni che finiscono fuori rotta sui baltici.


23 marzo 2026: l'incidente in Lituania

Un drone precipita nel lago Lavysas, nel distretto di Varėna, nella Lituania meridionale, a circa 20 km dal confine con la Bielorussia.

Sequenza delle dichiarazioni

  • 23 marzo (giorno dell'incidente): l'esercito lituano segnala un "drone sospetto" precipitato in un lago ghiacciato. Inizialmente si ipotizza che possa provenire dalla Bielorussia, quindi un drone russo.

  • 24 marzo (mattina): il ministro della Difesa Robertas Kaunas dichiara tuttavia che è "molto probabile" che il drone sia ucraino, e sia stato deviato dalla sua rotta per le interferenze della guerra elettronica russa.

  • 24 marzo (pomeriggio): la prima ministra Inga Ruginienė conferma ufficialmente: "Il drone che ha attraversato il nostro spazio aereo ed è volato nel distretto di Varėna era un drone ucraino ed è legato all'operazione che gli ucraini stavano conducendo quella notte, diretta contro la Russia".

Dati oggettivi: il drone era ucraino, faceva parte di un attacco notturno contro obiettivi russi (probabilmente i porti di Primorsk e Ust-Luga) ed è stato deviato dalla rotta.


29-31 marzo 2026: incursioni in Estonia e Finlandia

  • 29-30 marzo: la Finlandia segnala una violazione del suo spazio aereo nel sud-est e schiera caccia F/A-18. L'oggetto viene identificato come un drone ucraino AN-196. Il Primo Ministro finlandese ipotizza che il forte disturbo elettronico russo possa aver deviato i droni.

  • 31 marzo: Estonia e Lettonia rilevano ulteriore attività di droni vicino ai loro confini con la Russia. La guardia di frontiera finlandese trova un drone sul suo territorio, e l'Estonia scopre detriti nella contea di Tartu.

  • 1° aprile: le forze armate estoni confermano che i droni rilevati nel paese provengono dall'Ucraina.

Dati oggettivi: tutti i droni coinvolti in questi episodi sono stati identificati come ucraini.


7 maggio 2026: l'incidente di Rēzekne (Lettonia) e la crisi politica

Due droni si schiantano in un deposito di petrolio nella regione di Rēzekne, nella Lettonia orientale, danneggiando quattro serbatoi.

Dati oggettivi

  • Origine del drone: ucraina. Le autorità lettoni confermano che i droni facevano parte di un attacco ucraino contro obiettivi in Russia e sono stati deviati dalla rotta.

  • Dinamica: secondo le autorità lettoni, i droni sono entrati nello spazio aereo dalla Russia e sono stati deviati dalle interferenze della guerra elettronica russa.

Conseguenze politiche

  • 10 maggio: il ministro della Difesa Andris Sprūds si dimette dopo che la premier Evika Siliņa dichiara che i sistemi anti-drone non erano stati dispiegati abbastanza velocemente.

  • 14 maggio: la premier Evika Siliņa si dimette, facendo crollare il governo di coalizione. Il suo partito, i Progressisti, aveva ritirato il sostegno dopo le dimissioni del ministro della Difesa.


19 maggio 2026: primo abbattimento NATO di un drone ucraino in Estonia

Un caccia F-16 rumeno, parte della missione NATO di Baltic Air Policing, abbatte un drone nello spazio aereo dell'Estonia nella zona tra Võrtsjärv e Põltsamaa, nell'Estonia meridionale.

Dati oggettivi

  • Origine del drone: ucraina. Il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur conferma che il drone aveva "probabilmente origine ucraina" ed era diretto verso obiettivi in Russia.

  • Reazione ucraina: Kiev ufficialmente chiede scusa per l'incidente, definendolo "non intenzionale" e attribuendo la deviazione alle interferenze della guerra elettronica russa.

  • Significato storico: è la prima volta dalla loro adesione nel 2004 che la missione NATO di polizia aerea nei Baltici "ha sparato un missile in difesa dell'Alleanza".


20 maggio 2026: allarme rosso a Vilnius, capitale della Lituania

Un drone sospetto è rilevato in avvicinamento dal confine con la Bielorussia. L'allarme aereo viene attivato e la capitale lituana va in tilt.

La cronaca dell'allarme (10:20 - 11:20):

  • Evacuazione delle istituzioni: il presidente Gitanas Nausėda, la premier Inga Ruginienė e i deputati del parlamento vengono condotti nei bunker sotterranei.

