Le acciaierie Ilva di Taranto non vanno chiuse, ma va trovata una soluzione ai problemi di salute causati dall'inquinamento prodotto dallo stabilimento industriale. Lo sostiene in un'intervista a Diva e Donna domani in edicola il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che punta il dito contro le norme antiinquinamento varate dalla Regione Puglia.
Dopo la decisione della Consulta di bocciare la legge. Le associazioni ambientaliste non hanno intenzione di arrendersi alla decisione della Consulta e stanno studiando un documento di protesta da inviare al ministro dell´Ambiente Stefania Prestigiacomo.
La consulta boccia la legge pugliese e il governo proroga i poteri commissariali del governatore. Losappio «ci resta però l´amara considerazione che, ancora una volta, il rispetto delle norme non implica il rispetto della salute e del territorio»
Vertice in Procura sul caso-diossina. Il procuratore capo Franco Sebastio, gli altri magistrati che si occupano dell’inchiesta e il pool di consulenti hanno fatto il punto delle indagini. I controlli sono stati estesi a terreni distanti anche 20 chilometri dagli impianti industriali
Il Presidio Permanente “No discariche” ha accolto positivamente la buona notizia giunta mercoledì scorso dalla Provincia: la piattaforma di San Marzano, almeno per ora, rimane bloccata.
Taranto non è solo inquinamento. Proprio nella città più bistrattata per la sua condizione ambientale c’è un brillante esempio di come si possa fare sviluppo eco-compatibile. L’esempio è quello della Vestas, azienda leader mondiale nella distribuzione di Energia Moderna.
«È opportuno cogliere i tempi della crisi - ha detto Bersani - e la legge regionale sull´abbattimento delle diossine è ambiziosa, ma può produrre i suoi effetti solo con un patto azienda-territorio»
L’ennesima stoccata a Emilio Riva da parte del governatore Vendola: «Riva deve fare i conti con la città, è giunto il momento, per lui è arrivato il momento di fare i conti con la città, cosa che non ha mai voluto fare. La città di Taranto merita un risarcimento».
Gli ambientalisti: «L'Ilva ha un'autonomia da Repubblica delle Banane» Vendola: «la legge sulle diossine parla del futuro, prova a impedire i veleni che verranno. Non stiamo chiedendo un grande sacrificio a Riva ma una piccola restituzione di ciò che ha tolto a questa città».
«Contro la diffusione delle polveri sulla città di Taranto, il barrieramento proposto dall'Ilva può sicuramente servire ma non è sufficiente. La soluzione più ovvia è la copertura dei parchi minerali. Chiederemo all'Ilva di procedere in tal senso».
La bonifica di Taranto può attendere: Tremonti ha fatto sparire 50 milioni di euro destinati a salvare la città dai suoi veleni. La Regione: il governo taglia, spariscono cinquanta milioni. Losappio "Siamo costretti a rinviare gli interventi".
Riportiamo di seguito alcuni stralci della lettera che Angelo Fornaro, proprietario di uno degli otto allevamenti della provincia ionica posti sotto vincolo sanitario a causa della diossina, ha inviato al ministro delle politiche agricole Zaia. «I volti di noi cittadini hanno decisamente assunto il colore grigiastro dei fumi che da più di 40 anni invadono il nostro cielo»
'Per la bonifica di Taranto mancano i fondi statali: lo afferma in una nota l’assessore all’Ecologia, Michele Losappio, che fa riferimento a dichiarazioni fatte dal presidente del Consiglio Berlusconi, in merito ai fondi Fas
Nella città pugliese sono i movimenti di base a portare avanti le battaglie su temi ambientali e della sicurezza sul lavoro, mentre la politica ufficiale oramai tutela solo se stessa. Ma la città si spacca tra chi teme per la propria salute e chi ha paura di perdere il lavoro
Solo 60 euro di risarcimento la condanna per una scritta: il patron ne chiese 100mila. Questa la decisione del giudice di pace sul caso di Margherita Calderazzi, la sindacalista dello Slai Cobas querelata da Riva
«A Riva dico: vuoi restare? Investi sulla città. Il Gruppo Riva dice che il siderurgico è centrale nella loro strategia d’impresa. Ma se scaricano su Taranto, sui lavoratori, i costi della crisi non sembra proprio così».
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