  • Allarme alla popolazione: un messaggio di emergenza viene inviato ai telefoni dei residenti di Vilnius con l'ordine di mettersi al riparo.

  • Blocco dei trasporti: l'aeroporto di Vilnius viene chiuso e i voli dirottati su Riga; il traffico ferroviario è sospeso nella capitale.

  • Scuole e asili: le scuole e gli asili nido ricevono l'ordine di portare i bambini nei rifugi.

Origine del drone: al momento dell'allarme non si conosce l'origine del drone. Il 21 maggio, il ministro della Difesa Robertas Kaunas dichiara che gli oggetti rilevati il 20 maggio sono simili ai droni ucraini delle settimane precedenti, ma non fornisce una conferma definitiva per quell'incidente specifico.

Il comunicato "stonato" della von der Leyen: il 20 maggio, in pieno allarme e senza che si conosca ancora l'origine del drone, Ursula von der Leyen scrive su X che la responsabilità è della Russia e della Bilelorussia: "Russia and Belarus bear direct responsibility for drones endangering the lives and security of people on our eastern flank" . Il messaggio appare prematuro e azzardato perché attribuisce le responsabilità prima ancora che le autorità lituane accertino la natura dell'intruso.

Il ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas, il 21 maggio, dichiara che gli oggetti rilevati "sono simili ai droni ucraini delle settimane precedenti", ma non fornisce una conferma definitiva per quell'incidente specifico. L'origine resta quindi ufficialmente non accertata. E se fosse stato russo?


21 maggio 2026: nuova incursione in Lettonia

Le forze armate lettoni segnalano almeno un drone nello spazio aereo del paese. Vengono fatti decollare caccia NATO per contrastare la minaccia e viene emesso un allarme aereo in diverse regioni orientali della Lettonia.

Le diverse attribuzioni

 
 
Fonte Attribuzione Dettaglio
Stampa internazionale (Reuters, SkyTG24, media est-europei) Ucraina I media collegano l'incidente alla serie di episodi dei giorni precedenti, inquadrandolo come un drone ucraino deviato dalla rotta a causa delle interferenze russe sul segnale GPS.
Ministero degli Esteri lettone Nessuna conferma Il Ministero pubblica una dichiarazione in cui afferma che la Lettonia non ha mai aperto il suo territorio o spazio aereo ai droni ucraini per attacchi contro la Russia, definendo le accuse russe di complicità come una "campagna di disinformazione".
Mark Rutte (segretario generale della NATO) Nessuna conferma, ma fa polemica Il Segretario Generale definisce "ridicole" le accuse russe secondo cui i baltici concederebbero corridoi aerei all'Ucraina, affermando che i droni ucraini sono finiti in territorio europeo non per volontà di Kiev, ma a causa della guerra scatenata dalla Russia.

8 giugno 2026: abbattimento francese in Lettonia

Un caccia Rafale francese, parte della missione NATO di Baltic Air Policing, abbatte un drone nello spazio aereo lettone. Si tratta del primo abbattimento effettuato da caccia francesi in questa missione.

I dati oggettivi

  • L'evento: l'8 giugno 2026, un caccia Rafale francese abbatte un drone nello spazio aereo lettone, vicino al confine con la Russia.

  • La posizione ufficiale: le autorità lettoni comunicano che si tratta di un "drone straniero" o "non identificato", senza specificare se fosse russo o ucraino. Il Ministero della Difesa lettone dichiara che il drone è entrato in Lettonia "a seguito di guerra elettromagnetica russa" e che non era possibile determinarne l'origine con certezza. Dubbio legittimo: la Russia devierebbe mai un proprio drone?

  • Il recupero dei frammenti: dopo l'abbattimento, le ricerche iniziali non danno esito. Circa una settimana dopo, vengono trovati dei "frammenti di oggetti" che potrebbero essere collegati al drone. I frammenti vengono sottoposti ad analisi e le autorità aprono un procedimento penale. Nonostante il ritrovamento, l'origine e il modello esatto del drone non vengono mai resi noti ufficialmente.

Le diverse interpretazioni

Fonte Attribuzione Dettaglio
Posizione ufficiale NATO/Lettonia Non identificato "Drone straniero", "aereo non identificato". Causa dell'ingresso: guerra elettronica russa.
Stampa internazionale (es. Reuters, The Independent) Ucraina (interpretazione) I media inquadrano l'evento come l'ultimo di una serie di incidenti con droni ucraini deviati dalla rotta.
Alcune testate (es. Hindustan Times, 24sata) Russia (interpretazione) Descrivono il drone come "drone russo" abbattuto dalla NATO.

L'incongruenza della comunicazione ufficiale

  • Il paradosso: le autorità dichiarano che il drone è entrato "a seguito di guerra elettronica russa". La stessa dinamica è stata usata per tutti gli incidenti precedenti con droni ucraini (marzo, maggio, agosto). Tuttavia, per questo specifico episodio, l'origine ucraina non viene confermata ufficialmente.

  • Il ragionamento logico: se la causa dell'ingresso è la guerra elettronica russa, e la guerra elettronica russa devia i droni ucraini (come dichiarato dalle stesse autorità per gli altri incidenti), allora il drone dell'8 giugno era molto probabilmente ucraino. Questa deduzione logica, però, rimane un'interpretazione, non un dato ufficialmente certificato.


14 agosto 2026: abbattimento italiano in Lettonia

Un caccia Eurofighter italiano, parte della missione NATO di Baltic Air Policing, abbatte un drone nella regione di Balvi, nella Lettonia orientale.

Dati oggettivi

  • Origine del drone: il Ministero della Difesa lettone ha confermato il 20 agosto 2026 che il drone abbattuto era ucraino.

  • Dinamica: secondo le autorità lettoni, il drone è entrato nello spazio aereo dalla Bielorussia a causa delle interferenze della guerra elettronica russa.

  • Reazione: la ministra della Difesa lettone Baiba Braze ha ringraziato l'Italia per l'intervento.


Sintesi dei dati oggettivi

Data Luogo Evento Origine drone (confermata) Note grottesche/surreali
23 marzo Lituania (Varėna) Drone precipita nel lago Lavysas Ucraina (confermato il 24 marzo da Ruginienė) Faceva parte di un attacco contro obiettivi russi
25 marzo Lettonia Drone precipita Ucraina (confermato dalle Forze Armate lettoni) Procedimento penale per "genocidio"aperto per un drone ucraino. Protesta diplomatica alla Russia.
29-31 marzo Estonia, Finlandia Violazioni spazio aereo Ucraina (confermato il 1° aprile) Droni AN-196 identificati
7 maggio Lettonia (Rēzekne) Due droni si schiantano in deposito Ucraina (confermato) Innesca crisi politica e crollo del governo
19 maggio Estonia Abbattimento F-16 rumeno Ucraina (confermato da Pevkur e Kiev) Primo abbattimento NATO nei Baltici
20 maggio Lituania (Vilnius) Allarme rosso, evacuazione leader Non confermata con certezza Von der Leyen attribuisce a Russia/Bielorussia prima dell'accertamento
21 maggio Lettonia Incursione aerea Stampa: Ucraina Autorità lettoni e NATO: nessuna conferma ufficiale
8 giugno Lettonia Abbattimento Rafale francese Ufficiale: non identificato Causa: guerra elettronica russa. Logica: probabilmente ucraino. Frammenti recuperati ma origine non resa nota.
14 agosto Lettonia (Balvi) Abbattimento Eurofighter italiano Ucraina (confermato il 20 agosto) Secondo abbattimento NATO

Il quadro surreale che emerge

La cronistoria degli incidenti nei Paesi baltici rivela diversi paradossi.

  1. Tutti i droni identificati con certezza sono ucraini. Nessun drone russo è stato finora identificato con certezza nei cieli baltici (l'unico "presunto" russo è stato in Romania).

  2. La Lettonia apre procedimenti penali per "genocidio" per l'ingresso di droni ucraini, ma presenta protesta diplomatica alla Russia.

  3. La NATO abbatte droni ucraini (19 maggio, 14 agosto) e li dichiara tali, ma per l'8 giugno sceglie di non rivelare l'origine, nonostante la dinamica (guerra elettronica russa) sia la stessa.

  4. La Russia viene accusata della violazione dello spazio aereo baltico ma i droni sono ucraini anche se probabilmente deviati dalle contromisure elettroniche russe, che tuttavia - nel caso si trattasse di questo - sono giustificate per via della violazione dello spazio aereo russo.


Questa ricostruzione si basa esclusivamente sui dati disponibili e sulle dichiarazioni ufficiali delle autorità competenti, riportando fedelmente anche le incongruenze e le assurdità che emergono dai fatti.

Albert, pacifist bulletin

 

Note: Fonti
https://chat.deepseek.com/share/9e34ujovbwx58qh5iu

Per il caso del 20 maggio 2026
https://www.perplexity.ai/search/ae0e568c-11ba-485f-8695-e112c1c22ab0
https://ai.peacelink.it/sessioni?id=3yonouIpryM

Traduzioni

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